
La lettera di don Mario – Don Mauro, lei mi ha fortemente deluso come cristiano e come sacerdote
Ecco un’altra delle numerose Lettere giunte al blog dopo i tre articoli che ho scritto: Tobia Antonio e l’uso politico della preghiera come arma, Il figlio di Nichi Vendola c’è: Dio cos’avrà detto? e Sono tanti i cattolici rispettosi delle unioni civili di cui nessuno parla. Nonostante quanto riportato nel testo e che ho preferito lasciare, l’autore ha dato il permesso che la lettera venga pubblicata solo chiedendo che non venisse divulgato il nome. Aggiungo che dato il volume di corrispondenza non mi è possibile rispondere privatamente alle Lettere: è prassi pertanto chiedere che vengano pubblicate sul blog quelle di maggior interesse. Grazie a tutti.
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Buonasera don Mauro,
mi permetto di scriverle in forma privata, sperando che possa trovare il tempo per leggere queste mie righe e, se le riesce, darmi una risposta.
Le scrivo da lettore che la segue con stima e attenzione su varie fonti (il suo blog, ilsussidiario.net, Huffington Post ecc.) e, se così si può dire, in forma fraterna, da sacerdote a sacerdote.
Le dico con franchezza e rispetto che quanto ha scritto di recente su Huffington Post a proposito delle unioni civili e la posizione dei cattolici (Sono tanti i cattolici rispettosi delle Unioni civili di cui nessuno parla, 25-02-2016), mi ha fortemente deluso e ferito come cristiano e sacerdote.
Prenda queste mie parole, lo ripeto ancora, come fraterne, per questo ho evitato commenti pubblici e ho preferito cercare di scriverle in privato.
Nel testo lei parte dal recente editoriale di Galli Della Loggia sul Corriere della Sera a proposito del dibattito sulle unioni civili, dove egli critica il fatto che si sia dato troppo spazio ai politici in genere e poi sia stata esageratamente rappresentata la posizione “progressista” rispetto a quella “tradizionale”.
Lei critica questa lettura e poi fa un’altra osservazione: ciò che è mancato del tutto è lo spazio dato ai cattolici favorevoli alle unioni civili.
Non penso che servano molti dati per dimostrare che l’analisi di Galli Della Loggia sia corretta: tutti i principali quotidiani e settimanali, tutte le trasmissioni televisive e radiofoniche più importanti, hanno preso dichiaratamente una posizione a favore delle unioni civili e del mondo lgbt in genere. Anche nelle trasmissioni dove venivano invitati esponenti, li descrivo così per farla breve, della posizione “tradizionale” sul matrimonio questi erano sempre in minoranza e i conduttori si sentivano in dovere di prendere posizione preventiva per chiarire che loro stavano dall’altra parte.
Faccio anche io un piccolo apostolato come giornalista e non fatico a cogliere questa realtà.
Non ritengo sia completamente vero poi che i cattolici favorevoli alle unioni civili non abbiano avuto spazio. Eccome se lo hanno avuto! Quante interviste, articoli ecc. su Repubblica, per fare solo un esempio, hanno dato voce a questa posizione. Forse l’hanno strumentalizzata, amplificata a proprio comodo, ma questa ha avuto spazio.
Il vasto mondo del Family Day, al quale io ho partecipato di persona, non è certamente “tutto” il mondo cattolico, e non è la voce ufficiale della Chiesa (e non ha mai detto di esserlo!!!), ma ne rappresenta senza dubbio una parte viva, seria, e che merita rispetto e attenzione. Io stesso ne ho apprezzato il messaggio, l’ho ritenuta un’iniziativa necessaria in un momento dove appariva quasi impossibile poter dire una parola diversa in pubblico su questo tema, ma non mi sento per questo legato ad ogni singola affermazione, specie nel campo delle scelte politiche, dei suoi promotori.
Mi pare che le sue parole nell’articolo citato abbiano sminuito la portata di un evento che ha dato semplicemente voce a tante normalissime famiglie cattoliche e non, che con molta semplicità chiedevano attenzione e rispetto non tanto per la famiglia “cattolica – tradizionale”, quanto, molto più laicamente, per quella tratteggiata all’art. 29 e seguenti della Costituzione.
Leggo nel suo testo:
“Conosco tanti cattolici che sanno agire secondo la loro coscienza ben formata e che si sentono profondamente a disagio quando vengono confusi con chi nelle trasmissioni sa solo alzare la voce per gridare “dov’è la madre?”
Queste parole che lei ha scritto mi hanno ferito e indignato, lei si è riferito con sufficienza e scorrettezza ad un dibattito televisivo che è stato emblematico di come i media hanno cercato di sostenere a senso unico la causa del mondo omosessuale.
Parto semplicemente dalla realtà dei fatti. La frase, provocatoria, è stata pronunciata da Costanza Miriano in una trasmissione dove tutto, ripeto, tutto, era costruito per metterla in difficoltà.
I conduttori avevano dichiarato preventivamente la loro adesione ad unioni civili ecc., erano ospiti una coppia gay che aveva tre figli ottenuti mediate la pratica dell’utero in affitto in Canada, Rosario Crocetta, governatore della Sicilia e gay dichiarato (i politici di cui parlava Galli della Loggia …), Marco Pannella, e Vittorio Sgarbi, che non mi pare possa rappresentare una garanzia sui valori “tradizionali”.
L’unica voce diversa era proprio Costanza Miriano. Nel momento in cui la coppia gay presentava come qualcosa di assolutamente normale e splendido la pratica della “gestazione per altri”, come la chiamavano loro, lei si è permessa di chiedere proprio “dov’è la madre?”. Sentendosi poi rispondere: “La madre non c’è, la madre è un concetto antropologico, non c’è”.
Quella domanda della Miriano, che quasi non aveva possibilità di ribattere in quella trasmissione a senso unico, voleva semplicemente smascherare l’inconsistenza logica, prima ancora che morale, delle tesi della coppia gay.
Le chiedo: dove ha sbagliato la Miriano in questo caso? Doveva rimanere in silenzio davanti ad una proposta acritica dell’utero in affitto? Le faccio questa domanda proprio perché lei è un sacerdote cattolico e non le dovrebbero sfuggire i termini della questione.
Ma ciò che più mi ha scandalizzato, mi lasci passare questo termine, nel suo articolo è stato l’uso distorto delle parole di Papa Francesco nell’intervista nel viaggio di ritorno dal Messico.
Con molta fraternità le dico che per me lei ha proprio tradito il pensiero del Santo Padre e la invito a considerare con attenzione i danni che si possono fare nel presentare in maniera così ambigua e distorta le parole del Papa.
Riporto qui di seguito il testo integrale delle domande e risposte sul tema dell’unioni civili contenute in quella conferenza stampa.
1) (Carlo Marroni, “Il Sole 24 Ore”)
Santo Padre, la mia domanda è sulla famiglia, tema che Lei ha affrontato in questo viaggio. Nel Parlamento italiano è in discussione la legge sulle unioni civili, tema che sta portando a forti scontri in politica, ma anche a un forte dibattito nella società e fra i cattolici. In particolare, volevo sapere il Suo pensiero sul tema delle adozioni da parte delle unioni civili, e quindi sui diritti dei bambini e dei figli in generale. Grazie.
- (Papa Francesco)
Prima di tutto, io non so come stanno le cose nel Parlamento italiano. Il Papa non si immischia nella politica italiana. Nella prima riunione che ho avuto con i Vescovi [italiani], nel maggio 2013, una delle tre cose che ho detto: “Con il governo italiano, arrangiatevi voi”. Perché il Papa è per tutti, e non può mettersi nella politica concreta, interna di un Paese: questo non è il ruolo del Papa. E quello che penso io è quello che pensa la Chiesa, e che ha detto in tante occasioni. Perché questo non è il primo Paese che fa questa esperienza: sono tanti. Io penso quello che la Chiesa sempre ha detto.
2) (Franca Giansoldati)
Io torno sull’argomento della legge che sta per essere votata al Parlamento italiano: è una legge che in qualche modo riguarda anche altri Stati, perché altri Stati hanno all’attenzione leggi che riguardano unioni fra persone dello stesso sesso. C’è un documento della Congregazione della Dottrina della Fede, che risale al 2003, che dedica un’ampia attenzione a questo, e in più dedica un capitolo al comportamento che devono tenere i parlamentari cattolici in Parlamento davanti a queste leggi, e si dice espressamente che i parlamentari cattolici non devono votare queste leggi. Visto che c’è molta confusione su questo, Le volevo chiedere innanzitutto se questo documento del 2003 ha ancora un valore, e effettivamente, quale comportamento un parlamentare cattolico deve tenere?
- (Papa Francesco)
Io non ricordo bene quel documento del 2003 della Congregazione per la Dottrina della Fede. Ma un parlamentare cattolico deve votare secondo la propria coscienza ben formata: questo, direi soltanto questo. Credo che sia sufficiente. E dico “ben formata”, perché non è la coscienza del “quello che mi pare”. Io mi ricordo quando è stato votato il matrimonio delle persone dello stesso sesso a Buenos Aires, che c’era un pareggio di voti, e alla fine uno ha detto all’altro: “Ma tu vedi chiaro?” – “No” – “Neppure io” – “Andiamocene” – “Se ce ne andiamo, non raggiungiamo il quorum”. E l’altro ha detto: “Ma se raggiungiamo il quorum, diamo il voto a Kirchner!”, e l’altro: “Preferisco darlo a Kirchner e non a Bergoglio!” … e avanti. Questa non è coscienza ben formata! E sulle persone dello stesso sesso, ripeto quello che ho detto nel viaggio di ritorno da Rio de Janeiro e che è nel Catechismo della Chiesa Cattolica.
Il Papa non si immischia nella politica, su questo non ci piove, e ha poi semplicemente constatato (mi pare senza dire che lo condivedeva!!!) che quanto stava accadendo in Italia è avvenuto anche in altri paesi, e in quell’occasione ha ribadito con assoluta chiarezza che quanto lui pensa «è quello che pensa la Chiesa, e che ha detto in tante occasioni».
Nel suo articolo questo passaggio determinante che richiama la posizione dottrinale della Chiesa su questi temi è stato completamente omesso, rendendo impossibile cogliere in modo compiuto la risposta del Papa in quell’intervista.
Credo che a lei non sfugga per niente quale sia l’insegnamento della Chiesa contenuto nel Catechismo a proposito della realtà del matrimonio e del tema dell’omosessualità.
Il pensiero del Papa e della Chiesa su matrimonio e altre unioni, per esempio, risulta chiarissimo in un suo recentissimo intervento: «Nel percorso sinodale sul tema della famiglia, che il Signore ci ha concesso di realizzare nei due anni scorsi, abbiamo potuto compiere, in spirito e stile di effettiva collegialità, un approfondito discernimento sapienziale, grazie al quale la Chiesa ha – tra l’altro – indicato al mondo che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione» (Discorso alla Rota Romana, 22 gennaio 2016). La stessa idea la troviamo, faccio un esempio tra i tantissimi, anche nella Dichiarazione Congiunta firmata a Cuba con il Patriarca Kirill.
Questa visione così chiara non impedisce certo a Papa Francesco e alla Chiesa il dialogo con chi pensa diversamente e l’attenzione concreta e piena di misericordia nei confronti di tante persone che vivono in situazioni distanti dalla morale cattolica.
Su che cosa poi si dovrebbe basare la “coscienza ben formata” dei cattolici in politica se non sulla dottrina della Chiesa e il diritto naturale? Certo, in politica si dovranno cercare delle intese ecc. ma si potrà forse accantonare la propria coscienza su temi così decisivi come quelli della natura dell’uomo e della famiglia?
Lei ha scritto che sono altri i problemi che hanno le famiglie: lavoro, tasse, welfare ecc. Verissimo. Ma questo non esclude anche che il venir meno della concezione di matrimonio tra uomo e donna basata sul diritto naturale (non sul catechismo o la Bibbia, ma questo lei lo sa meglio di me) sia un problema altrettanto vero e serio. La piazza del Family Day ha parlato anche, e con grande chiarezza, delle problematiche sociali ed economiche che riguardano la famiglia.
Lei ha invece scritto: «La minaccia alla famiglia arriva dalla disoccupazione, dal precariato, dall’eccessiva tassazione: non da chi prova a regolare situazioni già esistenti».
Se “regolare le situazioni esistenti” significa aderire alla posizione del Ddl Cirinnà che crea, lo spiegano illustri giuristi (Mirabelli e De Siervo, giusto per fare degli esempi), un “simil matrimonio”, questa è una minaccia per la famiglia. Lo possiamo dire da cattolici e da semplici cittadini. Lei perché non lo ha detto chiaramente?
Il problema del Ddl Cirinnà era anche quello dell’adozione, perché apriva le porte anche alla pratica dell’utero in affitto, visto che faceva riferimento a figli avuti precedentemente da uno dei partner della coppia, spesso con l’utilizzo di questa tecnica. Le sembra eccessivo alzare la voce su questo tema?
Altro sarebbe dire che si possono prevedere delle forme di tutela giuridica delle coppie di fatto eterosessuali e omosessuali, senza per questo equipararle più o meno direttamente al matrimonio. Ma lei questo non lo ha detto, né lo ha fatto intendere, ed è rimasto nell’ambiguità.
Quale tipo di “unione civile” un cattolico “ben formato” può condividere? Non credo quella del Ddl Cirinnà. Nel bel mezzo del dibattito su questo tema, un articolo che parla, facendo riferimento ai cattolici, su questo tema sarebbe dovuto essere più preciso e attento. Sui cattolici e l’impegno politico cito ad esempio i numeri 28 e 29 della “Deus caritas est” di Benedetto XVI che sono chiarissimi.
Lei ha la grande possibilità, scrivendo su dei mezzi d’informazione molto seguiti, di aiutare tante persone a capire meglio alcuni concetti, e a considerare anche gli insegnamenti della Chiesa, in questa occasione mi pare non lo abbia fatto, glielo dico ancora con rispetto e spirito fraterno.
Non si tratta, lei lo sa meglio di me, di fare “crociate” o di urlare, ma certamente di lavorare per il dialogo anche con chi ha sensibilità molto diverse dalla nostra. Però quando si riporta il pensiero del Papa si deve essere corretti e precisi, proprio perché si vuole offrire un contributo di idee al dialogo comune. Per noi scrivere non è un fatto qualsiasi, e l’apostolato dell’opinione pubblica è un ambito assai delicato, come lei, che ha molta più esperienza e preparazione di me, sa certamente.
Ai suoi lettori non sfuggirà poi che lei è un sacerdote, e questo rappresenta un’ulteriore responsabilità di chiarezza e precisione quando si riporta l’insegnamento della Chiesa.
Concludo chiedendole perdono se posso averla offesa con qualche mia considerazione. Come le ho detto all’inizio non era mia intenzione. Prenda queste pagine come un dialogo fraterno tra sacerdoti. Solo questo.
La saluto cordialmente.

Per motivi tecnici sto facendo una nuova versione della Lettera. Mi spiace per il disagio.
Dodò scrive:
Bellissima!
Faticatore Operaio
Don Mauro, lei attribuisce al Papa l’intenzione di abbandonare il concetto di natura, perché con esso non si va da nessuna parte. Non entro nel merito (se convenga elaborare altri concetti).
Ma sul pensiero del Papa nella Laudato sii (cui lei si riferisce).
Don Mauro, lei che non ha letto o non ha capito l’enciclica, non può sapere che Francesco si rifà al concetto di natura, lo spiega e anzi lo rafforza ricorrendo anche al termine Creato.
Lei attribuisce al papa solo quello che ha in testa lei.
Ambrogio
Io penso che don Mauro sia un santo sacerdote, un prete coi controfiocchi. Se abitassi a Roma penso che lo cercherei per confessarmi e dirigermi.
Ho spostato più sotto, ore 13.08, il post che avevo iniziato alle 8.50 e che ho finalmente completato. Grazie.
Non capisco dov’è finito il mio post..che ho appena inviato.
Certo che prima di condividere una posizione o un pensiero di qualcuno serve riflettere e vagliare bene quanto esposto ,altrimenti si rischia di prendere lucciole per lanterne
Betulla ho dovuto rifare il post. Se stavi scrivendo proprio nell’istante in cui stavo facendo il trasferimento purtroppo il tuo pos è andato perso. Mi dispiace. Gli altri li ho salvati.
A fronte della risposta che mi ha dato …
Mauroleonardi@Bisogna trovare altre strade per l’intelligenza. Il Papa, con la Laudato Sì, sta provando la strada dell’ecologia visto che quella della “natura” non porta più da nessuna parte.
Betulla@ mi ha fatto venire forti dubbi e sono andata a rileggerla tutta..ne riporto alcuni stralci..……L’ecologia umana implica anche qualcosa di molto profondo: la necessaria relazione della vita dell’essere umano con la legge morale inscritta nella sua propria natura, relazione indispensabile per poter creare un ambiente più dignitoso…… La cultura del relativismo è la stessa patologia che spinge una persona ad approfittare di un’altra e a trattarla come un mero oggetto, obbligandola a lavori forzati, o riducendola in schiavitù a causa di un debito…………
Un ‘ecologia integrale è fatta anche di semplici gesti quotidiani nei quali spezziamo la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo. Viceversa, il mondo del consumo esasperato è al tempo stesso il mondo del maltrattamento della vita in ogni sua forma……….
Facile comprendere….il continuo riferimento alla natura e al Creato…
Non capisco a questo punto ,cosa mi abbia voluto indicare nella sua risposta.
L’ho capito e ho tentato di rifarla a memoria….
Che brutto un sacerdote che parla male di una cattolica e cerca di screditarla.Ed invece scrive fiumi di parole per tutelare Vendola.
Due pesi e due misure.
Siamo molti, i cattolici delusi da tali pastori, ahimè.
Don Mauro, possiamo non essere d’accordo sulle modalità e sul clima di battaglia con cui si è svolto il family day, ma c’è molto, molto altro. Lei dice che la maggior parte degli italiani è favorevole alle unioni, cosa vera, verissima (è innegabile che sia necessario), e non credo che siano le lobby lgbt. Ma, per esempio, contro le adozioni, c’è una grandissima percentuale di italiani che si schiera contro. E di questo non ne abbiamo parlato, mi sembra. Perché si mischia tutto? Il ddl fatto così non rispecchia la volontà degli italiani, perché è evidente che le adozioni saranno fatte a momenti, o sostituite da pastrocchi giuridici (vedi caso Vendola).
La Miriano sa fare il suo mestiere, è andata a “fuori onda” sapendo benissimo cosa la attendeva, e ha cercato di creare scompiglio chiedendo continuamente “dov’è la mamma?”. Resta di fatto che la mamma effettivamente non c’è! poi, anche qui, possiamo continuare a discutere sui modi e sui toni. Ma il contenuto resta.
Ho molta voglia di costruire ponti e abbattere muri, ma non si può essere d’accordo con tutti. Anche perché la maggior parte delle persone che non sono d’accordo i ponti NON li vogliono!! e ti apostrofano con i soliti epiteti “medievale”, “omofobo”, ecc. Si devono cercare i punti di contatto, che in questo caso sono le unioni civili. Ma non si possono mettere due piedi in una scarpa. Questi “cattolici” che lei dice non si siano sentiti rappresentati, da cosa sono rappresentati? cosa hanno questi cattolici in comune? che sono cattolici che vogliono il matrimonio e le adozioni per gli omosessuali? Qui entra necessariamente la saggezza e il magistero della Chiesa. Perché senno si fa presto: ognuno si faccia una religione per sé..e si arriva allo scisma! Dovremmo essere uniti prima di tutto noi cattolici, nel ventaglio delle posizioni opinabili che ci sono in questa vita.
Per quanto riguarda la regolarizzazione delle famiglie omosessuali con figli che già ci sono: ammetto che non ho idea del numero di persone con questo problema, attualmente, ma penso che la soluzione non sia permettere le adozioni.
La lettera di don Mario mi è piaciuta molto, anche se penso, caro don Mauro, che il suo lavoro rimanga bellissimo e graditissimo a Dio e agli altri, meno vicini.
Ciao Fefral.
No, non do consigli con leggerezza ma con certezza.
Sempre il sesso unisce tra coniugi. Come sempre l’eucarestia unisce con Gesù.
Poi non sono naïf e so bene che gli essere umani sono limitati e l’egoismo è sempre con noi.
@ renato pierri
gentile Renato
lei dice:
“l’analogia, gentile Carlo, non riguarda l’amore interno a Dio e quello tra una donna e un uomo.
C’è un’analogia innegabile tra la volontà di Dio di creare e la volontà degli uomini di generare.
Il desiderio di maternità e il desiderio di paternità altro non sono che desiderio di amare una creatura.
L’analogia è nel fine, non nel mezzo.
Si possono generare figli, e ce ne sono esempi nelle Scritture, senza amare, ma solo unendosi carnalmente.
I figli possono essere frutto dell’amore tra due persone, e possono non esserlo.
In conclusione: non bisogna fare confusione tra l’amore tra Nichi Vendola e il suo compagno (amore che ovviamente non può generare figli),
e il desiderio di paternità, vale a dire l’amore verso la creatura che si desidera avere”
Ci siamo:
direi che siamo giunti al cuore della questione,
al redde rationem dei ragionamenti che stiamo facendo.
Sembra sia giunto il momento di porci una domanda fondamentale:
è ammissibile che
tra “la volontà di Dio di creare e la volontà degli uomini di generare”
esista una analogia solo nel fine
e non del mezzo
con il quale codeste due volontà decidono di realizzare quanto si propongono di fare?
Detto in altri termini,
“Si possono generare figli, e ce ne sono esempi nelle Scritture, senza amare, ma solo unendosi carnalmente.”?
La mia personale risposta è no.
E provo ad argomentare in merito.
Il nodo della questione risiede nel cercare di approfondire in
cosa consista il nostro essere ad immagine e somiglianza di Dio.
Il mio parere è che noi siamo ad immagine e somiglianza di Dio
nella possibilità che abbiamo di replicarne i rapporti di donazione interpersonale tra
le Persone della SS Trinità.
Si tratta,
in particolare,
di rapporti interpersonali che non hanno altro scopo se non quello di amare l’altra persona.
Questa capacità noi non la possediamo genericamente,
in astratto,
come un’affermazione del tipo:
sarebbe bello fare un viaggio nel tempo andando a visitare nel passato i miei nonni che ora sono morti senza avere la macchina del tempo,
quanto, piuttosto,
la possediamo in maniera reale, evidente, carnale;
la possediamo nel fatto di essere sessuati in maniera complementare
e nel fatto di essere capaci,
unendo le persone attraverso i loro organi sessuali,
di donarsi l’uno all’altra
così intimamente al punto di divenire una caro,
cioè
realmente una cosa sola.
Se fosse giusto il mio ragionamento,
da questo ne deriverebbe il fatto che
gli organi sessuali,
ed il loro ‘funzionamento’ (che brutto termine!),
cioè l’esercizio della sessualità,
non sono organi come gli altri.
Piuttosto riescono a compiere un’operazione che è preclusa
agli altri organi:
riescono a rappresentare TUTTA LA PERSONA per far sì che,
sul paradigma della donazione intra-trinitaria,
questa si doni ad un’altra.
In tal caso i ‘mezzi’ sono necessari per il ‘fine’
e i ‘mezzi’ non sono pensabili senza il fine che compete loro,
ed essendo il fine, a sua volta, di tipo ‘relazionale’
essi non non pensabili da soli
ma solo uniti tra di loro;
in caso contrario dovremmo,
necessariamente,
affermare che la creazione,
quanto agli organi sessuali,
è stata ridondante,
superflua.
(Per capirci: se noi pensassimo per le corde vocali un fine diverso da quello di produrre il suono della voce
dovremmo necessariamente affermare che esse sono superflue)
Che, poi,
possano esistere
(quando lei dice “I figli possono essere frutto dell’amore tra due persone, e possono non esserlo”)
numerosi,
numerosissimi,
infiniti
casi in cui
i figli non siano il frutto dell’amore,
nulla toglie alla realtà di quello che è la sessualità nel suo complesso.
Entreremmo, piuttosto,
nell’ambito di quelle considerazioni che riguardano
gli effetti del peccato originale
quanto alla comprensione del significato del corpo
e, più in generale,
della realtà.
Ma questo, magari,
sarà argomento di una delle nostre prossime discussioni.
Sarebbe bello
poterla incontrare di persona per proseguire
questo discorso appassionante.
Per ora mi accontento di fare la sua conoscenza su questo spazio virtuale.
Un caro saluto.
Dodò è meglio se per risposte così lunghe non usi il tasto “rispondi” ma lo spazio bianco in fondo
Già nella scelta di mettere come foto un’immagine antica di un prete col saturno e di un attore ormai defunto, si realizza un’operazione culturale di denigrazione del discorso di don Mario.
Si ricordi che ad essere un po’ datate sono le eresie.
E anche gli orientamenti pastorali dannosi sono un po’ ripetizione del passato.
Sia leale.
Impari ad essere leale.
Carissimo don Mario,
diversi punti del tuo scritto sono stati trattati come risposte di un’altra Lettera. Si trovano come domanda e risposta nella Lettera di Lucio Brancaforte – Don Mauro, non concordo. Faccio un breve elenco:
– decidere se è vero o meno che la maggioranza del paese ha certe convinzioni o è “tutta una montatura” delle lobbies gay e dei mass media
– il diverso approccio ponti/muri
– cosa significa una società basata sul rispetto
Poi in L’Huffington Post – Tobia Antonio e l’uso politico della preghiera come un’arma ci sono molti approfondimenti soprattutto nel lungo post di Alatar del 1 marzo ore 15.57 e nella mia risposta.
A commento poi di ilsussidiario.net – Il figlio di Nichi Vendola: Tobia Antonio c’è, Dio cos’avrà detto? trovi molti altri commenti, e molte delle “preghiere” che hanno dato luogo all’articolo sull’uso politico della preghiera come arma
Ho scritto questo solo per evitare, nel limite del possibile, alcune ripetizioni. Quindi per esempio ho già spiegato che non mi sembra corretto presentare come una strategia dei mass media essere a favore delle unioni civili: non è una loro strategia, è che effettivamente la grandissima parte della gente è a favore delle unioni civili. Cioè, non è “una strategia” è semplicemente che cercano il proprio mercato: la Ferrero fa la Nutella perché alla gente piace. Non è che alla gente piace la Nutella perché è vittima delle oscure manovre di marketing della Ferrero, non so se mi sono spiegato. Non è corretto, sulla questione delle unioni civili, presentare il paese come “spezzato in due metà”: c’è un piccolo gruppo contrario e una grande maggioranza a favore. E il piccolo gruppo – quello del Family Day – è stato a mio parere enormemente iper visibile in quei giorni. Il mio articolo sui cristiani non rappresentati ha avuto l’eco che ha avuto (attualmente 7000 like e 844 condivisioni) perché quei cristiani tacitati ci sono veramente. Quindi qui, Mario, c’è tra me e te una profonda differenza di valutazione: tu pensi che io sminuisca il Family Day, io penso che tu lo sovrastimi. Diciamo che almeno tra di noi le rispettive posizioni sono chiare, e questo è un bel passo in avanti.
Veniamo alla tua indignazione rispetto al mio giudizio per l’intervento di Costanza Miriano alla trasmissione “Fuori Onda”.
Costanza Miriano è una professionista del palco e della ribalta mediatica, io forse ne conosco un po’ di più la parte social e dei forum. Nel mio piccolo so benissimo cosa vuol dire esporsi pubblicamente in ambienti “non protetti”: ti arriva addosso di tutto. Tu dici che in quella trasmissione “tutto ripeto tutto” era costruito per metterla in difficoltà. Metterla in difficoltà? a Costanza in quella trasmissione brillavano gli occhi. Ha cercato il martirio senza sciuparsi la messa in piega. Lei sapeva benissimo cosa sarebbe accaduto in quella trasmissione e con quel parterre. Sapeva che peso e soprattutto che reazione avrebbe avuto ogni sua singola frase. È andata lì per ripetere uno slogan, per suscitare una reazione e poi avere il ruolo di martire sul suo blog e presso le persone del Family Day, cosa che le è riuscita benissio.
Cosa accade se un laziale va ad una trasmissione romanista a dire che, da sempre, la Lazio è più forte della Roma? Costanza non si semplicemente trovata in una “una situazione difficile” ma si è costruita una “ben preparata e conosciuta” situazione difficile. Costanza ha fatto quello che sa fare: stare su un palco davanti ad un video e suscitare reazioni esprimendo pensieri con frasi “televisive”.
Prova a pensare se, al posto di Costanza Miriano fosse andato uno come – faccio un esempio – Mauro Magatti. Ci sarebbe stato lo stesso clamore? la stesso eco? ci sarebbero stati scontri? No, perché Magatti non avrebbe gridato “dov’è la madre” a due maschi omogenitoriali ma avrebbe fatto dei ragionamenti.
Costanza, ti ripeto, non ha subito agguati, non era in pericolo, ma stava facendo quello che sa fare: il suo mestiere. L’impressione è proprio stata quella di cercare un martirio che non è quello di Cristo, ma quello che di chi cerca l’applauso della propria parte. Purtroppo, in questo, ricordando più i kamikaze che i santi.
Costanza ha fatto la professionista del bene. Nulla di male, ma non facciamone una martire.
Veniamo al tradimento del pensiero del Santo Padre. Io, più leggo quello che tu hai riportato, che è quello che ho letto anch’io, più trovo conferma: detto in sintesi il Papa ha detto di seguire il catechismo (è la stessa che dico io) e che se ci fossero state le unioni civili non sarebbe stata una tragedia dal momento che “Perché questo non è il primo Paese che fa questa esperienza: sono tanti. Io penso quello che la Chiesa sempre ha detto.”
Sai, il Papa poteva dire tante altre cose: per esempio, il vostro presidente della CEI Bagnasco, all’uscita da una Messa ha detto che il Family Day è “condivisibile”, se l’ha detto lui – poteva aggiungere il Papa – lo dico pure io, dal momento che non mi immischio nelle situazioni politiche dei singoli paesi. Faccio solo un esempio.
Guarda che nessuno dubita, nemmeno all’Huffington, quale sia il pensiero del Papa: semplicemente ogni articolo ha una cosa da dire e bisogna dire quella: se io faccio la cronaca di Inter-Juve faccio quello, non devo riportare anche la storia calcistica delle due società.
Arrivati a questo punto, don Mario, ti chiedo, se è vero che segui tutte le cose che scrivo, perché sei rimasto fortemente deluso come cristiano e come sacerdote da quello che ho scritto nel pezzo Sono tanti i cattolici di cui nessuno parla
Sei rimasto scandalizzato dal fatto che credo che gli italiani (non le congiure) siano a favore delle unioni civili? sei rimasto scandalizzato dal fatto che, al contrario di te, credo che il Family Day sia stato sovraesposto? pensi che sia un cattivo sacerdote perché penso che Costanza Miriano sia andata ad una trasmissione televisiva progay e proomogenitorialità a gridare “dov’è la madre? sei rimasto scandalizzato perché in un articolo di 3000 caratteri invece di citare per ben due volte il Papa avrei dovuto ricordare la dottrina della Chiesa come espressa da Papi, concili e Congregazini per la Fede? Se è così forse è perché ritieni che quei comportamenti che io ho criticato vadano presi “in solido” con i principi e i valori. Cioè, chi è contro le unioni civili deve essere a favore del Family Day, ma non è così. Non è così. Non basta dire “in astratto” si può pensarla anche diversamente dal Family Day e poi, quando in un modo un po’ serio si sostiene un’idea diversa, fargli il vuoto attorno (ovviamente, non mi sto riferendo a te che mi hai scritto una lettera garbatissima e squisita).
Faccio io ora un paio di domande: chi ha organizzato il Family Day non ha bloccato le Unioni civili. Si è usato lo stesso procedimento che fa fallire dal 1974 ogni presenza dei cattolici nella vita pubblica. Fai un po’ il conto: divorzio, aborto, fecondazione artificiale, unioni civili. Tra pochissimo, per via giudiziale, figli omogenitoriali, paternità surrogata (o uteri in affitto, come volete chiamarla). Pensate – vi do del voi perché io la penso diversamente – di andare avanti così? Se è così perché? non credo sia per ottenere reali cambiamenti nella società visto che sono 40 anni che non avviene. E allora perché?
Perché non si prende sul serio quanto ha scritto e ribadito Carrón capo di un movimento serissimo come CL? perché i ponti non si vogliono costruire.
Una signora che frequenta il blog ha appena scritto: “Che brutto un sacerdote che parla male di una cattolica e cerca di screditarla”. La cattolica sarebbe Costanza Miriano. Alla signora non viene in mente che Dario De Gregorio, la persona omosessuale con figli che era a Fuori Onda, si rimasto offeso dalla Miriano. Dario si dichiara cattolico come lei e cerca di stare nella chiesa come tutti. È questa l’accoglienza che riserviamo agli ultimi?
Aggiungo don Mario che le tue considerazioni, insieme a quelli di altri, mi hanno spinto a chiedere la collaborazione di Carlo Climati che aggiungerà, con stile giornalistico, profondità dottrinale al blog. Grazie! qui il link https://mauroleonardi.it/categorie/le-lettere-di-carlo-climati/
Avresti preferito don Matteo o don Camillo?
Don Mauro, scrive “Una signora che frequenta il blog ha appena scritto: “Che brutto un sacerdote che parla male di una cattolica e cerca di screditarla”. La cattolica sarebbe Costanza Miriano. Alla signora non viene in mente che Dario De Gregorio, la persona omosessuale con figli che era a Fuori Onda, si rimasto offeso dalla Miriano”
Forse le sfugge che una offesa, per essere tale, deve essere rivolta da una persona ad un’altra, con uso preciso del nome e cognome.
E non mi risulta che la Miriano abbia mai pronunciato il nome Dario De gregorio.
Invece lei don Mauro, ha più volte parlato in questa pagina, di una persona precisa con nome e cognome.
E’ una cosa vergognosa, attaccare altri cristiani.
Non ci sono parole, solo dolore al vedere un sacerdote che insulta, offende e denigra, facendo un apostolato di opinione, che abbassa gli altri per sostenere le proprie posizioni.
@Dodò
Alcuni pensano che per le persone omosessuali siano pochissime ma che siano state bravissime, nei decenni, a costruire una cultura a loro favore. Sai che io ho in casa un dizionario del 1960 in cui non c’è il termine “eterosessuale”? sai cosa significa? che fino ad allora c’era “normale” e “omosessuale” (tecnicamente il termine è stato costruito nel 1868). Ti rendi conto cosa significa costruire una cultura? Possibile che i cattolici non sappiano minimamente fare nulla del genere. Bisogna studiare, Dodò. Studiare, capire, parlare, confrontarsi. Non alzare muri e gridare. Una cultura che alza i muri è già morta.
Questo prete Mario non ha calito un tubo di don.Mauro come tutte le persone che si sono sentite autorizzate ad accusarlo qui sul blog.Ma di cosa??di amare le persone per quel che sono??Mi ricordate i farisei quando ricordavano a Gesu che di sabato faceva miracoli che non si.poteva e che lo accusavano di stare e mangiare con.i peccatori.A che serve don Mario chevlei.magari sia perfettp nei riti in chiesa e poi non riempie di amore le sue relaxioni anche con gli omosessuali?Non si tratta di fare piazze o show televisivi come la signora menzionata per pulire la coscienza cristiana.Basta pensare a noi stessi per costruire fraternita e giustizia.Qui si sta schernendo ed offendendo un sacerdote che dell impegno verso gli altri ha riempito e riempie quotidianamente la sua vita.Cattolici che non.sono capaci di vivere con un cuor solo ed un anima sola
@Stefania
1) non è affatto vero che l’unico modo di offendere sia pronunciando il nome. Quante volte Gesù è stato offeso senza che venisse nominato
2) Dire che non si è d’accordo con un comportamento televisivo è offendere? ma dove siamo finiti?
@ don Mauro
1) non è il solo modo, ma è il modo più odioso. Un conto è dire ” alcuni politici dicono” ( e tutti capiscono di chi si parla) un conto è fare nomi e cognomi.
2) dire che non si è d’accordo, non è offendere se si parla tra pochi intimi: se invece si ha un ruolo pubblico e si usa il web, con il preciso intento di convincere altri, allora bisogna essere molto più attenti.
Attenti a non denigrare nessuno, perchè ognuno di noi ha diritto alla sua buona fama.
Anche Vendola: come lei insegna. Ma anche la Miriano.
Figli di Dio tutti e due.
Ma queste cose, lei don Mauro, le sa benissimo.
Un sacerdote don Mauro disponibile con grande capacita di ascolto e dialogo che apre senza paura le porte a chi chiede di camminare con Gesu.Lei caro don Mario non so se fa accoglienza solidale dalle sue accuse non credo!dobbiamo incoraggiare gesti di riconciliazione ed é questo che don.Mauro da sacerdote doc fa.Certo poi ci sono le persone gelose è ovvio.Chi ama gratuitamente tutti si comporta come Gesu che non condannava ed i sacerdoti come don Mauro questo insegnano che poi è quello che Gesu faceva.Ama quelle persone che le logiche delle societa umana esclude e penalizza.Questo deve operare un sacerdote non.ammuffire nella sagrestia e poi puzzare di chiuso invece di andare a trovare le pecorelle perdute.Lei ha bisogno sicuro don Mario di palline di naftalina quelle che le mamme usavano per profumare gli armadi ed allontanare le tarme.Perche si diventa tarme che rosicchiano pagine di Vangelo;ma in pratica poi producono sterco pure a palline che guasta l ambiente.Tutte le persone che scrivono con nomi falsi o per la prima volta hanno la presunzione di giudicare e questo non.vi fa onore come cattolici perche gettate fango su una persona che é preso dal prossimo 24 ore su 24;é il modo di agire del §ignore è il modo di pensare del Vangelo(don Oreste Benzi)C è una grande malformazione mentale a vedere il saverdote che imbocca solo ostie dice la pappardella al Vangelo chiude chiesa e va a casa.Questo é un lavoro;non é vivere Cristo;portarlo agli altri.Se tanti sacerdoti accogliessero senza giudicare tutti omosessuali;divorziati ecc…un sacco di persone ritornerebbero a Dio.Grazie don Mauro del bene che fai che ti prendi tutte queste ingiurie come anche Gesu;per aver amato gli altri;per come sono;per non aver condannato;sei un sacerdote credibile che mi ha insegnato che abbiamo fratelli da sostenere ed amare comunque essi siano e che come cattolici dobbiamo togliere i paraocchi che non ci fanno vedere l altro come fratello.grazie don.Mauro di esistere
ma a questa Miriano mica gli ha ordinato il medico di andare in tv.§e non voleva nominata si stava a casa a badare alla famiglia sua.In Italia siamo 60 milioni di abitanti;doveva sapere che avrebbe avuto il suo momento di gloria seppur breve o no?La Perna cerca sempre il pelo nell uovo che vizio!!
riconosco lo stile nello scrivere
odioso volevo aggiungere verso don Mauro
che gente cosa si fa per apparire!!
pero dopo che Stefania accusa infanga don Mauro viene a scrivere post sul blog che faccia tosta davvero!!e viene con mille nomi diversi come dottorwaho;Stefania ecc…ma non hai nessun rispetto per chi ti ospita nel suo blog.Questo puo dimostrare a tutti l intelligenza di don Mauro che persona grande sia!!
ed aggiungo che l ha pure pugnalato alle spalle l annono scorso in un altro blog.Guarda faresti bene a stare zitta non sei credibile e poco onesta nei suoi confronti e vieni a parlare di giustizia?mi fai ridere
Condivido.
@ Carlo
Gentile Carlo,
lei si chiede:
“è ammissibile che
tra “la volontà di Dio di creare e la volontà degli uomini di generare”
esista una analogia solo nel fine
e non del mezzo
con il quale codeste due volontà decidono di realizzare quanto si propongono di fare?
Che significa “è ammissibile”? Vuol dire se è moralmente ammissibile? L’analogia nel fine c’è, oppure non c’è? Se c’è, e a me sembra innegabile, significa che almeno in questo, nel fine, due persone omosessuali che desiderano avere un figlio somigliano a Dio.
L’errore dei suoi fini ragionamenti, a mio modesto parere, è di ridurre l’uomo ai suoi organi genitali, che sappiamo bene a che cosa servono sia nell’uomo sia negli animali.
Stando ai suoi ragionamenti, significherebbe che Maria e Giuseppe (stando a quanto sostiene la Chiesa sui loro rapporti) non unendosi carnalmente, non avrebbero replicato (trascrivo le sue parole) “i rapporti di donazione interpersonale tra le Persone della SS Trinità”.
Io credo, invece, che le persone omosessuali, amandosi secondo la verità della loro natura, donandosi l’una all’altra o l’uno all’altro, replichino nell’unico modo in cui è loro possibile “i rapporti di donazione interpersonale tra le Persone della SS Trinità”. E che anche questo amore sia gradito a Dio.
Mi fa piacere parlare con lei, ma posso chiederle, se continuiamo, d’essere il più conciso possibile? Il computer mi stanca. Soprattutto in questo momento, sono andato dal dentista per togliermi un dente e me ne ha tolti due…
Grazie ancora, per la chiarezza e la capacità di rendere semplice e alla portata di tutti un ragionamento in se complesso , che pochi sanno affrontare con questa linearità.A me sta aiutando molto a ordinare il pensiero.
Sono ancora una volta d’accordo con te Renato!
E lo vede, don Mauro, che la lobby esiste?
Acida sarebbe la lobby?
Non sai quello che dici Ambrogio
Don Mauro, io sono convinto che omosessualità è anormalità.
Che sia una disfunzione psichica.
E che il termine eterosessuale sia in sé superfluo.
Sarebbe questo alzare un muro? E perché mai?
Credo che una lobby, sia essenzialmente avere qualcuno che ti appoggia in quello che dici, fai, pensi.
Poi se quel qualcuno ha potere o soldi o occupa posti di rilievo, una lobby diventa centro di potere, ma altrimenti resta qualcosa di semplice che tutti abbiamo.
Un semplice gruppo di persone che parlano la nostra stessa lingua,o provengono dalle nostre stesse esperienze e ci appoggiano quasi incondizionatamente.
In fondo tutti sogniamo di avere una lobby ( intesa così). Se non si fa del male agli altri, credo sia giusto avere una propria lobby di riferimento.
E comunque, anche chi nega di averla, in realtà la ha ma non se ne accorge.
Accipicchia…addirittura convinto.
La cosa che meno mi convince in quello che dici é che sei convinto.
Di che hai paura?
Di chi?
E poi una convinzione come questa altroché se é alzare un muro.
Anormalità…disfunsione psichica…
É pesantino quello che dici.
E se ti sbagliassi?
Ma li conosci i gay? Perché qui e già l’ho detto quelli che sono convinti di aver capito tutto mi danno l’idea che i gay lu hanno conosciuti nei libri o negli articoli di giornale.
Sicuramente tra i gay ci sono persone malate anche a livello psicologico, cosi come ci sono tra gli etero. Ma dire che il disturbo psicologici sia determinato dalla omosessualità o dalla eterosessualità e una forzatura.
Una cattiva forzatura.
Io invece no.
Come, scusi? Che c’entra Acida?
Vuoi vedere, Acida, che il cornetto te lo offrirò io? Se non sbaglio (oppure sbaglio?) non abiti lontana dal caffè pasticceria dove ogni tanto vado a fare colazione.
… non abiti lontano…
Chi dice che l omosessualita è un disturbo psichico o malattia va contro l OMS che non.l ha dichiarata malattia.Ha solo pregiudizi verso queste persone che considera anormali ed alza muri perche ghettizza l altro chevgli appare diverso.Crea apartheid mentale e questo pensiero ha portato tante persone nelle piazze italiane a manifestare contro i gay con la scusa di difendere la famiglia ma da chi??per favore
ed ha portato altri ora ad innalzare preghiere(che poi é pure peccato usare questo termine)innalzare lamenti io direi a Dio; contro questa coppia ;usando il figlio innocente per le loro richieste false
Anch io concordo con Renato!!come sempre e voglio anch io il cornetto con crema!
Si discute su cose che la madre Chiesa quella vera non discute. C e poco da dire , persone dello stesso sesso non possono fare quello che fanno insieme un uomo e una donna E non possono ambire ad avere figli come succede in una famiglia benedetta da Dio. O si accetta sta cosa oppure no. Abbiamo il libero arbitrio. Poi non va bene accanirsi contro le persone che fanno scelte opposte, non è amore cristiano, Ma non bisogna nemmeno essere buonisti e pensare che tutto sia amore e quindi tutto lecito. Ultimamente molto si traveste col velo dell amore e sembra che lo sia. Preghiamo perché possiamo avere discernimento e possiamo vedere cosa c e sotto il velo e soprattutto amiamo Gesù e lasciamo che operi senza che noi cristiani lo ostacoliamo con i nostri umani ragionamenti che vanno a distorcere la verità. La volontà di Dio si sceglie e si segue anche se scomoda. Buona serata a tutti.
Letture, attestazioni di studiosi seri ed esperienza personale mi conducono a tale convinzione.
Anche tu sei una persona convinta.
Del contrario.
Non è strano essere convinti.
Se affermo qui la mia convinzione è per confrontarla con quelle altrui. Come credo anche tu, sono infatti pure convinto dell’importanza del dialogo per cogliere la verità delle cose.
Attenta che non ho detto che l’omosessualità determini un disturbo psicologico.
Essa è una delle manifestazioni di un disturbo psicologico.
Una disfunzione psichica, come il vaginismo, ma più profondo.
la lobby dottor wahoo ovvero Stefania Perna ;ovvero una sola battezzata ;ovvero Stefania e tante altre te la sei fatta tu con tutti questi personaggi creati dalla tua fantasia.La lobby antidonMauro
Sbagliato, sbagliato.
Io faccio parte di una lobby ben precisa.
La potente lobby dei solo battezzati.
È molto diffusa in tutta Italia.
Un saluto a Giuseppina e al blog, da tutti i membri della lobby dei “solo battezzati”!!!!
Però si può stare tranquilli che è una lobby pacifica ( fin troppo).
Non è anti qualcosa , né anti nessuno. Notte!
Giuseppina mi fai troppo ridere!!!!
Carissimo Don Mauro, io sono un papá, un marito sono stato battezzato nel nome di Dio che amo e rispetto. Rispetto la Chiesa e chi la rappresenta e ascolto molto volentieri le sue parole e i suoi consigli che piú chiari di cosi non si puó. Forse la societá di oggi è un po confusa ed abbagliata dal frenetismo politico e anticlericale, vedesi gli esempi di pedofilia e corruzione da parte di persone o bestie clericali. Questo porta molta gente a confodere i falsi profeti proprio nel messaggio della Madonna di qualche giorno fa. Comunque confidiamo nel Signore e nel nostro Pastore.
“Questo deve operare un sacerdote non.ammuffire nella sagrestia e poi puzzare di chiuso invece di andare a trovare le pecorelle perdute.Lei ha bisogno sicuro don Mario di palline di naftalina quelle che le mamme usavano per profumare gli armadi ed allontanare le tarme. Perchè si diventa tarme che rosicchiano pagine di Vangelo; ma in pratica poi producono sterco pure a palline che guasta l ambiente.”
Questo stralcio di commento ad una lettera che inizia esprimendo stima a don Mauro, scritta a lui privatamente e che lui stesso decide di pubblicare mi pone delle domande.
L’autrice del testo conoscerà don Mario (nome non reale) per poter affermare quel che ha scritto? O meglio per giudicare il suo operato come sacerdote?
Se non lo conosce, perchè non si limita ad esporre in modo educato e pacato il suo dissenso confutando punto per punto ciò in cui non è d’accordo?
Forse don Mauro si intristisce e non sa rispondere da solo? Ma mi pare proprio che non abbia bisogno dei tre moschettieri a sua difesa.
E questa storia di “amare tutti” proprio come faceva Gesù, di gettare ponti verso tutti, di accogliere tutti, di essere gentili con tutti, questa coerenza che fa perdonare tutti…beh, faccio molta fatica a coglierla. Mi sembra che qualcuno che merita di essere preso a lanci di uova marce e non meritevole di questo armonioso abbraccio c’è: chi è favorevole al Family day, chi osa criticare don Mauro o il Dott. Pierri, chi esprime il minimo dissenso verso gli omosessuali, insomma chiunque la pensi diversamente dalla Signora. Ah già, ora sono saltate fuori anche quelle “baldracche da laboratorio” che affittano l’utero, perchè ovviamente non si approva la situazione, ma alle coppie sterili non si può rimproverare nulla, sono solo persone desiderose di donare amore.
Chi non scrive mai e si permette critiche, forse segue il blog da tanto tempo come lettore; cerca di capire chi ha posizioni diverse dalle sue e magari rivedere le proprie, ma di fronte a certi atteggiamenti non si vorrebbe costruire solo un muro, ma un bunker!
Non mi importa che il post venga pubblicato, può, se lo ritiene opportuno, farlo avere alla Signora privatamente, vorrei solo che capisse che pubblicando post quando è arrabbiata esagera e sparge offese, e non è la prima volta che succede.
Non ho capito cosa c’entra questa risposta con quello che ho scritto.
Ma perche Stefania Perna si nasconde dietro altri nomi quando deve dire cio che pensa agli altri.Mah aggiungiamo Miry alla lobby anti don Mauro del blog.Faccio la finta tonta e rispondo a Miry.
Cara Miry il sacerdote in questione che é stato accusato é don Mauro!accusato da un confratello di non essere un buon cristiano e un sacerdote neanche buono.L ho difeso perche so quanto vale e pesa.Dell altro non avevo intenzione di dire piu di tanto non conoscendolo;poi leggendolo è uscita fuori l immagine del prete di sagrestia che puzza di chiuso.Perche non ha usato nessuna parola di accoglienza;vicinanza verso queste persone traparentisi diverse.Non ha fatto che elogiare la Miriano e i cristiani del family;quindi ne deduco che é contro l omosessualita;mentre don.Mauro parla sempre di rispetto verso tutti;non parteggia per nessuno!!quindi ti piaccia o no ho detto la verita come sempre faccio su questo blog .Lascio tutte le palline a don.Mario cosi esce questo odore di chiuso mentale.Un sacerdote deve aprire il cuore a tutti e quel sacerdote che non ama tutti come sono non è un buon cristiano;ne un buon sacerdote.Continua a leggere che é meglio credimi!!
questo post se non sai leggere si accusava don.Mauro e chi lo conosce ha diritto di dire la sua e difenderlo!!Don Mauro si era comunque difeso prima del mio commento molto ma molto bene!
La discussione prosegue sotto il post Blog – Il Family Day diventa partito