Blog / Renato Pierri | 11 Novembre 2015

Le lettere di Renato Pierri – Le credenze religiose possono mettere a tacere la ragione e il senso della giustizia

 

 

 

Su “Scienze – La Repubblica del 6 novembre, leggo: “La generosità e l’altruismo non si imparano grazie alla fede e alla religione. Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Current Biology, condotto su un campione di 1.170 bambini, d’età compresa tra i cinque e i 12 anni, di sei Paesi (Canada, Cina, Giordania, Stati Uniti, Turchia, Sudafrica). Scopo della ricerca, guidata da Jean Decety del Dipartimento di psicologia dell’Università di Chicago, era quello di misurare se e come la religione incidesse sui comportamenti cosiddetti “prosociali”, ossia volti al bene degli altri senza attendersi una ricompensa. Probabilmente la Fondazione americana John Templeton, di ispirazione cristiana, che ha finanziato lo studio, non si aspettava un risultato del genere, che rimettesse in discussione il concetto di moralità basata sulla religione. “I dati rimettono in discussione il fatto che la religione sarebbe vitale per lo sviluppo morale” concludono i ricercatori “e supportano l’idea che la secolarizzazione del discorso morale non diminuirà il livello di bontà umana, anzi, sarà tutto il contrario”.

Perché stupirsi? Non basta il comportamento di molti adulti religiosi, anche religiosissimi, per rendersi conto che le credenze religiose spesso finiscono per addormentare non solo la ragione, ma anche il senso della giustizia? Riguardo alla ragazza di diciannove anni lapidata in Afghanistan, Adriano Sofri scrive: “Mentre alcuni uomini, senza fretta, senza emozione, scagliano le loro pietre, altri stanno accoccolati a guardare”. E che cosa succedeva qualche secolo fa nelle piazze del mondo cristiano? Non andavano, i fedeli, ad assistere allo spettacolo di persone bruciate vive? Le credenze religiose, spesso basate su un’errata interpretazione dei testi sacri, possono spingere gli uomini a compiere azioni crudelissime, nella più completa indifferenza. Oggi un Testimone di Geova, a causa delle sue credenze religiose, potrebbe far morire un bambino bisognoso di una trasfusione di sangue. Il credente, in molti casi, si libera della responsabilità, che attribuisce tranquillamente al dio in cui crede. In base ad un’errata interpretazione di un passo del Vangelo, S. Agostino giustificò il ricorso alla forza per indurre gli eretici ad entrare nella Chiesa, con le conseguenze a tutti note. Oggi la Chiesa non commette crimini efferati in nome di Dio, ma si rende ancora responsabile di palesi iniquità. E questo avviene semplicemente perché mette a tacere e ragione e senso della giustizia. Si potrebbe obiettare che non ci si può appellare alla ragione quando si parla di religione. E’ relativamente giusto, ma non si può assolutamente obiettare che non si debba e non ci si possa appellare alla giustizia, qualora dalle credenze religiose derivino palesi discriminazioni e iniquità per gli uomini. Per esempio: non ci si può appellare alla ragione per mettere in discussione la nascita verginale di Gesù, ma è più che lecito appellarsi e alla ragione e a al senso della giustizia, per mettere in discussione l’indissolubilità del matrimonio, giacché da questa credenza derivano discriminazioni nei riguardi delle persone. Emblematica la mia recente esperienza sul blog “Come Gesù”, aperto a tutti ma di fatto frequentato da persone religiose. Ho cercato di far capire l’assurdità dell’indissolubilità del matrimonio, proprio a causa delle iniquità che ne derivano. Hanno tutti ignorato il problema, semplicemente perché per tutti il problema non esiste. Una religiosa signora, anziché fare qualche obiezione a quanto da me esposto, mi ha chiesto perché io non mi converta ad una confessione protestante. Un’altra religiosissima signora che di norma ammira e condivide il mio pensiero, mi ha liquidato dicendomi: “Non devi dimostrarmi nulla! Il sacramento del matrimonio é indissolubile. La parola di Dio è eterna, ci sentiremo su altre cose”. Chiusura totale. I risultati dello studio del Dipartimento di psicologia dell’Università di Chicago non sono per niente una sorpresa.

Renato Pierri

qui il link a Ildialogo.org.

 Il Pasquino

Politicamente corretto

 

18 risposte a “Le lettere di Renato Pierri – Le credenze religiose possono mettere a tacere la ragione e il senso della giustizia”

  1. Giuseppina F. ha detto:

    Ti sbagli Renato se tu mi avessi letta avresti capito che io ti dicevo che sono daccordo che se il matrimonio è dichiarato nullo io sono contenta che i divorziati risposati si possano sposare in chiesa.Mai detto il contrario.Io non sono favorevole alla comunione a coloro che non.l hanno dichiarato nullo;che sono semplicementie divorziati e risposati.ti é chiaro ora.A vevo capito male io questa nuova disposizione del Sinodo.A me cosi va bene

  2. Giuseppina F. ha detto:

    Nessuna discriminazione da parte mia un.matrimonio che non ha le basi per essere tale è gia sciolto da Dio!!non è indissolubile se non ci sono le premesse di amore;onore;rispetto se ci sono state forzature se qualcosa non fa esserlo matrimonio.Ora ci siamo capiti Renato.questo è il mio pensiero;io sono daccordo con te!come potevo non essere daccordo??certo che voglio che un matrimonio che non c è come tale possa essere annullato e lasciare vivere la comunione a queste persone

  3. renato pierri ha detto:

    No, Giuseppina, non sei d’accordo con me. Io, infatti, non credo che il matrimonio sia indissolubile, così come non credo che un vaso di porcellana sia infrangibile. Ovviamente è cosa giusta e buona non rompere il vaso, ma se si rompe, si rompe e nessuno può fingere che sia ancora sano.

  4. Giuseppina F. ha detto:

    Ed io che ho detto??se si rompe non è sano ma se si rompe un motivo ci sara.ma grave.Se no non si rompe dovrebbe essere infrangibile Dio lo rende infrangibile.Per sua natura lo è infrangibile ma si sa l uomo è capace di rompere tutto e se si rompe è dichiarato nullo dalla chiesa che si è data questo potere.Visto che cio che lega o scioglie la chiesa è valido io solo nel nullo come ha detto il Sinodo accetto comunione ai divorziati risposati dopo l annullamento;naturalmente in chiesa.Non.puoi farci nulla Renato questo la chiesa ha deciso per non andare contro Gesu

  5. Giuseppina F. ha detto:

    Ma in generale per te é indissolubile per cui viaggi su un.binario morto cioe che non.dice cio che la chiesavha deciso.ciao Renato

  6. Giuseppina F. ha detto:

    Sono calabrese lo sai non.mollo facilmente sulle mie idee.comunque tvb lo sai.lasciamo parlare altri dai.

  7. Gaetano Di Sabato ha detto:

    Ciao Renato, ho una sola provocatoria “obiezione” a questo ragionamento. Viene ripetuta più volte l’espressione “errata interpretazione dei testi sacri”. Io credo che in moltissimi casi l’espressione giusta sia una “strumentale interpretazione dei testi sacri”. Strumentale all’esercizio del potere, al controllo sociale, all’accumulo di ricchezza, alla preservazione di privilegi, a un tradimento della politica nel suo senso più alto ad opera di singoli egoisti e ambiziosi.
    Dico questo, oltre che per consapevolezza storica, anche perché per me è molto difficile ritenere che persone di profonda cultura e grande esperienza, come sono senz’altro molti esponenti delle gerarchie ecclesiastiche, credano effettivamente all’esistenza di una “burocrazia divina” che fonda il giudizio e la salvezza su commi, clausole e un 2+2=4 che ha ben poco a che fare con la complessità dell’interiorità umana. Trovo più plausibile che tutto questo sia una questione di potere (e di una visione oppressivamente paternalistica del “gregge”) che si traduce in un antistorico conservatorismo di cui non riusciamo purtroppo a liberarci e che ci riporta indietro, ai roghi e alle lapidazioni.

  8. Ambrogio ha detto:

    Il matrimonio, però, è solo tra donna e uomo.

  9. Lidia ha detto:

    Oddio, già signora non sono proprio!

    1) Nel merito: Ovvio che il matrimonio non è indissolubile di natura. Di natura, come tutte le cose della vita, è variabile. Altra cosa è dire “siccome per me una volta preso un impegno matrimoniale indietro non torno, resto nel mio matrimonio anche se è un matrimonio rotto”. In altre parole, è una scelta.

    2) Non ti volevo invitare a convertirti; mettevo solo in risalto l’assoluta identicità delle tue critiche con quelle che i protestanti rivolgono alla chiesa cattolica da circa 498 anni. Sulla base degli stessi motivi: interpretazione letterale, eccetera. Magari trovare una chiesa che fa proprie le tue istanze ti può far piacere.

    3) Non ho fatto nessun commento in merito alla questione perché non mi interessava commentarla con te, perché con te non c’è dialogo di sorta. è sempre uno scrivere lettere citando le persone come “religiosi signori” (io non so se sono molto religiosa, e sicuro ancora non sono una signora).
    Ti prego di astenerti dal chiamarmi religiosa signora o da citarmi in qualsivoglia forma, in futuro.

    Io vorrei dialogare, ma se il dialogo per te è citare le persone così, allora io non sono interessata.

  10. Giuseppina F. ha detto:

    Per il matrimonio indissolubile come scrive Lidia sono daccordo cioe che non è indissolubile di natura.Signora é un appellativo gentile non prendertela come segno che sei sposata.Renato è gentiluomo e si rivolge cosi alle donne;a me piace ce ne sono cosi pochi in giro di uomini gentili;lui è fra questi.Io lo rispetto molto anche se alcuni momenti non riesco ad entrare nel suo pensiero!!tante volte lo sa che mi piacciono i suoi ragionamenti.Renato è persona gentile;dolce io ci ho parlato;non é cio che puo apparire qui.

  11. Giuseppina F. ha detto:

    Voglio bene a tutti voi del blog ma sinceramente a me Renato piace come persona;rispetto i suoi ragionamenti e a volte li condivido e se oggi un po la penso diversa gli voglio un mondo di bene;lo dico pubblicamente per me è come un papà!!

  12. Lidia ha detto:

    Sì, non dico che non sia dolce, gentile, o che (soprattutto con chi è della sua stessa idea).
    Però non mi piace affatto il suo modo di citare le persone nelle lettere che scrive chiamandoli “religiosissima signora”. A me suona come un prendere in giro, e non capisco che male gli abbiamo fatto.

  13. Giuseppina F. ha detto:

    Dai Lidia a volte ci sbagliamo sulle persone;non giudico mai se prima non conosco.Renato è un signore 80 enne garbato e sincero tutto il contrario di cio che puo sembrarti.Certo se non gradisci non ti chiamera piu cosi.Guarda che un sacco di volte l ho contradetto e contrariato e poi dimentica tutto.I rapporti non si guastano perche io tu o altri non la pensiamo uguale;anzi come dice don Mauro nella diversita di pensiero dobbiamo costruire ponti.Lidia sei bravissima a scrivere mi piaci tanto!!un bacio affettuoso

  14. Lidia ha detto:

    anche a te Giuseppina :))))
    Ma io non voglio guastare i rapporti con Renato, è che il suo modo di porsi a volte mi dà noia, perché non capisco perché debba sempre scrivere così scontrosamente…
    le sue idee non mi danno fastidio affatto, anzi; è solo il modo di presentarle…mi dispiace di essere stata scontrosa pure io

  15. mauroleonardi ha detto:

    Ma quando due persone si dicono: “vivrò con te qualsiasi cosa succeda”, “per sempre”… queste espressioni hanno senso?

  16. Giuseppina F. ha detto:

    Si perche vuol dire che si amano tantissimo che nulla li separera;che il loro amore é indissolubile per loro stessi non per Dio !!questo si dovrebbe capire dell indissolubilita.Dio non ci impone propone che é diverso!!bellissimo mantenere una promessa di amore cosi con Gesu testimone!!indissolubile vuol dire un.legame che nessun prpblema;nessuna difficolta potra sciogliere;perche l amore che proviamo ci fara superare ogni ostacolo.Ci credo tanto nell esistenza di amori cosi veri e forti!!scusa don Mauro se prendo a modello i tuoi genitori;loro lo sono stati;i miei genitori lo sono stati;tanti matrimoni sono stati indissolubili perche l amore li ha resi tali .tu sei importante per me questo vuol dire.Niente puo separare chi si ama.Credo che anche Dio questo ha pensato creando l amore come un legame bellissimo tra due persone come il legame della Trinita che é indissolubile!!indissolubile é l amore vero.poi se non c é amore certo che non é indissolubile si capisce

  17. Tres ha detto:

    Si, don Mauro, quelle parole che due persone si dicono hanno senso.
    La questione secondo me è che spesso le persone se lo dicono da giovani.
    E da giovani i “per sempre” pesano poco
    A 20 anni o anche a 30, dirsi e dire ad un altro “per sempre” ha un peso molto leggero.
    Mi spiego.
    “Per sempre” a 20 anni è facile da dire perchè hai tutta la vita davanti e tutto da fare e da disfare mille volte (casomai non lo farai o non lo pensi ma sono proprio i 20 anni che sono fatti così).
    Anche a 30 ancora è facile perchè la vita è ancora molto da vivere.
    Da giovani tutto è “per sempre” perchè hai tutto in mano.
    I veri “per sempre” li cominci a dire dai 40 in su.
    Quando “per sempre” è veramente l’ultima volta che lo dici perchè non ci sarà margine per cambiare di nuovo. E’un fatto di testa ancor prima che di azioni.
    Vale per tutte le vocazioni. Darsi a Dio in una vita consacrata a 20 anni è diverso che a 40 quando il tempo stringe e davvero la vita ti dice questa è la tua vita per sempre e se non fai un figlio ora…
    Molte crisi matrimoniali che arrivano a 40 o a 50 anni non sono dovute perchè la vita o la persona che si è scelti non vanno più bene ma perchè arriva il vero spessore di quel “per sempre” detto tanti anni prima quando tutto era ancora da fare e disfare e ora invece quell’uomo, quella donna, quel lavoro, sono per sempre…. se non li cambi.
    Il vero “Per sempre”, o meglio la verità dei nostri” Per sempre”, la troviamo quando il tempo davanti è di meno. Sembra un gioco di parole ma secondo me non è così.

  18. mauroleonardi ha detto:

    Questa discussione prosegue nel forum nel thread appropriato che è Le Lettere di Renato Pierri