Articoli / Blog | 10 Dicembre 2017

Blog – Babbo Natale e albero di Natale sono cristiani. E il 25 dicembre è il compleanno di Gesù

È una sciocchezza dire che il presepe sì ma Babbo Natale e l’albero no perché sono figli del consumismo; ed è pure una sciocchezza proporre, come mi è capitato di sentire, di spostare la celebrazione del Natale all’estate, lontano dai regali e dalle musichette, visto che la scelta del 25 dicembre è stata solo una furbata dei primi cristiani per togliere importanza alla Festa del Sole.
In primo luogo spieghiamo che Babbo Natale, nella sua radice, altro non è che san Nicola di Bari. Quindi non solo è cristiano ma è pure santo. Lo sappiamo da diversi dati storici. Ci sono le raffigurazioni in cui il vescovo di Myri, in Turchia, è rivestito di parimenti sacri rossi e, con la barba bianca che si porta in oriente e la mitra (è il nome del copricapo), è identico a Babbo Natale (come si può osservare nella raffigurazione qui sotto). Ma, più ancora, per lui parla la sua storia. Che narra di come un pover’uomo, non avendo la dote da dare alle tre figlie per farle maritare, avesse deciso di farle prostituire. Saputa la cosa il vescovo Nicola, che era ricco di famiglia, decise di buttare del denaro dentro la casa del padre ma di notte, per non umiliarlo. Quest’operazione si ripeté per tutte e tre le figlie e per questo motivo spesso nelle raffigurazioni del santo si vedono tre “palle” (o “bocce”) che altro non sono se non le tre borse colme di denaro. L’episodio avvenne nel terzo secolo e da allora crebbe la devozione popolare per cui al santo incominciarono a rivolgersi le donne che non riuscivano a sposarsi e, più in generale, le persone bisognose di denaro. Questa devozione, che portò con sé anche l’abitudine di comportarsi come il santo, cioè di fare regali notturni “a sorpresa”, si diffuse moltissimo: l’anno scorso le reliquie di san Nicola, in Russia, vennero visitate da due milioni e mezzo di persone, tanto che anche Putin andò a venerarle a Bari in un suo viaggio italiano. Racconto questo per rendere noto quanto santa Klaus – che è come si chiama san Nicola in molti paesi – sia amato nel nord Europa: dove d’inverno fa freddo e c’è la neve, per cui san Nicola cioè santa Klaus cioè Babbo Natale gira con la slitta e le renne. Ma allora i regali quando si fanno? Si fanno il 6 dicembre, a san Nicola, ma anche a Natale o nell’Epifania perché il senso del regalare è far felice qualcuno e questo Qualcuno è innanzitutto Gesù che fa il compleanno il 25 dicembre, i suoi genitori e poi, di conseguenza, tutti i cristiani e tutti gli uomini. I regali di questo periodo, quindi, si portano di notte e si possono lasciare sotto il presepe o anche sotto l’albero di Natale. Perché più volte Papa Benedetto lo ha definito un evidente «simbolo del Natale di Cristo, perché con le sue foglie sempre verdi richiama la vita che non muore». E oltre alle foglie ci sono anche i frutti, cioè le palle di Natale. Perché, come ci ricorda da sempre la liturgia, l’albero di Natale richiama anche il nuovo albero della vita, che è Cristo, che si contrappone all’albero “della morte” che è l’albero della conoscenza del bene e del male da cui Eva colse il frutto proibito: il frutto dell’albero del paradiso terrestre portò la morte all’uomo mentre il frutto dell’albero della Croce porta Cristo, nuova vita. E la vita di Cristo inizia, appunto, il 25 dicembre.
Ed eccoci così siamo arrivati al terzo punto della questione: perché il compleanno di Gesù è stato fissato il 25 dicembre? Perché, se si legge con attenzione, lo dice proprio il vangelo. Nel colloquio tra l’arcangelo Gabriele e Maria si dice che Elisabetta attende Giovanni Battista già da sei mesi (Lc 1,36) e in quel momento – nel momento dell’Annunciazione – viene concepito Gesù. Quindi, se sapessimo quando è stato concepito Giovanni Battista, sapremmo la data di concepimento, e quindi di nascita, di Gesù. Ma questi elementi sono noti. C’è un’antichissima tradizione della liturgia orientale che fissa l’annuncio a Zaccaria il 24 settembre e tale data è stata confermata da ritrovamenti storici che dicono con che cadenza si succedevano le calendarizzazioni del servizio al Tempio delle classi sacerdotali. Ora, la classe di Abia, quella cui apparteneva Zaccaria (Lc 1,5), faceva il suo servizio proprio a fine settembre (giorno più giorno meno) e quindi viene tutto confermato: un 24 settembre (giorno più giorno meno) Giovanni Battista venne concepito (Lc 1- 24) e nasce, come ci ricorda la liturgia, il 24 giugno. Tre mesi prima, ovvero il 25 marzo, cioè sei mesi dopo il concepimento del Battista, Gesù viene concepito e nove mesi dopo, il 25 dicembre, nasce, cosa c’è di strano? E ancor meno meraviglia che suo Padre, che è anche il Creatore, decida di far nascere il Figlio, nuovo sole dell’umanità, proprio quando il sole comincia a crescere, cioè alla fine del solstizio d’inverno.
E quindi, di tutto cuore, buon Natale e buone Feste!

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