Articoli / Blog / Il Vangelo degli amici | 17 Agosto 2026

Il Vangelo della Domenica – Chi è Gesù per me, chi è Gesù per noi?

XXI Domenica del tempo ordinario (Anno A) Mt 16, 13-20 – 23 agosto 2026

Nel Vangelo di Matteo (16,13-20) della XXI domenica del tempo ordinario, Gesù pone ai discepoli una domanda che attraversa i secoli e arriva intatta fino a noi: «Ma voi, chi dite che io sia?». Gesù comincia chiedendo: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». E le risposte sono molte: Giovanni il Battista, Elia, Geremia, uno dei profeti. Sono tutte risposte importanti, perfino lusinghiere. Ma sono risposte degli altri. Gesù le ascolta e subito va oltre: «Ma voi, chi dite che io sia?». È come se dicesse: non mi interessa soltanto quello che avete sentito dire di me. Non mi basta sapere cosa pensa la gente. Voi che avete camminato con me, voi che mi avete ascoltato, voi che avete visto ciò che faccio: chi sono io per voi? E dentro quel «voi» c’è anche un «tu». La fede è certamente comunitaria: Pietro risponde a nome degli altri e proprio sulla sua confessione Gesù edificherà la Chiesa. Ma nessuna comunità può sostituirsi alla risposta personale. A un certo punto ciascuno deve lasciarsi raggiungere dalla domanda: «Ma tu, chi dici che io sia?» Non: che cosa sai di Gesù? Non: che cosa insegna la Chiesa su Gesù? Non: che cosa hanno scritto i teologi, i santi, i Vangeli. Tutto questo è indispensabile, ma la domanda arriva ancora più in profondità: chi è Lui per te Pietro risponde: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». È una professione di fede, ma è anche una dichiarazione di relazione: chi sei tu per me. Pietro non sta definendo un concetto; sta riconoscendo Qualcuno che gli sta davanti e al quale ha affidato la propria vita.

Forse è proprio qui il centro di questo Vangelo. Il cristianesimo non comincia da un insieme di principi, ma dall’incontro con una persona. E per questo non basta dire che Gesù è importante, che è un grande maestro, che ha detto cose meravigliose, neppure basta riconoscere astrattamente che è il Figlio di Dio. La domanda decisiva è: che posto occupa concretamente nella mia vita? Chi è Gesù per me quando devo scegliere? Chi è per me quando soffro? Quando amo, quando sbaglio, quando ho paura? Quando devo perdonare? Quando i miei progetti crollano? Quando sono felice? È davvero qualcuno al quale consegno la mia vita oppure rimane qualcuno del quale so molte cose?

E c’è anche il «noi». «Voi chi dite che io sia?». Una comunità cristiana esiste precisamente per dare insieme questa risposta. La Chiesa non è innanzitutto un’organizzazione, una struttura o un insieme di attività. È un popolo che, con Pietro, continua a dire a Gesù: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Per questo Gesù risponde a Pietro: «Su questa pietra edificherò la mia Chiesa». La Chiesa nasce e continuamente rinasce là dove uomini e donne riconoscono Gesù e mettono Lui al centro. Alla fine, dunque, questo Vangelo ci lascia davanti a una domanda semplicissima e inesauribile. Possiamo conoscere perfettamente ciò che gli altri dicono di Gesù. Possiamo perfino sapere a memoria la risposta di Pietro. Ma Gesù oggi guarda ciascuno di noi e domanda: «E tu? Chi dici che io sia? Chi sono io per te?» La fede comincia ogni giorno dalla nostra risposta.

Foto di Danny Burke su Unsplash

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