Giustizia, vendetta, punizione, pressione mediatica e del paese: cosa pensi del delitto di Vasto?

4 Feb 2017   •   Blog  •  Il blog pensa per i media  •  Lettere

L’articolo per la rubrica di METRO che ho il prossimo mercoledì sarà sul delitto di Vasto: “Abbiamo perso tutti”, ha detto con ragione – mi sembra- il parroco durante il funerale di Roberta, celebrato oggi. Come accaduto per la vicenda su dj Fabo chiedo al blog di ragionare con me su fatti di cui stanno parlando tutti i media e i social.
Elenco qui qualche spunto che per me è stato di riflessione.
Sembra che sia stato decisivo sull’omicida di Vasto la pressione mediatica (soprattutto Facebook e Whatsapp) che spingeva Fabio Di Lello a trovare una giustizia/vendetta che non arrivava dalla magistratura.
Quando si parla di etica e di internet si pensano solo ai problemi legati al Cybersex e alla pedofilia, ma questa vicenda ci mostra un elemento importante di violenza faziosa.
Inoltre, ad aggiungersi, sembra ci fosse in paese un clima molto brutto. A conferma di ciò proprio ieri sui social sono comparse diverse frasi piene di “gioia” per la morte del 22enne e di difesa per Fabio Di Lello, che “ha fatto bene a frasi giustizia da solo”.
Durante l’interrogatorio di ieri lo stesso Fabio ha ammesso di non essere uscito di casa con l’intenzione di uccidere il giovane, ma che il sorriso che gli ha mostrato quando lo ha visto in strada gli è saputo di beffa e quindi ha deciso di sparargli.
Nell’omelia del funerale il parroco ha invitato tutto il paese a “fermare questa ondata di odio. Basta con questa violenza: non si può andare avanti con l’odio. Basta con i social media, dobbiamo tornare a parlare tra di noi. Senza conoscere lo abbiamo condannato”.