
Mercoledì 1 novembre – La Croce di Cristo
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Il discorso della montagna è il racconto della crocefissione: i puri di cuore sono le persone che saranno denudarsi del proprio ruolo, delle proprie credenze per saper vedere in quell’uomo crocefisso il Figlio di Dio, come accade al Centurione. Coloro che sono nel pianto sono le donne di Gerusalemme che Gesù consola e conforta. I miti e gli operatori di pace sono Maria e Giovanni che ereditano il futuro della salvezza e la speranza della Resurrezione. Coloro che hanno fame e sete di giustizia, sono coloro che cercarono di discolpare Gesù e il ladrone che riconosce la differenza tra la condizione sua e dell’altro criminale e quella di Gesù, pure crocefisso come loro, ma da innocente come sacrificio di salvezza per tutti. I misericordiosi sono coloro che, come la Veronica, tenteranno di sostenere la fatica ed il dolore di Gesù. I perseguitati in nome della giustizia, gli insultati, i perseguitati sono coloro come Simone di Cirene che portano la stessa croce di cristo. E tutte le beatitudini sono Gesù stesso che sulla croce si fa chiave di mediazione per la misericordia del Padre verso l’umanità
