Cosa diresti a dj Fabo che chiede l’eutanasia a Mattarella?

26 Gen 2017   •   Blog  •  Il blog pensa per i media  •  Lettere

Da qualche mese ho una rubrica il mercoledì sul quotidiano gratuito METRO e ieri Stefano Pacifici, il direttore, mi ha chiesto di dedicare il prossimo pezzo a dj Fabo che ha chiesto l’eutanasia essendo tetraplegico e cieco. Qui sotto c’è il video con la sua richiesta.
Il direttore mi ha detto: devi rivolgerti non ai pochissimi che credono con fede assoluta in Dio e neanche ai pochissimi che dicono con certezza che dopo la morte non c’è più nulla; devi rivolgerti ai tantissimi che in una situazione così non sanno che pesci pigliare. È importante – mi diceva – dare il segnale che in una situazione così un prete “c’è”, “sta sul pezzo”, pur con mille dubbi e incertezze.
Dubbi e incertezze, aggiungo io, che non riguardano il bene o il male ma come stare vicino a una persona che non ha gli stessi miei dubbi e certezze. Chiedo un aiuto a tutte le persone che vogliono intervenire: cosa scriveresti a dj Fabo

Questa è la voce di Fabiano Antoniani (dj Fabo)

All’interno della discussione Sandokan ha segnalato questo video di Bergonnzoni che ha spunti molto interessanti. L’ho posto qui per renderne più facile la visione a tutti

  • sandokan

    Purtroppo non lo conosco e non ho nulla da dirgli. Nulla di personale. Dovrei parlargli come se lui fosse ‘un tetraplegico e cieco’ – come ce ne sono altri – e dire perciò a lui le stesse cose che direi ad altri nella sua situazione. Ma non mi va.

  • sandokan

    Questa cosa qui sul blog non mi piace tanto, mi sembra una cosa da trasmissioni del pomeriggio in TV.

  • Dodò

    A me invece piace moltissimo. Soprattutto perché io non so che cavolo dire a questo dj Fabo e ai 10 bambini che vedo ogni giorno che stanno pure peggio di lui. Non che si cerchi una risposta preconfezionata…
    Io gli direi che ha ragione a voler morire (non che sia giusto farlo, ma che ha ragione a volerlo). La questione è sullo stargli molto vicino e amarlo molto, secondo me

  • Ho raccontato la verità e ho chiesto semplicemente di parlare con delle persone che vogliono intervenire su questo. Vorrei parlare della questione di Fabo e non se parlare o meno di questa questione qui sul blog.
    L’ultimo mio video stigmatizza proprio “i leoni della tastiera” a proposito di Rigopiano. Credo che anche le “trasmissioni del pomeriggio”, come le chiami, possano avere un loro senso se fatte con misura, rispetto ed educazione

  • Ragazza Magica

    Gli direi che in questa situazione non so proprio cosa dire.
    Non ti lascio solo.
    Sono qui ma sono in silenzio.
    Ho imparato sulla mia pelle che quando una cosa la vivi tu, capita a te, il gioco inizia a farsi duro e le tue incrollabili certezze, che in buona sostanza servivano a proteggerti, in realtà non ti proteggono proprio da nulla.
    Io lo credo che la vita non me la posso togliere io. Lo credo che anche il dolore ha un senso e che Dio mi darà la grazia per superarlo. Ma io sto in piedi e in buona salute.
    Io sto zitto. Chiedo a Dio di prendere la parola. Anzi gli chiedo musica. Perché Fabo è un dj.
    E battaglie non mi va proprio di farle. Voglio fare carezze.

  • angela galdo

    il vero cristiano non risulterebbe di questa decisione, così cruda. il credo, testimonianza di ragione secondo ns. opportuna religione, ci lega alla vita, che è nella sostanza non una ns. facoltà, nel senso tangibile, ma un dono, nel senso più intangibile; e come tale deve essere opportunata.

  • Maria Cristina Calci

    Non gli direi proprio niente. Cercherei di stargli vicino e di volergli bene.
    Non ha bisogno di prediche, ma di amore e di abbracci.
    Solo l’ amore, vero e fattivo, e il rispetto per ciò che prova possono ridargli il senso dell’ utilità della sua vita, fino all’ultimo istante.
    E forse farlo ricredere.

  • sandokan

    Una riflessione di Bergonzoni che – partendo dal caso Englaro – parla di chi giudica ‘casi’ da estraneo, facendo finta di entrare nel dolore di una famiglia e distribuendo consigli come se la vera vita fosse la ‘loro’ vita.

    https://www.youtube.com/watch?v=TsbIPgrlFdw

  • sandokan
  • sandokan

    Il secondo è una breve intervista a Bergonzoni, che è interessante pure quella.

  • Una persona che vuole rimanere anonima mi scrive: “Caro Don Mauro …é una questione davvero difficile e non oso immaginare come deve essersi sentito Mattarella quando gli é piombata addosso.Io sebbene cristiana ti dico che in quelle condizioni avrei chiesto la stessa cosa, la sua vita é una prigione, la morte libertà ed eternità. Non vorrei essere al tuo posto…una risposta giusta non c” é ma forse qui entra in gioco non l’ etica religiosa ma la dignità di un essere umano”

  • Non sono abbastanza preparata per affrontare l’argomento in modo approfondito….Diro’ solo quello che mi detta il raziocinio, il cuore, la mia fede in Gesu’…..L’uomo ha progredito molto nella medicina, tanto da riuscire a tenere in vita (per cosi’ dire) creature che anni fa, non sarebbero sopravvissute…Riuscire a far compiere le funzioni vitali ad una persona per mezzo di strumenti (alimentazione, respirazione, evacuazione, etc) non significa “vivere” semplicemente vegetare, con l’aggravante della disperazione di essere coscienti che quello stato di cose sara’ interrotto solo dalla morte fisica (perche’ per tutto il resto la morte e’ gia’ avvenuta). Qui entra in gioco la sopportazione umana, la forza di ciascuno di noi, il coraggio, l’amore per i propri cari….Chi ci riesce e chi no….Cosa dire a questo ragazzo? Chiedi a Signore di darti la forza di accettare e sopportare la tua condizione? E la disperazione? Dj dice che non e’ depresso, che e’ lucido: io non so come non si riesca ad essere depressi in quelle condizioni ma…….e’ coraggioso! Ci vuole molto coraggio per decidere di voler morire…Io ne so qualcosa……In questa occasione mi torna in mente il povero Welby, forzato in un corpo ridotto ad un vegetale, ridotto come un “impianto idraulico” con tubi che uscivano da tutte le parti, tracheotomizzato, alimentato con flebo ed infine mortificato ed umiliato con lo svuotamento manuale dell’intestino due volte alla settimana…..Chiedeva di morire con dignita’…DIceva: lasciatemi andare…..Dove era la pieta’? Non riesco a dimenticare il suo funerale fatto sul sagrato della chiesa nella quale non gli era stato concesso di entrare…..Sono profondamento convinta che Gesu’ lo avra’ perdonato per la sua decisione di “essere terminato”, considerando le condizioni in cui era……e lo avrà accolto con amore……E’ giusto difendere la vita SEMPRE (sono una convinta antiabortista!) ma in casi come questi, mi sembra “eccesso di legittima difesa”….

  • Maria Cristina Calci

    Distaccandomi dal caso concreto e doloroso, mi chiedo: se, come è vero, è profondamente sbagliato intervenire sull’inizio vita, mettendosi al posto di Dio e ricorrendo a tecniche scientifiche estreme, non dimostriamo forse di voler comandare vita e morte anche pretendendo di far continuare un’esistenza oltre il suo naturale compimento?
    Se ormai niente nella mia vita si svolgesse nel suo modo naturale, ma, praticamente al mio posto vivessero dei macchinari, troverei questo contrario alla legge di Dio ben piu del lasciar partire un’anima per la sua destinazione definitiva abbandonanfo un corpo da solo non piu in grado di trattenerla.

  • Pierangelo

    La vita..prima di tutto

  • renato pierri

    Anche Piergiorgio Welby si rivolse al Presidente della Repubblica…

    L’Unità 25 settembre 2006; Liberazione 26 settembre; Vanity Fair 5 ottobre

    Eutanasia: cancelliamo la crudeltà della morte senza fine

    Meno dolore per tutti: non è una bestemmia

    Il diritto di morire

    Gentile direttore, quando S. Francesco scriveva: “Laudato si’, mi’ Signore per sora nostra Morte corporale, da la quale nullu homo vivente po’ skappare”, forse non pensava alla morte cieca che giunge anzi tempo, e strappa genitori ai figli o figli ai genitori. Forse pensava alla morte che giunge nella vecchiaia, quando la parabola della vita volge al suo termine. Sicuramente non pensava alla morte crudelissima e sadica che s’impossessa di un essere vivente, uomo o animale che sia, e non lo porta via subito; lo afferra e lo tiene stretto in una morsa d’insopportabile dolore per il tempo che vuole. Di questa crudelissima assurda morte nessuno può lodare il Signore. Sarebbe quasi un bestemmiare, giacché non può essere che Dio voglia la sofferenza inutile di una sua creatura. C’è un modo però, per gabbare questa morte crudele: l’eutanasia. E tante bestiole, in questo caso, sono più fortunate degli uomini. Non ci sono leggi, infatti, né umane né “divine”, che impediscono di accelerare dolcemente la morte degli animali. Il nostro Merlino, bianco coniglietto dagli occhi neri grandissimi, nella sfortuna d’ammalarsi gravemente, ha avuto la fortuna di entrare in una clinica dove gli animali sono trattati con molto amore e rispetto. Il medico ci ha detto che potevamo fare un ultimo regalo all’amata bestiola: evitarle giorni d’inutile sofferenza. Si è addormentato per sempre, il coniglietto bianco, tranquillo, coccolato sino all’ultimo dalle sue due “mamme”. Meno dolore per tutti; certamente anche per il buon Dio. Oggi un uomo, per essere liberato dalla lunga assurda morsa della morte, è stato costretto a rivolgersi al Presidente della Repubblica.

    Renato Pierri

  • renato pierri

    L’Unità; Il Tempo; La Stampa 25 gennaio 2007; Liberazione 26 gennaio
    Il rispetto della persona viene prima di tutto. Sempre
    Vita e persona.Tutela senza danni
    Tutela della persona più che la vita
    Eutanasia. Il rispetto della persona
    Gentile direttore, la tutela della vita e la tutela della persona dovrebbero essere la stessa cosa, dal momento che la vita appartiene alla persona. Tuttavia i due principi possono venire in contrasto qualora si affronti il problema dell’eutanasia, dell’interruzione delle cure terapeutiche, il rifiuto di queste ultime, ecc. Infatti, in questi casi, tutelare la vita ad ogni costo può andare a scapito della persona; e tutelare la persona ad ogni costo può andare a scapito della vita. C’è però un motivo per cui è giusto tener conto sempre di un principio e non dell’altro: se osserviamo il primo principio (tutela della vita), corriamo il rischio di non rispettare la volontà del malato, manifesta o anche ragionevolmente umanamente coscienziosamente presunta. Se osserviamo il secondo principio (tutela della persona) possiamo andare, è vero, a scapito della vita, ma di quale vita? Solo ed unicamente della vita di colui che la rifiuta; di colui al quale in qualche modo la vita già è stata negata. Quindi la tutela della vita ad ogni costo può recare svantaggio a qualcuno; la tutela della persona ad ogni costo non reca svantaggio a nessuno, giacché non va mai contro l’individuo, la sua volontà, ma contro un concetto generico della vita. Il principio da seguire dovrebbe essere il massimo rispetto verso la persona.

  • Alessandra

    Molto difficile non vorrei essere nei tuoi panni. Ma anche se le esigenze editoriali ti obbligano a non sciorinare la tua fede puoi sempre invocare Dio perché ti illumini. Un amico di mio padre religiosissimo ma gravemente malato di depressione un pomeriggio ci confido che dopo la malattia non aveva giudicato più i suicidi. La legge morale qui è fuoriluogo. Se fossi al posto tuo oltre che a pregare mi leggerei per ispirarmi quelle bellissime pagine di V.Frankl dedicate alla sua personale assistenza ai detenuti nel braccio della morte negli Usa.

  • Cristina Vatamanelu

    Ciao, Fabo! Io credo che Dio se ha permesso questa la tua sofferenza ha i Suoi motivi e un giorno tu capirai il perché. Tu con la tua malattia, puoi toccare, provare il calvario di Gesù. Io vedo in te un grande dono di Dio perché puoi unire le tue sofferenze con le piaghe di Gesù ed offrire a Dio Padre per salvare tantissime anime del Purgatorio, per la Chiesa, per i malati, per la conversione di tutti i peccatori e per il mondo intero. Dio ci ha creati per amore, per conoscerlo, per amarlo. Ci ha lasciati liberi di scegliere tra bene e il male.Io ho visto Gesù e la Madonna dopo aver fatto un’ infarto, vorrei prendere io da te tutte le malattie che hai. Tu devi portare la tua croce fino alla fine. Fatti una domanda togliendoti la tua vita
    come lo sai che invece di liberarti non sarai incatenato di più????? La vita te l’ha donata Dio e solo lui ha il diritto di riprenderla qui siamo solo di passaggio, la vera vita comincia quando finiremo la nostra missione sulla terra, per quello che siamo stati creati. Un abbraccio! Dio ti benedica!

  • renato pierri

    Prima di scrivere pensateci dieci volte, ché si corre il rischio d’essere crudeli o perlomeno indifferenti all’altrui dolore, senza volerlo.

    L’Unità 8 luglio 2006; Il Tempo 9 luglio

    Testamento biologico: Dio può tenere in ostaggio coloro che soffrono?
    Eutanasia. Ragioni di credente.

    Gentile direttore, Adriano Pessina, direttore del Centro di Bioetica dell’Università Cattolica di Milano, notoriamente contrario all’eutanasia, scrive in una lettera a La Repubblica (5 luglio): “Sul testamento biologico io ritengo che la dignità umana non si misuri in termini di intelligenza e di integrità fisica, considero la disabilità (fisica o mentale) qualcosa che, purtroppo, riguarda la condizione umana…Perciò non mi sento affatto estraneo alla sofferenza e al dolore altrui e penso che sia una questione di giustizia fare il possibile per alleviarli”. E il bravo giornalista che cura la rubrica, risponde: “Io credo che questo manchi al ragionamento per il resto impeccabile del professore: la libertà di ognuno di scegliere le condizioni della propria dipartita”.

    Premesso che io credo nel Dio buono e giusto del Vangelo, altrimenti rischio di essere fraintesa, al professore vorrei far rilevare che ci si può non sentire “estranei alla sofferenza e al dolore altrui” ed essere contrari all’eutanasia, e si può essere a tal punto compenetrati dal dolore altrui, da essere favorevoli all’eutanasia. Può darsi poi che davvero il ragionamento sia impeccabile, ma qualsiasi discorso, davanti alla sofferenza, quella seria, tremenda, mortale, per quanto possa essere impeccabile, non ha senso alcuno. Parlare di dignità umana, di valore della vita, ecc. a chi ha davanti a sé solo dolore, diventa una sorta di beffa. L’unica cosa che vale, almeno in determinati casi, è la qualità della vita. Ed è esistito un uomo un paio di millenni fa, che teneva in modo particolare alla qualità della vita: la sua predicazione, i miracoli, il suo sacrificio tendevano anche a migliorare la vita sulla terra. E l’idea che al buon Dio possa dispiacere che una sua creatura, sofferente oltre le umane possibilità, sia liberata dalla morte che già la tiene prigioniera, ed abbia la vita vera, è in contrasto col concetto della bontà e misericordia divine; è quasi un’offesa al Signore stesso.

    Francesca Ribeiro

  • Betulla

    Nonostante io creda fermamente che Gesù è vicino a questo ragazzo, non me la sento di esprimere sul blog quello che potrei dire a un ragazzo con un dolore cosi grande. So per esperienza diretta, che la vita vale e dà qualcosa fino all’ultimo fremito, con tutte le sofferenze che porta addosso. Perché quando si ferma il cuore la persona finisce d’esistere, e non c’è più niente da dire..

  • Sono contro accanimenti teraupetici ma contro eutanasia.perche si uccide una persona.Fabio ti dico che la tua vita valeva prima ed ora ancora di piu, dai un senso a questa vita anche se non sembra avere senso.
    https://youtu.be/j_Uk-WCViig
    Inviterei la ragazza a guardare questo video di un ragazzo che ha dato un senso al suo dolore, a volte I familiari sono I primi a mollare ed il malato si sente solo disperato.
    Non appoggerei un parente e chi amo su una simile decisione, questa malattia deve dare senso alla vita dei parenti principalmente e poi del malato.Mi dispiace credo che la vita abbia un valore immenso e bisogna essere sinceri con chi prende simili decisioni.

  • Arcobaleno

    Ti abbraccio Fabo con tutto il cuore e pregherò per te

  • https://youtu.be/j_Uk-WCViig
    Questo ragazzo paralizzato gravemente ha amato la vita sino alla fine, ne ha dato un senso.Invito I promulgori dell eutanasia a guardarlo attentamente e ad imparare che la vita haun valore sempre, che non siamo oggetti o giocattoli che appena si rompono vanno gettati eiminati.Fabio vorrei tanto qualcuno ti parlasse di quanto vali anche cosi;che con I suoi occhi ti portasse a scoprire la bellezza della vita nonostante il dolore; che il buio fosse pieno di luce, della luce dell amore, che tu potessi raccontare in un libro la tua vita,quella vita che da sani non apprezziamo mai, ma che nel momento del dolore dovremmo capire quanto vale.Spero ti aiuti qualcuno ad uscire dal tunnel dello sconforto!

  • @Sandokan

    Ho metto il primo video di Bergonzoni, molto interessante, nella home per renderlo fruibile a tutti più facilmente

  • Ma come si fa a chiedere che cosa diresti?
    Se non lo conosci, se non ti conosci non c’è risposta a questa domanda.
    E si scrive solo per far polemica.
    Si può dire solo: non si può, non è giusto.

  • Ho letto i commenti e mi stanno aiutando tanto a riflettere.
    Io conosco una persona che ha scelto il suicidio assistito (cosa diversa dall’eutanasia) e con questa persona parlo. Ovviamente ciò che ci diciamo rimane tra noi ma devo dire che il primo dono che ho ricevuto conoscendola (all’inizio non le volevo parlare) è stato di trovare quello che tante volte cerco in tanti ma che non trovo: mi ha trattato per quello che sono. Mi spiego. Lei, ovviamente, sa cosa pensa un prete e quello che pensa un prete è diverso da quello che pensa lei. Eppure mi cerca. Dice di pregare perché si realizzi il suo sogno (ciò che accettino la sua richiesta nel paese dove l’ha fatta). E io l’ascolto e mi dico che per parlare con lei della vita dovremmo essere d’accordo su cos’è la vita: la vita di cui parlo io, quella che non andrebbe mai interrotta, quanto è simile alla sua? quanto è distante?
    Intanto lei mi ha fatto il regalo di parlarmi. Di parlare a me che sono evitato da tanti perché “già sanno” come la penso su tante cose importanti della vita: il sesso, per esempio.
    In primo luogo, quindi, penso che scriverei quello che penso a dj Fabo solo se lui volesse parlare con me. E poiché credo che se volesse parlare con me non vorrebbe sapere cosa pensa la Chiesa dell’eutanasia (quello già lo sa, in Italia lo sanno tutti) allora parlerei di quello che lui vorrebbe. Forse del tempo. O delle marmellate di Renato o di Abelis, un bambino chiuso in un’armatura come lui. Ecco, magari, se volesse, gli leggerei questo pezzo di Abelis. Lo riporto sotto.

  • – L’armatura, Messere, è la cosa peggiore che esista. Non solo perché ti stringe e ti soffoca, ma perché ti convince di avere ragione nel farlo. – Blennenort si ferma e respira. Poi riprende – Il movimento simmetrico, circolare, regolare, rettangolare proprio dell’armatura, si impara presto: non
    è questa la cosa peggiore. Si impara presto a non badare agli spigoli delle cose. Si impara presto che per guardare una persona bisogna guardarla dritta perché con la coda degli occhi non ci si fa nulla.
    Si impara presto che il movimento del braccio è possibile solo a condizione di sbilanciarsi con l’altro, che un passo si può fare solo se il bacino fa un moto simile a quello del pendolo. Questa non è la cosa peggiore. Si impara presto che tutto ha un’inerzia, e che questo porta ad una stanchezza, ad
    un’immobilità, ad una ponderatezza che sono stanchezza, pigrizia, malattia, rigor mortis, e per nulla sono sintomo di equilibrio e maturità. Tutte queste cose con tutte le altre cose peggiori che puoi immaginare, non sono le cose peggiori. – Tossisce leggermente- – Mettiti qui. – dice Messere, e lo fa poggiare con la schiena alla parete di fondo della sala, a pochi
    passi dalla vasca. – Ecco, ecco così. Va meglio? – e gli allunga le gambe.
    – Sì, un po’ meglio. La cosa peggiore – ricomincia Blennenort – è che con il passare del tempo, l’armatura spinge ad accettare il dolore che causa e a renderlo quasi gradito. Sei dentro l’armatura e non puoi scappare dal tuo dolore. All’inizio lo combatti, ma poi devi smettere. Cominci a parlarci,
    devi trovare un modo di dialogare, di convivere. All’inizio il pensiero che salvi Arileva dai mostri ti soddisfa. Quando si va nei paesi a ricevere l’applauso della gente, si è contenti. Ma poi le marce in cui sfili con gli altri cavalieri, finiscono. C’è la festa paesana e la gente qualsiasi balla attorno al
    fuoco, ti dà una pacca sulla spalla, ma poi si allontana. E tu rimani solo. Il dolore riparte e tu ricominci a duellare con lui. I mostri non arrivano mai. I mostri non ci sono. Invece il dolore è sempre lì, dentro di te. Non puoi scappare e neppure lui lo può fare. Ed un giorno il dolore comincia
    ad impossessarsi di te. Fa la tua conoscenza in un senso più intimo. Prende qualcosa di te, che va oltre la tua pelle. Senti che ti studia per ogni angolazione, e poi passa il messaggio a tutto il resto del corpo che è lì, come in attesa. Ti accorgi che, prima che con te, sta stabilendo un patto con il tuo
    corpo, poi sarà la volta delle viscere intime, e poi con i tuoi pensieri. Soprattutto i tuoi pensieri. Ti vengono presi. Cambiano senza che tu lo voglia. Diventano qualcosa di complicato. Prima c’erano il bene e il male, ma adesso ti accorgi che è tutto complicato, e tu stesso ti perdi. Ma perdersi è l’unico modo di difendersi. Il labirinto è capace di trattenere il dolore, di ingannarlo, di disperderlo e diluirlo e rallentare il momento in cui arriverà a ferirti ed ucciderti.
    E questo modo di complicarsi nel pensare, questo costruire un labirinto come il baco fa con il suo bozzolo, origina tutto dallo sforzo di dare ragione all’armatura. Dare ragione all’armatura, è la cosa più assurda e più contraddittoria, ma proprio per questo è la strada che viene intrapresa.
    Perché è la cosa più assurda e contradditoria.
    La giustificazione dell’ingiustificabile è la miglior garanzia di costruzione di pensiero labirintico.
    Abelis, p. 65

  • E poi vorrei capire da dj Fabo perché vuole parlare con me, perché gli interesso. E, se volesse davvero parlare con me, lo ringrazierei. Perché vorrebbe dire che nonostante io incarni tutto il pensiero che gli impedisce di morire lui – nonostante ciò – ritiene interessante parlare con me.
    Questo sarebbe davvero un bellissimo regalo. Qualcosa che io pochissime volte riesco a fare nella mia giornata.
    E poi non so come andrebbe a finire. Sicuramente eviterei di spiegare la dottrina cattolica sull’eutanasia. In questo sarei confortato dal Papa. Ecco cosa ha detto a Guidonia: ““Non si deve spiegare. Sentite bene questo: se tu hai un amico, un’amica che non crede, tu non devi dire: ‘Ma, tu devi credere per questo, per questo, per questo’… e spiegargli tutte le cose. Questo non si deve fare! Questo si chiama proselitismo, e noi cristiani non dobbiamo fare proselitismo. Cosa si deve fare? Se io non posso spiegare, cosa devo fare? Vivere in tal modo che siano lui o lei a chiedermi: ‘Perché tu vivi così? Perché tu hai fatto questo’? E lì sì, spiegare”.”

  • SE IO FOSSI UN ATEO….risponderei ” cosa se ne frega uno di chiedere ad un altro “tu perché vivi così? “.
    È ovvio che vive “così “…perché ha avuto una certa vita,certi incontri,certo carattere etc etc…
    Non c’è nulla che ci possa interessare di meno che sapere perché l’altro vive in un certo modo!!!
    Tanto nessuno può imitare la vita di un altro…per il semplice fatto che la sua e’ diversa. Le idee possono unire, la vita no. Perché offre cose diversissine ad ognuno e quindi l’unico vero legame e forma di unità tra gli uomini…deve trovarsi fuori dagli uomini e dalla loro vita. Nel mondo delle idee o meglio ancora della fede in qualcuno oltre la vita quotidiana.
    Se voi cristiani non mi indicate Gesù per non fare proselitismo…andrò da Sai Baba o da qualche altro santone.”

  • Un Cireneo

    Hai detto bene, a mio avviso, don Mauro, quando ci hai riferito del tuo dialogo con la persona che desidera il suicidio assistito anche se, e lo capisco, non ne riferisci il contenuto.

    Lo stesso vale in questo caso. Bisogna prima essere in relazione con l’altro, con Fabio nello specifico, e poi si parla. Se io fossi in relazione con lui, ciò che ci diremmo sarebbe in ogni caso confinato a noi.

    Altra cosa è invece il passo che Fabio ha compiuto con la missiva indirizzata al Presidente della Repubblica.
    Qui posso parlare. Anzi, sento che devo parlare perchè è un mio diritto di credente e di cittadino, al pari del diritto di Fabio di scrivere ed esternare la sua richiesta.

    Sul tema generale, l’eutanasia, mi sento di dire che non sono d’accordo. Che la vita è un dono e che non posso accettare che valga la pena di essere vissuta solo se si è sani, ricchi, belli, forti. In un numero dell’Economist di qualche tempo fa dedicato quasi esclusivamente al tema, una persona parlava di non voler vivere una “second class existence”. Non esiste, agli occhi di Dio, una second class existence e, se esistesse, sarebbe probabilmente quella delle persone sane, ricche, belle, forti che pensano di poter fare a meno di Dio.
    Il fatto che una persona non creda in Dio non mi può esimere dall’essere quello che sono e dal testimoniare quello in cui credo. Questo mi insegna il Vangelo, la vita di Gesù.
    Il Sole splende alto in cielo, anche se il cieco non può vederlo.

    Dire sì all’eutanasia, all’aborto, alla maternità surrogata in nome della libertà dell’altro è un falso, poiché il ragionamento si basa su una concezione errata di libertà e perché, nell’unità del Corpo Mistico, ognuno è responsabile di quello che fa e che non fa anche per l’altro. Questo in una dimensione di fede, naturalmente.

    Con a Fabio. Con la singola persona, in un rapporto diretto, ovviamente il modo di parlare è diverso.
    Certamente mi affiderei allo Spirito Santo perchè mi guidi al suo bene.

  • Un Cireneo

    Una sottolineatura personale.

    Don Mauro, non è vero che non puoi parlare della dottrina cristiana perché l’ha detto il Papa. Ciò che lui ha detto è un suo rispettabile pensiero ma è magistero né dogma.

    Visto che parli tanto di coscienza, non nasconderti dietro l’autorità (che non è in questo caso Legge) ma dicci, ed è preferibile, che la tua coscienza ti spinge a non parlarne.

    Anche qui, se ne può parlare in diversi modi. Puntando il dito. Spiegando. Richiamando. Con severità e distanza. Con vicinanza e amore.

    Alla peccatrice adultera, esempio spesso richiamato dal Papa, Gesù ha chiaramente detto che la prostituzione è peccato (va e non peccare più) e non si è certo nascosto.

  • Un Cireneo

    Infine, vorrei segnalare un errore diffuso.
    L’agnosticismo.
    Una persona sana non può esprimersi su queste cose perché “bisogna passarci”.
    Dunque un uomo non può essere ginecologo.
    Un medico non può curare i malati oncologici.
    Un sacerdote non può parlare di famiglia.
    Pochi possono parlare di Dio.
    Nessuno di Paradiso ed inferno.

  • Copio/incollo qui i commenti della pagina facebook del blog
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    Podda Rita Io direi che ” di quest’acqua non ne bevo ” non si può dire mai!!! In base alla mia Fede in Gesù sono molto contraria, certo!!!…motivi per offrire una tale sofferenza di sicuro non mancheranno…tuttavia penso che l’unica cosa da fare è stargli vicin…Altro…

    Giusy Fontana La Vita è un dono Sacro va vissuta fino all’ultimo respiro, ma senza accanimento terapeutico e salvaguardare sempre la dignità umana.

    Lucilla Violi Non mi sento di dire nulla se non che quando si vive la quotidianità normalmente si hanno risposte infinite , quando si è in un tunnel senza luce attimo dopo attimo, istante dopo istante, è tutto estremamente doloroso e difficile . Le parole diventa…Altro…

    Teresa Mariani caro Fabo vorresti morire senza soffrire. Forse ce la faresti ma appena morto cominceresti a soffrire davvero e questa volta per l’eternità quella che non finisce e li non ci sarà nessun Mattarella ad aiutarti, ma grande grande sofferenza per sempre. Pensa bene a cosa vuoi fare e appellati a Dio che, anche se non ci credi, esiste! basta che lo invochi! Lui ti aiuterebbe nonostante tutto! prego per te!

    Caterina Mele Ma perché non ci mettiamo nei panni di chi ha il problema..poi se capita a noi ci rendiamo conto del problema..ma possiamo decidere di morire in modo dignitoso?e sopratutto se si soffre

    Leonardo Bavetta Dio non ha lasciato nessun arbitrio riguardo alla morte, e non esiste nella bibbia che si può uccidere un uomo, questa e invenzione dell’uomo, Dio solo ha il potere di accoglierci , e quando non e stato dato all’uomo di saperlo!

    Sala Alberto Come dice il detto popolare “tutti froci col culo degli altri”. Chiaro, semplice, cristallino dire “devi fare così”, “pregare”, “Dio qui e Dio lì”, fino a qualcuno che si permette di fare il predicozzo. Ma né io né voi siamo al suo posto ed è facile riempirsi la bocca di saggi consigli e illuminate parole stando sul proprio divano sani e felici.

    Vene Boscolo Vedere un corpo che si consuma con dolori atroci consapevole Di dover morire no questa non è vita,Questo è accanimento alla vita con tutto quello che ti mettono dentro,lo visuta in prima persona sul corpo ormai senza vita di mia sorella chiedendo a Dio di farla finita

    Manuela Frascarelli La vita è un dono, noi non possiamo decidere per chi soffre. Chi vive i giorni nella prigione di una malattia, arriva a prendere una decisione troppo dolorosa, non si può dire nulla, soltanto essere vicino fino all’ultimo. Solo così può esserci un senso.

    Laura Nicosia Non si può dire se ciò che desidera sia giusto o sbagliato, il Signore indicherà la via giusta per alleviare le sue sofferenze e quelle di chi gli vuol bene, preghiamo. :*

    Lorenzo Annoni Di lasciare perdere questo suo insano desiderio di eutanasia e di utilizzare il tempo che gli rimane da vivere per pregare il buon Dio O:) e chiedere perdono dei da lui molti peccati commessi in vita! … anche perché a breve ci finirà lo stesso dal buon Dio O:) anche senza eutanasia! :P

    EvaMaria Habáňová Mio amico prete sta cosi….ed é felicissimo, é un dono per molti. Traduce é scrive i libri, solo usando batticiglia, aiuto della assistente é una macchina….Pure Luisa Picaretta ha tradotto da noi in Ceca. Non puo niente é immobile má é pieno di vít…Altro…

    Cristina Pax Tutti i pensieri cattivi, la tristezza, la depressione, i desideri di suicidio, tutto il male che c’è dentro o fuori di noi …viene dal maligno. Lui entra nella nostra mente e ci fa credere che tutto ciò che ci fa stare male, viene da noi, in vece non…Altro…

    Bice Giacalone È molto difficile, in queste situazioni, esprimersi. Ma, come cristiana, so che la vita è un Dono, non ne siamo padroni ed ha un significato fino alla fine stabilità da Dio. Dovremmo essere capaci di aiutare e sostenere queste persone che hanno problemi così gravi, senza lasciarle sole.

    Margherita Schifano Direi di invocare Dio, perchè illumini la sua mente e il suo cuore per avere un discernimento, inoltre potrebbe farsi accompagnare (spero che giá lo stia facendo) da un prete che lo guidi sulle sue scelte.

    Silvana Gonzati Caro FABO …ho ascoltato il tuo appello e sinceramente mi chiedo ma davvero sei tu che vuoi così????Non ci credo ….credo invece che la persona accanto a te si sia stufata…è vero tu non vedi più ma sai ci sono tante persone che non vedono come te e…Altro…

    Floranna Zambonelli Io dico che ha tutti i diritti …la vita è sua ..e se non riesce più a vivere in queste condizioni l’unica persona che deve decidere è solo lui .,anche se io credo in Dio .

    Mario Lupoli Penso che ogni individuo cattolico,musulmano,ateo qualsiasi credo cattolico abbia diritto di poter decidere della sua vita;sono favorevole all’eutanasia

    Pietro Spertino ad un cane a cui si è voluto bene,quando lo vediamo soffrire,gli si chiede al veterinario di sopprimerlo,ed è un gesto di amore rivolto al nostro amico a quattro zampe.Credo che verso questa persona bisognerebbe compiere un gesto d’amore,la morte è una cosa molto dignitosa.Non lasciamo questo nostro fratello nella sofferenza.

    Marzia Favero Che la vita è vita fino alla fine……
    certo non nell accanimento terapeutico, ma se un corpo pian piano volge al declino( a qualunque età) lo si lascia pian piano andare….o guarire….
    Senza accelerare la dipartita ma accelerando la ripresa la guarigione

    Paola Ciccolini Non sono medico quindi quello che dirò mi viene solo dal cuore e da una esperienza di grande dolore per la dipartita di mio marito : 19anni di continui ricoveri ,rianimazione ,è stato per morire più volte ,è per ultimo anche il tumore alle ossa ,la sua…Altro…

    Giuseppina Gelini Se hai vissuto la vita avrai capito che ti ha dato tanto sia nelle gioie che nella sofferenza e continuerà a darti….non crederci più ad un certo punto è come tradirla abbandonarla col cuore ingrato!!!

    Yleria Tonora in questi casi si è proprio soli,soli e senza più forze .Gesù sulla croce ,bisogna avere la grazia di avere Maria ai piedi della croce e le pie donne che con il loro dolore e preghiere hanno dato la possibilità a Gesù di completare l’opera.Il vangelo é una scuola di vita non è semplice utilizzare parole dolci in certi momenti altri devono pregare e sostituirsi a te

    Marco Palmas la vita è un dono sacro,va vissuta fino,sino all’ultimo respiro,ma senza accanimento teraupetico e salvaguardare sempre la dignità umana.
    Ruggero Romano ma quando dite sia fatta la volontà di “DIO NO ALL’EUTANASIA” vi rendete conto che siete una manica di bigotti ipocriti visto che sta attaccato a delle macchine che lo tengono in vita inventate dall’uomo fregandosene della volontà del vostro DIO… se volete fare la volontà di DIO non dovreste neanche curare il raffreddore… eddai basta con st’ipocrisia che siete nel 2017…

    Grazia Di Nuzzo Ovviamente siamo tutti contrari all’eutanasia ma non possiamo sapere come si sente una persona nelle sue condizioni.
    Il Signore è troppo grande e giudica diversamente da noi.
    La Sua giustizia è infinita misericordia

    Annalisa Beltramme Direi di vivere invece fino all’ultimo secondo donando la sua sofferenza a Dio.

    Rosario Annamaria Monteleone Prego il Signore che ti dia tanta consolazione . Che tu possa sentire la sua presenza , la sua pace il suo amore .

    Valentina Buttaglieri Dona il tuo dolore per i bambini malati, e il Signore ti ricompenserà’…

    Paola Tasca Io direi:il tuo sacrificio è prezioso a Dio,continua ad offrirti come olocausto per l’amore verso Dio e lui ti premierà..non in questo mondo probabilmente ma nel regno dei cieli..lascia fare a Dio,tu sei sua creatura

    Silvana Gonzati Don Mauro ma lei è fuori di testa ..,che sta a fare lei li …il prete che non crede in DIO????Si vergogni!!!

    Rosetta Parisi non lo fare la vita non è tua e poi Gesù può comunque compiere il miracolo della guarigione se solo tu lo vuoi

    Igina Fofi Non saprei che dire ..pero ‘vivere cosi non puo essere .la vita e un dono molto Grande .ma una vita da vivere ma questa non evivere

    Cinthya Di Tomasso Pregate e non disperate, e lasciate fare a Dio. Pregate non lo lasciate morire. Xke’ nn sappiamo i disegni che Dio ha su di lui.
    Sii…siamo una famiglia!!!! E condividere momenti di gioia e meno…Oggi Nell’Eucaristia è il momento di chiedere grazia, poiché c’è una presenza che invita, è una chiamata rivolta di preferenza a chi soffre e nel dolore. È qiesta la sua voce che oggo si effonde da questo silenzioso Sacramento, presente in mezzo a noi.

    Giovanni Merlini Non direi nulla, insieme ad altri fratelli nella fede, se ci fosse concesso, gli stringerei la mano, lo accarezzerei, gli farei sentire tutto l’amore di Dio e il calore umano per riscaldare il suo cuore. Poi nel segreto della mia stanza pregherei Abbà Padre perché toccasse il suo cuore per renderlo di nuovo caldo per vivere la vita anche in quella condizione. Di più non possiamo fare!

    Fiorello Allegri Ben venga l’eutanasia, morire cercando di soffrire meno dopo anni di piaghe e dolori, ben venga

    Nunzia Placentino Preghiamo, perché il demonio del suicidio – omicidio si allontanò da lui e la sua sofferenza aiuti GESÙ a salvare ANIME. Lo SPIRITO SANTO, lo SPIRITO di VERITÀ, soffi forte nelle sue narici. Amen

    Stefania Melino La vita non consiste nella riuscita, ma nell’essere amati, tu sei amato così come sei.

    Anna Maria Se ci fosse una votazione io direi di no ,ma essere in una grande sofferenza come la sua è un dolore immenso sia lui sia chi lassiste ,il Signore al più presto provvedi per lui .

    Carmen Dipanemasi Non sono per l’eutanasia..
    Ma neppure per accanimento terapetico……

    Carmela Maria Lore Sia fatta la volontà di Dio..No alla Eutanasia
    Fiorello Allegri Non abbiamo avuto la scelta di non nascere, ma almeno quella di morire

    Azzurra Amato Non sono favorevole,deve affidarsi a Dio

    Paola Chiappini Non c’è da dire ma da stare accanto con amore…

    Maria Bianchi Preghiamo Fara il Signore

    Mariateresa Rebecchi Io so solo che per queste persone il Signore li porti subito con sé in paradiso e al più presto

    Annamaria Ortensia Io sto con Fabio,che vita è?

    Fiorella Motta Preghiamo! Farà il Signore! !

    Anna Barbuscia La vita e in dono di dio

    Caterina Mele Quanti bigotti ..

    Virginia Minonne È facile giudicare dal di fuori. Io sto con Fabo.

    Maria Rosaria Gautieri Che il Signore gli dia Pace !

    Giuliana Pecoraro Dio ha lasciato il libero arbitrio di scegliere!

    Cinthya Di Tomasso Mattarella e company si devono convertire

    Cinthya Di Tomasso Questo verso chiunque.

    Anna Saccomanno Ma che senso ha vivere così…….. io sono con fabo

  • @Un Cireneo

    “Don Mauro, non è vero che non puoi parlare della dottrina cristiana perché l’ha detto il Papa. Ciò che lui ha detto è un suo rispettabile pensiero ma è magistero né dogma.”

    Non prendo queste parole del Papa come un’indicazione morale: le prendo come un suggerimento profondo perché vero: prima di dare una formazione (o un’informazione) dottrinale bisogna che ci sia una relazione vera.

  • Un Cireneo

    Mi sembra che Gesù annunciasse a tutti il Regno e denunciasse a tutti i peccati.
    Quando c’è una relazione vera, come nel caso del Signore con i discepoli, si possono fare altri tipi di approfondimento e discorsi.
    Ma la verità da annunciare è per tutti.

    Se il cristianesimo avesse seguito questa strada, non avremmo fatto conoscere la Parola di Dio ai quattro angoli della Terra – andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato – e, magari, i missionari sarebbero stati sospesi a divinis.

  • Paola

    Ma la verità da annunciare è per tutti.
    ——
    Sempre che sia chiaro che la verità è una Persona e non un processo di catalogazione degli atti propri e altrui.

  • Deianira

    Mi aspetterei dai cristiani che gli insegnamenti (che don Mauro dice che tutti in Italia conoscono) cerchino di renderli credibili e comprensibili con la loro testimonianza.
    Se uno non è convinto di quello che crede ed è timoroso a proclamarlo, io SO come la pensa, ma non sono aiutata a capire.
    Mi sono avvicinata a questo blog cercando la fede, perché mi avevano detto che quello che scriveva qui un certo don Sergio poteva aiutarmi.
    Ma adesso non lo vedo più e don Mauro invece mi causa disgusto col suo atteggiamento incerto.

  • Paola

    Deianira, non capisco il tuo sdegno. Forse vivi in un mondo dove tutti si sentono creati e ricreati ogni giorno da Dio e non soffrono del mistero di dolore dove siamo immersi?
    Ti dico per esempio e cambiando tema che oggi pranzando con mia figlia più grande, buonissima, mi raccontava della chat tra i suoi più cari amichi dove i maschietti bestemmiano di continuo (la mamma di uno di questi è venuta mercoledì ad una meditazione con me, tanto per dirti).
    Questo è il mondo che Dio ci chiede di illuminare e confrontarsi sui toni, e non sulla sostanza che fidati don Mauro ha molto chiara, è bellissimo e unisce tra fratelli.

  • @Deianira

    “Mi sono avvicinata a questo blog cercando la fede, perché mi avevano detto che quello che scriveva qui un certo don Sergio poteva aiutarmi.
    Ma adesso non lo vedo più e don Mauro invece mi causa disgusto col suo atteggiamento incerto.”

    Don Sergio scrive su questo blog come e quanto vuole, come tutti. Proprio questa mattina gli ho chiesto – se ne aveva voglia – di scrivere una lettera sull’insegnamento della Chiesa a proposito di eutanasia. Credo che non tarderà molto.
    Ciao Deianira e grazie di essere con noi

  • @Cireneo il tuo intervento rispetta moltissimo il mio punto di vista.Un cristiano non puo che schierarsi per la vita sempre e comunque.Grazie

  • Deianira

    @Paola
    Mi spiace, ma non so spiegarti.
    Ma…Quello che immagini e che attribuisci a me con un forse… È tutto sbagliato.

  • Deianira, condivido il tuo sdegno..
    E comunque mi sento di darti un consiglio .
    Se pensi che don Sergio possa aiutarti a capire cose di fede…perché non lo tratti in confessione o in un colloquio personale?
    Se uno trova la “guida” che fa per lui…a costo di viaggiare ogni tanto per l’Italia…è senz’altro meglio parlare con sincerità a quattro occhi…che leggere un blog.
    Che non è un Vangelo per capire il mondo!
    E dove anzi le persone sono necessariamente in vetrina…e spesso anche in berlina. Ciao!

  • A Paola dico che è del tutto normale trovare ragazzini che bestemmiano in chat.
    E mettere tra parentesi che la mamma di uno di quelli è andata con te ad una meditazione..significa ragionare per pregiudizi..
    Infatti ognuno è responsabile solo di se stesso, risponde solo del suo comportamento.
    Non è affatto normale aspettarsi che i figli di un genitore credente, lo siano a loro volta.
    Questo si che è vivere nel mondo dei sogni!

  • @Deianira

    Nella home c’è l’intervento di don Sergio che aspettavi

  • Paolo

    Per lui occorre pregare Iddio come se la sua anima fosse la mia sapendo il pericolo che corre.
    E per tutti quelli che non lo aiutano pregare ancora di più e chiarirsi le idee con una lettura a mio avviso rischiaratrice.

    “La vita è dono di Dio e solo a Dio che l’ha data è deferito il potere di toglierla.Chi si uccide confessa la sua superbia , e la superbia è odiata da Dio.”

    Gesù a Giuda
    fonte:
    http://www.scrittivaltorta.altervista.org/01/01069.pdf

  • Josselin

    Vorrei veramente scriverli una lettera, inviarli dei fiori, farli sapere che è voluto bene e che la sua esistenza conta. Ce ne sono diverse situazioni nella nostra vita che scappano delle nostre mani, della nostra volontà, e cosa fare? Può essere forse scoprire una malattia, rimanere senza lavoro, o anche abbandono o maltratto da parte dei genitori… ognuno di noi con la sua storia, ma in quanti ci siamo di renderci conto che i problemi non definiscono chi siamo? Cosa definisce il mio valore, la mia importanza? Il fatto di sapere che sono (consciamente) mi da un valore: sono, ho dei problemi, delle virtù e dei difetti, ma sono, e per questo semplice fatto sono già importante, ho un valore dentro di me stesso.

    Ricordo ancora il bellissimo sorriso d’un mio amico passato quasi un’anno fa dopo una lotta contro il cancro. La sua esistenza, fugace, illumina ancora le vite di chi abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo, di volerlo bene e lasciarsi voler bene.

    Invio un forte abbraccio a Fabio.

  • Leonardo

    Chiunque ha il diritto di scegliere sulla propria sorte e nessuno può giudicare. Nessuno.
    Perciò meglio non pubblicizzare queste scelte altrimenti i vari santi si avventano con le loro altissime tesi più o meno religiose.
    I peggiori sono i politici pseudo cattolici veri sciacalli su questi drammi umani.
    Prego che nessuno si senta troppo in alto per giudicare queste cose.

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