
Il Vangelo della Domenica – Seminare o buttare via? La logica sorprendente del Vangelo
XV Domenica del tempo ordinario (Anno A) Mt 13, 1-23 – 12 luglio 2026
In questa parabola c’è un dettaglio che spesso passa inosservato. Il protagonista non è anzitutto il terreno ma il seminatore perché a bene vedere il modo di agire di un seminatore è sorprendente. Agli occhi di chi ragiona secondo la logica dell’efficienza sembra assurdo uscire e spargere il seme dappertutto: sulla strada, tra i sassi, fra le spine e sulla terra buona. Non seleziona con attenzione il terreno, non calcola dove convenga investire e dove no, sembra quasi che lo sprechi. Proprio in questo gesto sorprendete Gesù ci rivela il volto di Dio. Il gesto che per gli uomini significa buttare via e perdere per Dio significa seminare qualcosa che in primo luogo scompare ma poi porterà frutto.
Dio non distribuisce il suo amore soltanto dove è certo di essere ricambiato, lo offre anche a chi sembra impermeabile, distratto, ostinato. Il suo amore è gratuito non perché sia ingenuo, ma perché è infinitamente più grande dei nostri calcoli. Questa deve essere anche la strada del discepolo. Quante volte ci sembra di “buttare via” il nostro tempo: un’ora trascorsa ad ascoltare una persona sola, una telefonata fatta senza fretta, una visita a un malato, un consiglio dato a un giovane che forse non ci ascolterà, un gesto di pazienza verso chi continua a sbagliare. Dal punto di vista dell’efficienza sono minuti perduti, dal punto di vista del Vangelo sono semi.
Chi ama gratuitamente compie un gesto che assomiglia molto allo spreco. La vita di Gesù stesso, sulla croce, appare come una vita sprecata: tre anni di predicazione conclusi con l’abbandono dei discepoli, il rifiuto del popolo e una morte infamante. Eppure proprio quel “seme”, caduto in terra e morto, ha portato il frutto della salvezza del mondo. La parabola del seminatore ci invita allora a non avere paura della gratuità. Non tutto ciò che doniamo produrrà risultati immediati, molti semi sembreranno perduti, alcuni non germoglieranno mai ma il cristiano non è chiamato a misurare il raccolto: è chiamato a seminare. Ogni volta che doniamo tempo, attenzione, perdono, affetto o speranza senza pretendere un ritorno, stiamo facendo ciò che fa Dio. Agli occhi del mondo sembra che stiamo perdendo qualcosa. Agli occhi del Padre stiamo seminando amore che germoglia nell’eternità.
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