
Blog – Divorziati risposati e chiesa: il valore di ogni piccolo servizio
Martedì scorso, l’8 dicembre, il giorno d’inizio del Giubileo, è entrato in vigore il decreto Mitis Iudex che ha l’obiettivo di velocizzare le procedure per la dichiarazione di nullità matrimoniale. Per questo motivo si è rivolto a me qualche giornalista con il desiderio di intervistare delle persone che si trovano in quelle situazioni che il Papa non vuole più si chiamino “irregolari”.
In queste circostanze Chi_cerca, che scrive sul blog ormai da parecchi mesi, ci dona delle parole colme di sincerità che meritano di essere conosciute.
Per quanto riguarda la mia esperienza in parrocchia, io accolgo ogni piccolo servizio che mi viene richiesto e lo svolgo dandoci il senso di voler essere fedele al Signore nel poco. Non dono importanza al senso di mortificazione che mi viene dal fatto che a volte ciò che mi viene richiesto non esalta le mie capacità, che sento vanno ben oltre, perché attendo l’occasione, che non tarda ad arrivare, per mostrare anche nel piccolo la grandezza dei doni che il Signore mi ha donato: esempio, io ho una buona comprensione della Parola, ma poiché sono sposata con un divorziato non posso fare la catechista, però durante lo svolgimento del mio servizio di andare a far pregare il S. Rosario a delle anziane, io leggo loro il vangelo del giorno e faccio una breve catechesi, dentro me sento di aver fatto la volontà del Signore che mi vuole annunciatrice della sua Parola ai fratelli e sorelle che attendono una parola di conforto.
Spero di essere presto una delle anziane che imparano il vangelo dalle labbra di Chi_cerca

la sola presenza e partecipazione con tutto il cuore alle preghiere comunitarie e liturgiche è un piccolo servizio e testimonianza che si offre al Signore
Chi si contenta gode…
Papa Francesco sta lavorando perché si riduca lo spazio tra il giudizio di coscienza e il giudizio ecclesiale sul proprio matrimonio: un atteggiamento come quello di Chi_cerca mi sembra comunque estremamente lodevole
Facessero tutti cosi;ma poche sono le persone che come chi cerca restano a dare il loro servizio in chiesa una volta separate o divorziate.Credo ci voglia anche oltre alla disponibilita personale l accoglienza dei parroci questa manca;almeno da me.Ora che il mio vescovo ha fatto leggi per cui chi non è un sano cristiano che frequenta la chiesa che vive da cristiano;non mafioso e partecipe alla vita della chiesa credo qua sara difficile l accesso ai divorziati sia per catechisti o per madrini o padrini.Comunque resta che potrebbero fare cio che fa chi cerca che tanti cristiani non fanno.Come te amo andare a trovare gli anziani soli a portargli qualche cibo tipo torta o altro per he so che non hanno nessuno.Spero che presto potrai fare la catechista come me tu e tante altre persone nella tua situazione.Sei di esempio per tanti cristiani spenti
Grazie. Don Mauro, Giuseppina, Loretta e Renato. TANTO BENE
I vari piccoli servizi, in cui mi impegno nella comunità cristiana di cui faccio parte, mi avvicinano sempre più a colui che amo , Gesù. Da questi servizi scaturisce la mia comunione spirituale con il Signore e con i fratelli. Io sono rientrata a far parte della comunità cristiana, sedendomi all’ultimo e più nascosto posto, ma dopo pochissimo tempo già sono stata invitata ad occupare un posto più visibile ed avanti. Riesco a sopportare il fatto di non essere accolta pubblicamente alla Comunione sacramentale, perchè la Comunione spirituale, che si realizza a seguito del servizio da me svolto per amore del Signore e della sua Chiesa, mi fa sentire colma della sua presenza in me.
Vi scrivo quello che ho fatto stamattina.
(Oggi, con mio marito, sono a casa di mia madre, nel mio paese natale)
Sono uscita per andare a fare delle commissioni.
Fatte le commissioni, ho visto la chiesa aperta, e sono andata a salutare Gesù nel tabernacolo.
Uscita dalla chiesa ho sentito il bisogno di andare a trovare una mia amica malata di tumore.
La mia amica aveva una piccola necessità, mi ha chiesto se potevo aiutarla, ho prestato il mio servizio.
Poi sono andata via da casa della mia amica, con il Signore nel cuore.
Ho fatto la Comunione.
Ora sono a casa e debbo servire quelli che sono nella casa.
Vado a fare il caffè.
Buon Sabato e santa e serena Domenica a tutti voi. TANTO BENE
A me una chiesa che impedisce a una persona come chi-cerca da fare la catechista, non piace.
meraviglioso
Anche a me Renato
Che bella l’intimità di @chicerca con Gesù!
E sono più clemente di Renato e don Mauro sulla Chiesa che, come me, è madre e, sempre guidata da Dio, pur nella limitatezza degli uomini di cui si avvale, pensa solo al bene dei suoi figli!
@chicerca, mi hai fatto venire nostalgia di fare una visita a Gesù …
Chi cerca è bello quello che fai. Io ho la grande fortuna di conoscere altre persone come te. Donne che si trovano sole, nello stato di chi è stata lasciata in trecidi dal marito e continua a vivere unita a Gesù . Sole per scelta . Formando i figli cristianamente e vivendo con piena gerosità l’amicizia con chi sta male e ha bisogno di cure fisiche e morali.Questa è la chiesa. La chiesa è bella perchè c’è posto per tutti. Anche per i pessimsti , per chi giudica, per chi discrimina…la chiesa accoglie perchè è madre. La chiesa non sono i sacerdoti che sono e restano uomini con limiti piccoli e grandi.
Possibile che sia sempre necessario dare sempre spiegazioni? E’ ovvio che quando parlo della chiesa che non mi piace, mi riferisco a quella parte della chiesa che proibisce, che vieta, che impedisce, che condanna… mi riferisco agli uomini della chiesa che hanno in mano il potere… Ma c’era bisogno del chiarimento?
Renato, hai ragione non bisogna dare spiegazioni. Non bisogna fare parole. Ma bisogna agire. Bisogna fare quello che uno sente giusto. Io, anche se ancora ne parlo, in realtà sto sostituendo un pò alla volta le parole con le azioni. Però non posso fare passi troppo evidenti. Debbo avanzare nelle cose piano piano. Tu parli degli uomini che hanno potere nella chiesa. Bene ti posso dire che questi uomini sono lontani dalla realtà delle piccole parrocchie. Nelle piccole parrocchie non si possono organizzare le cose con rigidità, ma si devono adattare alla realtà che la comunità vive. Nelle piccole parrocchie le restrizioni sono superate dalla necessità. Questo sembra un discorso utilitaristico e in parte lo è. Però come si dice … si fa di necessità virtù … E partendo dalle piccole situazioni, che sono tante, si possono operare le rivoluzioni anche nelle situazioni grandi, che sono poche. Comunque quelli che viviamo situazioni particolari dobbiamo essere presenti nella Chiesa, dobbiamo fare gruppo. Con la nostra presenza costringeremo la Chiesa a interrogarsi, a trovare soluzioni reali per questi suoi figli, che siamo noi. E le soluzioni non le troverà il papa, i cardinali o i vescovi, ma le troveranno i Parroci, che sono quelli che vivono la realtà delle Parrocchie. TANTO BENE
Chi cerca, hai scritto delle cose molto belle e vere, sia quelle personali che quelle sulla realtà delle parrocchie.
Io credo che nelle parrocchie non c’è la vita della Chiesa ma la vita. Invece spesso nelle istituzioni della Chiesa c’è la vita della Chiesa ma non c’è la vita. Nelle parrocchie c’è tutto quello che c’è in ogni vita. Ci sono gli anziani con i loro problemi ma anche con le loro mille soluzioni che nascono dall’esperienza, i giovani con i loro spazi e le loro forze ma spesso troppo esuberanti e poco concludenti, ci sono le coppie di tutti i tipi, le donne e gli uomini, i senza tetto e quelli con l’attico, i ricchi e i poveri, chi cerca lavoro e chi lo da, i preti, le suore, i laici, insomma tutta la vita.
Hai ragione Chi cerca sono le parrocchie che troveranno le soluzioni e poi le istituzioni seguiranno
Grazie, chi-cerca. Capisci che è stancante sentir ripetere all’infinito le solite parole, che la chiesa è madre (se fosse di genere maschile, il termine chiesa, la chiesa sarebbe padre?) che accoglie, proprio in un caso in cui non sembra tanto accogliente. Ma dimmi, chi è che ti impedisce di fare la catechista?
Se sostituissi con il termine padre, sarebbe uguale. Madre padre potere responsabilità.
Tutto molto difficile da vivere qua sulla terra. Ma è l’unico modo con cui si va avanti. Un padre ed una madre hanno la responsabilità di gestire il potere che Dio ha messo nelle loro mani per crescere i figli.
Potere e responsabilità e tanto aiuto dal cielo. Errori e cambiamenti. Tutto dinamico e inserito nei piani di Dio.
Proprio come fai tu con tua figlia …
Magari appena diveniamo più maturi, tu ed io, ci parleremo direttamente senza far finta di non parlarci …
“Se sostituissi con il termine padre, sarebbe uguale”. Ma davvero? E chi se lo immaginava!
Paola, le parole ripetute mille volte, anche quando non è il caso, finiscono per perdere senso, per stancare, per irritare persino. La chiesa madre, padre, e sorella e fratello, anzi, che bello!, la chiesa nonna, ma sì, una nonna meravigliosa, alle volte un po’ rompiscatole, ma sempre meravigliosa nonna. Ma che p…e! Una parolaccetta consentitemela..
Chiesa nonna lo trovo divino!
Nonna perché misericordiosa.
Con gli anni ci si scopre tutti inadeguati per il progetto che Dio ha su di noi così si ha autocompassione e misericordia per gli altri.
Renato, vuoi avere ragione a tutti i costi come i bambini. La chiesa è madre e anche nonna e anche padre , La chiesa è animata dallo Spirito Santo e nonostante te e me e tutti , andrà avanti e ci sorreggerà per quel misterioso e misericordioso progetto che Dio ha per ciascuno di noi. Renà fattene una ragione, tu che scrivi tutte ste letterine girando e rigirando sempre la stessa filosce con o senza ripieni.
anche a me non piace. L’importante è che la catechista divorziata risposta insegni durante al catechismo che non è lecito divorziare e risposarsi e che se lo si fa non si deve fare la comunione.
Come il solito, Betulla, non ha capito su che cosa Renato ha ragione. E io neppure glielo spiego, perché la pazienza ha un limite.
Avevo chiesto a Chi_cerca chi è che le impedisce di fare la catechista, ma non ho avuto risposta.
Sereno, io le risposte le aspetto da chi sa dialogare e ha desiderio di farlo.
Lo chiedevo, Chi_cerca, perché hai detto che le soluzioni le troveranno i Parroci. Ma non è il Parroco che ti impedisce di fare la catechista?
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Il Parroco rispetta quello che è scritto nel Direttorio di Pastorale familiare della CEI, dove è detto:
“La partecipazione dei divorziati risposati alla vita della Chiesa rimane condizionata dalla loro non piena appartenenza ad essa.
È evidente che essi non possono svolgere nella comunità ecclesiale quei servizi che esigono una pienezza di testimonianza cristiana, come sono i servizi liturgici e in particolare quello di lettori, il ministero di catechista, l’ufficio di padrino per i sacramenti.
Nella stessa prospettiva, è da escludere una loro partecipazione ai consigli pastorali, i cui membri, condividendo in pienezza la vita della comunità cristiana, ne sono in qualche modo i rappresentanti e i delegati.
Non sussistono invece ragioni intrinseche per impedire che un divorziato risposato funga da testimone nella celebrazione del matrimonio: tuttavia saggezza pastorale chiederebbe di evitarlo, per il chiaro contrasto che esiste tra il matrimonio indissolubile di cui il soggetto si fa testimone e la situazione di violazione della stessa indissolubilità che egli vive personalmente” (DPF 218).
Il Parroco dove io sono presente ha già superato per me uno dei divieti che è quello di fare il lettore, io posso proclamare la Parola di Dio durante la S. Messa feriale e festiva. Inoltre da qualche tempo ho la chiave e vado ad aprire la chiesa, apparecchio e sparecchio l’altare, insomma svolgo alcuni servizi che sono del sacrista . Il fatto di fare la catechista, io non sono interessata a fare catechismo ai bambini, ma mi piacerebbe interessarmi della pastorale familiare, ma ancora la formazione non è iniziata. Nel momento che si inizierà la formazione della famiglia che è stata scelta e che si interesserà della pastorale familiare nella comunità, io e mio marito parteciperemo alle riunioni come uditori, per essere poi di supporto alla famiglia “regolare” nello svolgimento del suo servizio. Renato, non so, ma io sto facendo tutte queste cose perchè qualcosa cambi, e spero di cuore che qualcosa cambi. TANTO BENE
La discussione prosegue nel forum al thread La comunione ai divorziati risposati