Lunedì 13 novembre – Lo scandalo del non perdono
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!
Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai».
Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».
Lo scandalo sta nel non essere disponibili al perdono. Nell’atteggiamento superbo di chi, di fronte al fratello, crede di conoscere il suo cuore, le sue intenzioni. Di chi, come i farisei, predica bene per mettere però sulle spalle della gente pesi che non vorrebbe mai portare. Per perdonare ci vuole la fede alimentata dall’amore che crede e rende realizzabili cose che a volte stenteremmo a ritenere possibili.
