Articoli / Blog | 07 Novembre 2026

Blog – La civiltà vera si vede quando si è in fila

La fila alla posta, l’attesa in farmacia, una sala d’aspetto possono essere luoghi nei quali si rivela qualcosa di importante del nostro modo di vivere. Tempo fa ero al supermercato di un piccolo paese. Mi cade una monetina e subito – diversamente da come sarebbe accaduto nella grande città dove mi avrebbero fatto pesare tutto a partire dal mancato utilizzo della moneta elettronica – un paio di persone, compresa la cassiera, mi aiutarono a cercare l’euro che non si trovava. La cosa mi ha fatto riflettere. È qui – ho pensato – dove si misura la vera qualità della convivenza civile.

Ricorderemo tutti una delle scene più esilaranti ma anche più intelligenti di Quo vado. Zalone è in Norvegia, un Paese ordinato, civile, rispettoso delle regole. Entra in un supermercato per comprare una semplice bottiglietta d’acqua e arrivato alla cassa, trova davanti a sé una persona con il carrello pieno di spesa. Per lui la cosa è ovvia: chi ha soltanto una bottiglietta deve poter passare davanti a chi ha un carrello stracolmo. È una questione di buon senso, di gentilezza, di attenzione verso il prossimo ma il norvegese non si sposta: è arrivato prima e quindi ha diritto a essere servito prima. Checco dapprima cerca di farsi capire, mostra la sua unica bottiglietta indicando il carrello pieno dell’altro poi, davanti a tanta inflessibilità, perde la pazienza e sbotta, rivendicando con orgoglio la superiorità italiana: «Noi non siamo civili, ma siamo educati!»

Naturalmente Checco esagera però è vero che dietro quella bottiglietta d’acqua c’è una questione molto seria. Sono i gesti minuscoli, apparentemente insignificanti, a rivelare veramente chi siamo e qual è la nostra vera scala di valori. Proprio perché sono piccoli sono veramente liberi e quindi segnalatori autentici di chi siamo dentro. Essere civili non significa rispettare impeccabilmente tutte le regole ma essere incapaci di un piccolo gesto di attenzione verso gli altri. Essere civili è trattare gli altri come vorremmo essere trattati noi. E questa, poi, è la regola aurea di ogni morale

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