Articoli / Blog / Il Vangelo degli amici | 25 Maggio 2026

Il Vangelo della Domenica – L’audacia del cristianesimo: la Trinità per tutti

Santissima Trinità (Anno A) Gv 3,16-18 – 31 maggio 2026

Il Mistero della Santissima Trinità dice che i cristiani adorano un solo Dio in tre Persone, uguali e distinte: Padre, Figlio e Spirito Santo. Questo mistero, che rimane tale anche quando viene formulato correttamente, fu chiarito soprattutto nel III e IV secolo per rispondere a chi negava la piena divinità del Figlio e dello Spirito Santo. Nel Concilio di Nicea (325 d.C.) si definì la divinità di Gesù stabilendo che è della stessa sostanza del Padre e pienamente Dio. Più tardi, nel Concilio di Costantinopoli (381 d.C.), si confermò anche la divinità dello Spirito Santo e si precisò che le tre Persone possiedono la stessa natura divina. Da questi concili nacque il Credo che ancora oggi viene proclamato nella Messa e che per questo chiamiamo niceno-costantinopolitano: esso è, in fondo, il tentativo più alto e insieme più semplice di dire con parole umane il mistero di Dio.

Uno degli aspetti più sorprendenti del cristianesimo è che, pur dovendo esprimere verità altissime e spesso difficili, esso ha sempre cercato di renderle accessibili a tutti. Fin dall’inizio, la Chiesa rifiutò l’idea dello gnosticismo ovvero che la fede fosse riservata a pochi esperti — teologi, filosofi o vescovi — mentre il popolo avrebbe dovuto limitarsi a obbedire senza comprendere. I dogmi, la liturgia, i simboli, la catechesi e perfino l’arte sacra nacquero anche per questo: permettere a ogni uomo di entrare realmente in contatto con il mistero cristiano. Certo, nessuno può esaurire con la ragione la profondità di Dio, ma tutti possono coglierne il cuore essenziale. Per la Chiesa la fede non è mai stata un privilegio per iniziati, ma un bene comune, destinato al popolo intero. Sa bene che il mistero di Dio supera sempre l’intelligenza umana, ma sa anche che nessun battezzato deve sentirsi escluso dalla verità salvifica. Forse come nessun’altra solennità, la festa della Trinità mette in luce che la verità di Cristo ambisce ad essere sufficientemente profonda da occupare la mente dei più grandi pensatori e contemporaneamente sufficientemente semplice da poter essere accolta anche dal più umile dei fedeli.
Qui emerge anche una differenza decisiva con l’Islam, che secondo molti esperti venne elaborato da Maometto a partire dal cristianesimo ariano (quel cristianesimo cioè che non accetta un Gesù veramente Dio). Nel Corano, la sura 112 afferma: “Egli è Allah, l’Unico. Allah l’Assoluto. Non ha generato e non è stato generato”. In questa prospettiva Dio viene descritto nella sua assoluta unità e trascendenza, respingendo ogni idea di paternità o di relazione interna a Dio stesso. Il cristianesimo, invece, osa affermare qualcosa di molto più audace: che Dio è amore già in se stesso, perché eternamente Padre, Figlio e Spirito Santo sono in comunione.

La Trinità non è una complicazione artificiale aggiunta dai teologi ma lo sforzo di custodire fino in fondo ciò che i cristiani hanno incontrato in Gesù Cristo. Per questo il cristianesimo rifiuta sia la strada della “verità solo per pochi” che la strada della semplificazione. Crede che la verità più alta debba essere offerta a tutti

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