Articoli | 02 Febbraio 2021

ORA – I sogni non muoiono mai

Agitu Ideo Gudeta è stata uccisa il 29 dicembre da un suo dipendente per uno stipendio non pagato. L’omicida, preso da un momento di follia, si è costituito poche ore dopo ai carabinieri, dicendodi essere pentitissimo per il suo gesto e che sarebbe pronto a morire pur di ripagare quanto fatto.
La donna etiope aveva trovato a Trento un’isola felice, un luogo in cui realizzare, oltre al lavoro, anche un’integrazione ambientalista e di cultura straordinara. Lei, etiope, proveniente da una ex colonia italiana sfruttata e martoriata dal nostro paese, aveva scelto e trovato proprio in Italua un luogo dove riscattarsi. La Agitu era fuggita da Addis Abeba, come Giuseppe e Maria, cioè in seguito alle minacce del governo etiope. A Trento aveva deciso di avviare un progetto di recupero di terreni abbandonati e di razze animali autoctone. Si occupava di allevare la pezzata mochena, una razza indigena in via d’estinzione, proteggendo i suoi animali anche dagli attacchi degli orsi. Nel suo lavoro, aveva dimostrato una convivenza possibile con il predatore anche nell’allevamento all’aperto. “Quando vedo impronte o segnali della sua presenza, raccontava, mi chiudo in auto con dei petardi. Basta fare un po’ di rumore e il mio ‘vicino’ sa che è meglio andare da qualche altra parte”. Era un progetto di tutela che rendeva il lavoro della donna, un simbolo e non solo un’attività. È stato un sogno che il brutale omicida non ha potuto spegnere visto che, a pochi giorni del decesso della donna, sono stati raccolte decine di migliaia di euro per continuare l’attività. Per non far morire un sogno dove le pietre scartate diventano testata d’angolo