
Blog – Settembre, ritrovare il senso della fatica
Settembre ha un rumore particolare. È quello delle serrande che si rialzano, delle metropolitane di nuovo affollate, delle sveglie che tornano a suonare presto. Le vacanze finiscono e ricomincia il lavoro. E insieme al lavoro ritorna lei: la fatica. Di solito la consideriamo un nemico. Abbiamo trascorso settimane cercando di liberarcene e adesso ci sembra quasi ingiusto doverla ritrovare. Eppure Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Leone XIV (Cfr nn. 139-140), offre uno sguardo sorprendente proprio sulla fatica. Parlando dell’intelligenza artificiale, il Papa ricorda che esiste anche una fatica che appartiene semplicemente alla condizione umana. Amare costa fatica. Educare un figlio costa fatica. Studiare, curare un malato, mantenere una promessa, costruire un’amicizia, ricominciare dopo un fallimento: tutto ciò che vale davvero nella vita, prima o poi, domanda qualcosa di noi. Forse allora la fatica che torna quando ritorniamo dalle vacanze può essere letto diversamente.
Riprendere il lavoro non significa soltanto rientrare nella gabbia dalla quale siamo riusciti a evadere per qualche settimana, significa tornare in quel luogo imperfetto nel quale mettiamo una parte di noi stessi a disposizione degli altri. Naturalmente il lavoro non è tutta la vita ma una vita dalla quale volessimo cancellare ogni fatica rischierebbe di diventare una vita dalla quale abbiamo cancellato anche il desiderio, l’impegno, la responsabilità. La grande provocazione di Magnifica Humanitas riguarda proprio il nostro tempo tecnologico: le macchine possono liberarci da molte fatiche, e questo è un bene, ma non possono vivere al nostro posto. Possono eseguire, calcolare, prevedere ma non possono assumersi la responsabilità di essere uomini. Ecco allora una piccola domanda da portare con noi in questo settembre: non «come posso fare meno fatica?», ma «per che cosa vale la pena fare fatica?».
Perché il problema non è tornare stanchi la sera. Il problema sarebbe arrivare alla sera senza sapere per chi, e per che cosa, abbiamo speso le nostre energie. Le vacanze ci hanno ricordato che abbiamo bisogno di riposare. Il ritorno al lavoro può ricordarci qualcosa di altrettanto importante: abbiamo bisogno anche di spendere noi stessi. E forse la dignità della fatica comincia proprio qui: quando ciò che ci costa diventa ciò che ci costruisce.
Foto di Vitaly Gariev su Unsplash
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