
Mercoledì 6 settembre – Un bene silenzioso
In quel tempo, Gesù uscito dalla sinagoga entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Chinatosi su di lei, intimò alla febbre, e la febbre la lasciò. Levatasi all’istante, la donna cominciò a servirli. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano demòni gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era il Cristo. Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e volevano trattenerlo perché non se ne andasse via da loro. Egli però disse: «Bisogna che io annunzi il regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.
Ecco Gesù che fa la Messa. Esce dalla sinagoga e si immerge nella vita e fa il bene. Non un bene astratto, fatto di teorie e proclami: un bene piccolo, silenzioso. Protagonista una donna , suocera di un suo discepolo e caro amico. Una donna che non contava nulla, ai tempi e che aveva una malattia “da nulla”: una banale influenza. Ma Gesù fa questo miracolo piccolo per rivelare il miracolo grande: l’amore che si fa servizio e incita a donare ciò che si è gratuitamente ricevuto.
