FAQ (Frequently Asked Questions) – Le domande ricorrenti degli utenti

Clicca sulla domanda per arrivare alla risposta corrispondente 

1. Perché il blog si chiama “Come Gesù”?

2. Il nome completo del blog è “Come Gesù – Il blog di Mauro Leonardi”. Si chiama così perché sul blog può scrivere solo Mauro Leonardi?

3. Cosa pubblica Mauro Leonardi sul suo blog? 

4. Quindi sui social pubblica solo cose sue o di Come Gesù e risponde ai commenti solo sul blog, ma in questo modo Mauro Leonardi non sembra apparire eccessivamente autoreferenziale?

5. In ogni caso, ostentando foto molto curate, immagini ricercate, sponsorizzazioni ai suoi post su Facebook, e un continuo sbandierare di numeri e di successi, Leonardi non dà l’idea di essere un personaggio dedito solo alla ricerca della visibilità?

6. La pagina Facebook del blog attualmente conta circa 65mila like e ogni settimana cresce di circa 1000 contatti. La pagina che gestiscono alcuni fan di Mauro Leonardi cresce di circa 700 like a settimana contando circa 30mila contatti da quando è nata (aprile 2017). Come si spiega questa crescita costante negli anni? Mauro Leonardi utilizza programmi esterni a Facebook per acquistare like e seguaci? 

7. Rimane il fatto che Mauro Leonardi è un prete. Un prete non dovrebbe occuparsi di preghiera, sacramenti e cose pie invece che diventare famoso? A maggior ragione Leonardi non dovrebbe scrivere cose d’amore o intervistare personaggi quanto meno di dubbia fama. Oltretutto non è un prete qualsiasi ma è un sacerdote dell’Opus Dei: i preti dell’Opus Dei non hanno ben altra reputazione?

8. Ma con il suo scrivere, Mauro Leonardi tocca argomenti e sostiene tesi non condivise da tutti i cattolici: così facendo non crea divisioni?

9. Perché Mauro Leonardi intervista per Novella 2000 personaggi di dubbia fama e che sono contro la Chiesa come Vladimir Luxuria, Gianluigi Nuzzi, Vittorio Sgarbi? È evidente che una cosa del genere desta scalpore e questa è una conferma del suo desiderio di essere sotto i riflettori: oltretutto, non è vero che dando spazio a gente come questa, indirettamente si avvallano le loro tesi anticristiane?

10. Cosa c’entra l’Opus Dei con questo blog? L’Opus Dei appoggia il lavoro di Mauro Leonardi?

11. Mauro Leonardi pare essere a favore delle unioni omosessuali, oppure dell’eutanasia e così via: come la mettiamo con queste sue posizioni eterodosse?

12. Come si spiega l’ostilità e il sospetto che alcuni giornalisti e testate hanno nei confronti di questo blog?

 


Perché il blog si chiama “Come Gesù”?

Il blog Come Gesù ha questo nome a motivo del saggio Come Gesù su celibato e amicizia che Mauro Leonardi ha pubblicato nel giugno 2011 per le Edizioni Ares. Da subito, a proposito del libro, nacque un dibattito – una sorta di forum – che fino a novembre 2011 si svolgeva solo su Facebook. A quell’epoca Mauro Leonardi aveva un profilo personale (che quasi non curava) e la pagina Come Gesù, dedicata al libro. Le discussioni di quei tempi sono tutt’ora rintracciabili sul social network. Qualche titolo è per esempio: Gesù, Giovanni e il celibato; Una donna si innamora; La libertà di amare e la volontà di amare; L’amore nella donna e nell’uomo, ecc. Per le discussioni veniva usata l’applicazione di Facebook “Note” ma, dopo pochi mesi, Facebook segnalò che essa veniva usata “impropriamente”: il motivo era l’eccessiva quantità di testo a fronte di una totale assenza di foto e video. Ciò spinse Leonardi ad aprire un blog – con blogspot – che conservò lo stesso nome del libro. A giugno 2012 uscì il fantasy Abelis e, d’accordo con il direttore editoriale di Lindau Ezio Quarantelli che aveva pubblicato il romanzo, si decise di non moltiplicare i canali di comunicazione ma di far conoscere il libro ampliando il senso dell’espressione “Come Gesù”. Mentre agli inizi “Come Gesù” significava essere celibi come Gesù  o essere amici come Gesù ora il significato diventava più ampio e riguardava l’intero essere cittadini della civitas terrena come lo era stato Gesù di Nazareth, Figlio di Dio per i cristiani ma per tutti, anche per gli atei, uomo della storia registrato al censimento voluto da Cesare Augusto (Lc 2,1). In tal modo il blog Come Gesù si ampliava e, dal luglio 2012, passava da blogspot ad utilizzare la piattaforma WordPress che veniva progettata e gestita dalla Web Agency Liquid Factory. In esso veniva mantenuta e irrobustita la primitiva vocazione al dialogo rispettoso e aperto a tutti, attraverso l’impegnativa scelta di tenere aperto un Forum. Contemporaneamente la finalità della pagina Facebook “Come Gesù” non era più ristretta solo al libro “Come Gesù” ma si apriva a far conoscere i contenuti del blog.

Il nome completo del blog è “Come Gesù – Il blog di Mauro Leonardi”. Si chiama così perché sul blog può scrivere solo Mauro Leonardi?

Da quando il blog è online sono stati pubblicati circa 9000 post. Di questi, circa 900 sono articoli scritti da Mauro Leonardi; 1500 sono gli articoli scritti da altri partecipanti al blog (vengono denominate “Lettere“) e riguardano moltissimi temi. I restanti 7500 post sono articoli segnalati da altri, materiali dottrinali e ascetici, commenti al vangelo (circa 3000) elaborati da molte persone, laici, sacerdoti e consacrati, e non solo da Mauro Leonardi.  Oltre a ciò, naturalmente, ci sono centinaia di migliaia di commenti di moltissime utenti. La specificazione “di Mauro Leonardi”, quindi, serve solo ad indicare che Leonardi sente la responsabilità che all’interno del sito e grazie al Regolamento ci sia quel clima di rispetto che, secondo Leonardi, è uno dei valori cristiani che il nostro tempo più urgentemente sente il bisogno di chiedere alla Chiesa.

Cosa pubblica Mauro Leonardi sul suo blog? 

Sul blog vengono pubblicati tutti gli articoli dei quotidiani, settimanali, riviste su cui scrive, nonché viene fatta una rassegna stampa dei suoi interventi in TV, delle sue interviste, e di tutto quanto riguarda citazioni del blog Come Gesù.

E sul web?

L’inizio di una presenza attiva di Mauro Leonardi sul web inizia il 1° dicembre 2013 con un brevissimo commento al vangelo del giorno (“Schegge di Vangelo“) sul quotidiano on line La Nuova Bussola Quotidiana. Fu Riccardo Cascioli (attualmente direttore sia di LNBQ che de Il Timone) a cercare Leonardi su segnalazione di Riccardo Caniato, caporedattore delle Edizioni Ares dove Leonardi aveva pubblicato diversi libri. La richiesta era di scrivere una riflessione brevissima che aiutasse a pregare “chi va di fretta”. La collaborazione con LNBQ si interruppe bruscamente e per iniziativa unilaterale il 15 maggio 2014 perché quel giorno Leonardi, cui nel frattempo erano state chieste collaborazioni da altre testate, scrisse su IlSussidiario.net un articolo in cui difendeva Mons. Galantino, da poco segretario della Cei, a proposito della famosa espressione “Io non mi identifico con i visi inespressivi di chi recita il Rosario fuori dalle cliniche che praticano l’interruzione della gravidanza, ma con quei giovani che sono contrari a questa pratica e lottano per la qualità delle persone, per il loro diritto alla salute, al lavoro“. Cascioli aveva attaccato su LNBQ Galantino per quelle parole e decise che Leonardi, che difendeva il segretario della Cei, non avrebbe più potuto parlare neppure di Vangelo sul quotidiano da lui diretto.
Come già detto, sul blog si dà conto delle testate con le quali Mauro Leonardi collabora in maniera continuativa. È importante sottolineare tuttavia un aspetto che i non addetti ai lavori possono ignorare: il sistema di comunicazione di Leonardi è articolato e non sarebbe possibile se non fosse supportato da esperti del web (lo Staff, oltre alla già citata Liquid Factory). La pubblicazione si divide in tre momenti: a) quando l’articolo viene pubblicato su una testata nazionale; b) quando viene diffuso attraverso i social (Facebook, Twitter, Instagram, YouTube, Wikipedia, Telegram, WhatsApp,  Newsletter del blog); c) quando se ne discute sul blog in un clima di rispetto grazie al Regolamento fatto osservare dallo Staff. Leonardi entra in dialogo con le persone solo in quest’ultima fase.

Quindi sui social pubblica solo cose sue o di Come Gesù e risponde ai commenti solo sul blog, ma in questo modo Mauro Leonardi non sembra apparire eccessivamente autoreferenziale?

In un primo tempo non era così ma è stato costretto a questa scelta a motivo del clima “da stadio”, dei tifosi “pro e contro” che, inevitabilmente, si crea sui social. Il Regolamento del blog così com’è ora è stato introdotto molto tardi: venne pubblicato nel dicembre del 2016 con un’aggiunta nel marzo 2017. Prima di questi momenti, Leonardi sperava che ci fosse una sorta di autoregolamentazione da parte degli utenti. In gran parte, questo esercizio di autodisciplina è stato infranto da parte di coloro che Mauro Leonardi ha definito Catholically Correct.
Ci sono stati anni in cui il blog veniva brutalmente “trolleggiato” e hackerato: con grande rammarico è stato necessario chiudere il Forum nel giugno del 2017 perché per le sue caratteristiche tecniche era impossibile difenderlo dagli hacker che, a volte, sono stati anche “professionisti”. Leonardi confida di poterlo riaprire qualora venisse trovata un’adeguata soluzione tecnica.
Esiste anche un vastissimo mondo sommerso – che tale deve rimanere – di persone a cui Mauro Leonardi risponde a uno per uno con delle e-mail di consiglio spirituale. Non di rado da tale corrispondenza nascono incontri reali, a tu per tu, nella parrocchia romana dove risiede.

In ogni caso, ostentando foto molto curate, immagini ricercate, sponsorizzazioni ai suoi post su Facebook, e un continuo sbandierare di numeri e di successi, Leonardi non dà l’idea di essere un personaggio dedito solo alla ricerca della visibilità?

Nella categoria Rassegna Stampa del blog si conservano tutti gli interventi che riguardano Mauro Leonardi: sia quelli negativi che quelli elogiativi. Chi sostiene che Leonardi sia unicamente mosso dal desiderio di apparire o è in malafede o è poco informato. Per quanto riguarda la seconda possibilità – per la prima sappiamo bene che le intenzioni del cuore, sono conosciute solo da Dio – si tratta semplicemente di spiegare a chi la pensa così, come vadano utilizzate in maniera corretta gli algoritmi dei social. Non è un segreto che Facebook, per esempio, penalizzi il puro testo e dia spazio a foto nuove e molto definite o a video. Le “sponsorizzazioni” infine, riguardano cifre insignificanti: le minime necessarie per far arrivare ai propri utenti le informazioni: come ordine di grandezza si tratta di 1 (uno) € al giorno.
Se per ricerca della visibilità ci si riferisce al fatto che sul blog appaiono i widget con i contatori dei like esso è il modo più semplice per dar conto della visibilità del blog. 
Il widget “Le frasi più belle di Mauro Leonardi” ha una storia a parte. È una pagina Facebook promossa indipendentemente da Mauro Leonardi; nata nell’aprile 2017 è cresciuta vertiginosamente in pochi mesi. Quest’estate è stata al centro di una vicenda che ha fatto abbastanza rumore: il brano “L’amore non basta per amare” de Il diario di Paci era stato erroneamente attribuito a Frida Kahlo e quindi è stato lettissimo. Chiarito l’equivoco i promotori della pagina hanno chiesto di avere una sorta di approvazione “ufficiale” e il modo trovato è far apparire il loro widget sul lato del blog.

La pagina Facebook del blog attualmente conta circa 65mila like e ogni settimana cresce di circa 1000 contatti. La pagina che gestiscono alcuni fan di Mauro Leonardi cresce di circa 700 like a settimana contando circa 30mila contatti da quando è nata (aprile 2017). Come si spiega questa crescita costante negli anni? Mauro Leonardi utilizza programmi esterni a Facebook per acquistare like e seguaci? 

Esistono alcuni programmi e software che consentono, a pagamento, molti di loro lecitamente, di comperare “pacchetti di utenti”. Si tratta di “utenti robot fan” che fanno crescere di mille, 10mila, 100mila seguaci la propria pagina secondo regole di marketing precise: avere un alto numero di contatti spingerebbe gli utenti veri a interessarsi alla pagina in questione: per es. un locale apre e non vuole apparire con poche unità di like e quindi li compra (al link uno di questi siti). Mauro Leonardi non ha mai utilizzato questi software perché inutili ai suoi scopi. Il fine della pagina e del blog è il dialogo sui temi proposti dai lettori. Sarebbe quindi inutile avere seguaci “finti”. Questa attività è diversa dalla “sponsorizzazione” che Leonardi usa come strumento interno a Facebook.

Rimane il fatto che Mauro Leonardi è un prete. Un prete non dovrebbe occuparsi di preghiera, sacramenti e cose pie invece che diventare famoso? A maggior ragione Leonardi non dovrebbe scrivere cose d’amore o intervistare personaggi quanto meno di dubbia fama. Oltretutto non è un prete qualsiasi ma è un sacerdote dell’Opus Dei: i preti dell’Opus Dei non hanno ben altra reputazione?

Mauro Leonardi, pur con i suoi limiti personali, è un prete come tutti gli altri ed è un prete dell’Opus Dei come tutti gli altri preti dell’Opus Dei. Al primo posto viene la sua normale attività pastorale e, compatibilmente con essa, l’altra.
È importante non dimenticare però che i sacerdoti dell’Opus Dei sono sacerdoti secolari esattamente come quelli diocesani, non sono cioè religiosi. Affermare che la secolarità è una caratteristica propria dei laici, non implica negarla nei sacerdoti secolari. Non è vero infatti che questi ultimi, con l’ordinazione, perdono la secolarità. Acquistano semplicemente una nuova qualità che tra i laici non si dà. Álvaro del Portillo nel libro Laici e fedeli nella Chiesa lo spiega con queste parole: «Nei chierici si ha una prevalenza della loro funzione ministeriale, così che, seppure non siano radicalmente separati dall’ordine secolare, la loro funzione nell’ordine profano è subordinata alla loro funzione sacra; potranno svolgere solo quelle funzioni profane che siano congruenti con il loro stato, quante volte il loro esercizio sia compatibile con la loro funzione nella Chiesa. In ogni caso è bene tenere presente che continuano a essere radicalmente inseriti nel mondo; non è un fenomeno di separazione, bensì di prevalenza e subordinazione». Di seguito aggiunge: «Viceversa per i religiosi – testimoni pubblici, nomine Ecclesiae, dello spirito delle beatitudini e pertanto del nuovo cielo e della nuova terra – si ha una vera separazione. È tale separazione a curis et negotiis saecularibus [in nota cita san Gerolamo, san Benedetto, san Tommaso d’Aquino e Suárez] che produce, che rende possibile, la testimonianza escatologica pubblica che è propria ed essenziale dello stato religioso. Fino al punto che se la sostanza teologica dello stato religioso non consistesse in ciò, tale stato ecclesiastico non avrebbe ragion d’essere: infatti la possibilità e il diritto di vivere privatamente i consigli evangelici o di contrarre vincoli associativi per la realizzazione di attività apostoliche sono – come abbiamo visto – facoltà o diritti propri di tutti i fedeli del Popolo di Dio.» (Á. del Portillo, Laici e fedeli nella Chiesa, Giuffré, Milano 1999, pp. 174-175).

Non ho capito cosa significa: è possibile rispiegarlo in termini più semplici?

Il lavoro di comunicazione di Leonardi non intacca quello della normale pastorale. Circa il primo, egli svolge sul web un lavoro che è esattamente sovrapponibile a quello di tanti altri sacerdoti: intenzioni della Messa, commenti al vangelo, meditazioni, omelie, lezioni dottrinali, testi di spiritualità. In secondo luogo scrive di plurimi argomenti evidenziando il positivo presente anche in situazioni complessivamente lontane da quelle cristiane. Infine scrive testi di narrativa come qualsiasi altro cristiano. Non scrive romanzi a tesi o apologetici “alla Graham Green”, per fare un esempio. Si comporta così perché ritiene in coscienza che la sua vocazione sacerdotale vada espressa anche vivendo l’originaria e laicale vocazione professionale di scrittore, come Paolo di Tarso aveva quella di fabbricante di tende (At 18,3). Si dimentica spesso che il modo di essere prete nella Chiesa Cattolica è da sempre molto vario; sono moltissimi per esempio quelli che nel corso della storia si sono contraddistinti per i loro contributi alla scienza: Niccolò Copernico, Gregor Mendel, Gerges Lemaitre, Guglielmo d’Ockam e moltissimi altri. Nei suoi scritti fondazionali San Josemaría Escrivá scrisse che sarebbe venuto il momento nel quale anche i sacerdoti dell’Opus Dei, compatibilmente con i loro impegni pastorali ed apostolici, avrebbero continuato a svolgere il loro lavoro professionale. Nell’Opus Dei hanno vissuto questo aspetto della vocazione già diversi sacerdoti. Due nomi su tutti: don Francisco Botella per trent’anni cattedratico di matematica e don José Orlandis, storico di fama mondiale.

Ma con il suo scrivere, Mauro Leonardi tocca argomenti e sostiene tesi non condivise da tutti i cattolici: così facendo non crea divisioni?

In termini di diritto, bisogna in primo luogo ripetere che un sacerdote dell’Opus Dei non ha altri limiti che quelli imposti dal diritto canonico a tutti i sacerdoti diocesani e dagli Statuti della Prelatura. Mauro Leonardi però si rende conto di avere a volte convinzioni che, del tutto lecite e cristiane, sono però opinabili. Per questo, ha chiesto di poter svolgere la sua attività pastorale a Roma e presso il Centro Elis: in questa situazione ci sono tantissimi altri sacerdoti dell’Opus Dei per cui se qualche persona dovesse trovarsi in difficoltà con Leonardi ha la più ampia possibilità di rivolgersi ad altri. È necessario aggiungere però che Mauro Leonardi è molto attento a non portare le sue convinzioni opinabili sul piano della direzione spirituale personale, nella predicazione e nella catechesi. Distingue con grande attenzione tra il piano “privato” e quello “pubblico”.
Per altro, proprio nella linea del rispetto, Leonardi si premura di non essere l’unico, sul suo blog, a pubblicare omelie, meditazioni, commenti al vangelo e simili. Nel blog è stata anche pensato uno spazio denominato “L’angolo del teologo” (che è di stile apologetico e nel quale pertanto non vale il Regolamento del blog) in cui Leonardi gradisce e gradirebbe la presenza di altre voci che volessero precisare di volta in volta gli aspetti dottrinali o pastorali che possono essere stati trascurati nelle discussioni. Il confronto tra opinioni diverse, in un clima di rispetto, arricchisce tutti, e il blog, seppur con fatica, cerca proprio di favorire questo.

Perché Mauro Leonardi intervista per Novella 2000 personaggi di dubbia fama e che sono contro la Chiesa come Vladimir Luxuria, Gianluigi Nuzzi, Vittorio Sgarbi? È evidente che una cosa del genere desta scalpore e questa è una conferma del suo desiderio di essere sotto i riflettori: oltretutto, non è vero che dando spazio a gente come questa, indirettamente si avvallano le loro tesi anticristiane?

L’ideatore delle interviste su Novella 2000 è Roberto Alessi, il direttore della rivista. Costui, attraverso queste interviste, desidera indagare su come varia tra gli italiani il senso del bene e del male, del peccato e di Dio, facendo domande dirette su queste argomenti a personaggi famosi, cioè a personaggi cui l’italiano medio guarda. Quando Mauro Leonardi ha ricevuto questa proposta ha riconosciuto in essa la possibilità di vivere quanto Papa Francesco ha chiesto al Prelato dell’Opus Dei nel suo primo incontro: “portate la gioia del Vangelo in particolare nelle periferie delle classi medie”. Il lettore di Novella 2000, così come quello di METRO, di Mio, o lo spettatore di La vita in diretta e di Storie italiane, è la persona qualsiasi, della vita quotidiana, e proprio ad esse Mauro Leonardi desidera arrivare visto che in questo modo oggi il Papa declina la vocazione all’Opus Dei. Inoltre le persone intervistate hanno spesso punti di vista molto diversi per cui alla lunga le loro convinzioni si compensano: per esempio il pensiero di Sgarbi sull’omosessualità e Papa Francesco è del tutto opposto a quello di Vladimir Luxuria.

Cosa c’entra l’Opus Dei con questo blog? L’Opus Dei appoggia il lavoro di Mauro Leonardi?

Come si sarà capito l’Opus Dei non ha nessuna relazione con questo blog: o, meglio, ha la medesima relazione che ha con il lavoro professionale di qualsiasi fedele della Prelatura. D’altra parte, quanto scrive o dice Mauro Leonardi non rappresenta in nessun modo il pensiero dell’Opus Dei. Sarebbe come chiedersi se un blog o un libro di un sacerdote della Diocesi di Napoli rappresenta in qualche modo il pensiero del vescovo di Napoli o l’impostazione della sua pastorale. Come per Napoli risponde il vescovo di Napoli con i suoi più stretti collaboratori e non un prete qualsiasi così per la Prelatura dell’Opus Dei rispondono il Prelato e i suoi Vicari.

Il blog Come Gesù, come tutta la presenza sul web di Mauro Leonardi, è molto professionale: dove prende il denaro don Mauro? È l’Opus Dei a pagarlo?

L’Opus Dei non c’entra nulla e non dà un euro. Mauro Leonardi tiene molto a che il livello professionale della sua attività di scrittore sia il più possibile alto perché fare bene il proprio lavoro per amore di Dio e del prossimo è una caratteristica importante della sua vocazione. Così come cura attentamente un’omelia in Chiesa, allo stesso modo è attento a un articolo che pubblica. Liquid Factory è regolarmente pagata per questo e il denaro per questa remunerazione viene a Mauro Leonardi dagli introiti delle sue pubblicazioni. Oltre a ciò, non appena pagato ciò che è necessario, Mauro Leonardi dà in beneficenza quanto riceve: non tiene nulla per sé.

Mauro Leonardi pare essere a favore delle unioni omosessuali, oppure dell’eutanasia e così via: come la mettiamo con queste sue posizioni eterodosse?

Leonardi è un prete cattolico che ha la stessa fede e dottrina della Chiesa cattolica. Il suo atteggiamento rispettoso, che valorizza il positivo che c’è in ogni posizione, proprio per questo può dare a tratti l’impressione di cadere nel relativismo morale o nell’irenismo ma se si ha la pazienza di leggere i suoi scritti nel loro insieme, e non si è né superficiali né prevenuti, si può verificare che non è così. Non bisogna dimenticare che il regolamento del blog e il suo corollario sono fortemente tesi a garantire il dialogo e il rispetto da parte di tutti e per tanto fanno in modo che le verità dottrinali non vengano usate per ferire le persone: “Il Vangelo rimane per la Chiesa la fonte viva di eterna novità, contro chi vuole ‘indottrinarlo’ in pietre morte da scagliare contro gli altri” (Papa Francesco 25 ottobre 2015). Rimangono aperte questioni di pura opinabilità e di gusto, di sensibilità e di stile, ma esse rimandano alla libertà e responsabilità personale di ciascuno. È perfettamente normale che alcuni o molti dissentano, essi però non dovrebbero mai mancare al rispetto per le persone e all’attenzione alla sostanza delle affermazioni. Le intenzioni dichiarate inoltre sono sempre da considerarsi veritiere, e come già detto, la loro sincerità è conosciuta solo da Dio. Agire in modo diverso uccide il dialogo, e la relazione.

Questo “Corollario” del Regolamento è stato spesso citato in queste spiegazioni: pare essere quindi molto importante. È possibile averlo qui per esteso?

In effetti il Corollario del Regolamento è di grande importanza e andrebbe letto da tutti gli utenti. Esso, filtrato dalla sensibilità di Mauro Leonardi, cerca di rispecchiare l’impostazione pastorale che Papa Francesco sta chiedendo alla sua Chiesa. Lo riproponiamo:

COROLLARIO

Poiché sul blog intervengono persone con convinzioni e stili di vita profondamente diversi e ciascuno deve sentirsi rispettato anche per essi, in linea con quanto affermato da Papa Francesco al Discorso conclusivo del Sinodo sulla Famiglia “il Vangelo rimane per la Chiesa la fonte viva di eterna novità, contro chi vuole ‘indottrinarlo’ in pietre morte da scagliare contro gli altri – 25/10/2015″, in questo sito è proibito enunciare verità della Fede cattolica, valori, norme morali, leggi o consuetudini della medesima in tono di richiamo autorevole o rimprovero morale o dottrinale. Non ci si può rivolgere agli altri utenti in tono contrappositivo, con intento polemico o che faccia presumere l’intenzione di rispondere “colpo su colpo”. Così, per esempio, non si può dire ad un persona notoriamente omosessuale “la pratica omosessuale è peccato e contro la dottrina della Chiesa”; ad una persona notoriamente divorziata risposata “il matrimonio è uno e indissolubile”; ad un luterano “ti ricordo che il Papa è infallibile”; ad un musulmano “Gesù è il vero Messia e non Maometto”; ad una persona che ha fatto uso della gestazione per altri “l’utero in affitto è immorale ed è un abominio”; e così via. Il senso di questo corollario è questo: chi ha idee o comportamenti diversi o contrari rispetto alla fede e alla morale cattolica deve, nonostante ciò, potersi sentire a casa propria su questo blog. L’obiettivo di questo corollario, pertanto, non è l’irenismo, dire che tutto va bene, o mettere in dubbio le verità di fede, quanto il non fare proselitismo. “Non si deve spiegare. Sentite bene questo: se tu hai un amico, un’amica che non crede, tu non devi dire: ‘Ma, tu devi credere per questo, per questo, per questo’… e spiegargli tutte le cose. Questo non si deve fare! Questo si chiama proselitismo, e noi cristiani non dobbiamo fare proselitismo. Cosa si deve fare? Se io non posso spiegare, cosa devo fare? Vivere in tal modo che siano lui o lei a chiedermi: ‘Perché tu vivi così? Perché tu hai fatto questo’? E lì sì, spiegare”(Papa Francesco, Guidonia Montecelio, 16 gennaio 2017). Non deve avvenire, in buona sostanza, che una persona che abbia manifestato in modo rispettoso convinzioni o comportamenti diversi o contrari da quelli professati dalla Chiesa Cattolica si senta ripetere, a meno che ci sia un clima costruttivo di dialogo e sia l’interessato a chiederlo, che la dottrina e la prassi cattolica è un’altra. Questo atteggiamento implica ovviamente che chi riceve questo rispetto debba, a propria volta, rispettare chi lo tratta così.

Come si spiega l’ostilità e il sospetto che alcuni giornalisti e testate hanno nei confronti di questo blog?

La nostra è un’epoca di contrasti e polarizzazioni estreme, spesso chi ha punti di vista diversi non discute ma litiga, alzando sempre di più i toni. Le ragioni di questo clima sono molte e tra di esse c’è anche la facilità e rapidità con cui tutti possono produrre e diffondere informazioni e opinioni. Il paradosso è che da quando comunicare è diventato più accessibile, il dialogo si è fatto più difficile. Anche all’interno della Chiesa assistiamo a divisioni, sospetti e accuse che si diffondono a macchia d’olio e che fanno molto danno. Ci sono notizie false o ricostruzioni “a tesi” che hanno come obiettivo primario di suscitare indignazione e scandalo. Di frequente ci sono attacchi personali, talvolta di natura perfino intimidatoria. Questo blog non è “anti-nessuno” perché chi lo promuove, sulle orme di Papa Francesco, ha come primario interesse stabilire relazioni rispettose con tutti, alla ricerca della verità nella carità. Ciò nonostante alcuni sentono l’urgenza di giudicare e di intervenire, per salvaguardare la dottrina e la fede. Nel fare questo talvolta si giudicano le intenzioni altrui (non è mai bene farlo), altre volte si estrapola una frase, senza tenere conto del contesto, ossia di ciò che veniva detto prima o dopo e delle persone a cui ci si rivolgeva, altre volte ancora si prendono le distanze da una certa linea per motivi di sensibilità e gusto personale. Quest’ultimo caso è perfettamente legittimo e molto utile perché garantisce che nella vigna del Signore ci sia unità e molteplicità. Ci sono infatti questioni che rientrano nell’ambito dell’opinabilità, per le quali è perfettamente naturale che anche persone che hanno in comune molto (per esempio la fede cristiana o la medesima vocazione ecclesiale) possano e debbano, con tutta libertà, pensarla diversamente. Per esempio, quando si dice che oggi è più urgente difendere le persone rispetto ai valori, questa opinione che accomuna molti intellettuali di grande integrità e perspicacia (come Fabrice Hadjadj e molti altri), può non essere compresa o gradita da chi ha sempre combattuto per affermare l’importanza dei valori. Dire che le persone, e le circostanze reali, vengono prima delle teorie è una scelta che si basa tra l’altro anche su un’analisi dei tempi in cui viviamo (il postmoderno che è differente dalla modernità), e quindi che tiene conto di ciò che può essere compreso ed efficace oggi. Annunciare Gesù senza glosse significa penetrarne a fondo il pensiero, con integrità e coraggio, tornando sempre alla fonte e cogliendo la dinamica relazionale tra Cristo e le persone che aveva davanti a sé. I richiami di papa Francesco ad alcuni cristiani, assomigliano all’atteggiamento di Gesù nei confronti delle autorità ecclesiastiche del tempo, così come la sua apertura verso le “periferie” e il costante richiamo alla misericordia, ricordano la disinvoltura, giudicata spesso scandalosa, con cui Gesù dedicava tempo a pubblicani e peccatori. Un’ultima notazione: in quanto sacerdote dell’Opus Dei, Mauro Leonardi, è in unione non solo con il Romano Pontefice ma anche con le autorità ecclesiastiche da cui dipende, che lo incoraggiano nel suo lavoro sacerdotale, mentre ne difendono la legittima libertà e responsabilità personale.


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