Giovedì 19 ottobre – Entrare nella vita degli altri
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite. Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito». Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.
Costruire templi sul sangue versato, invocare valori inviolabili e uccidere persone che stanno soffrendo, parlare di misericordia e riuscire solo a citare articoli di un codice senza immischiarsi nella vita della gente, conoscere senza sapere, entrare nella vita degli altri a gamba tesa dicendo che quella stessa invadenza è proibita: il volto del male a volte è dipinto sul volto di chi siede su un trono per giudicare la vita degli altri per mantenere potere e prestigio.
