
Giovedì 27 Luglio – Un cuore di carne
In quel tempo, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:“Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!”. Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!». Mt 13, 10-17
Il messaggio di Gesù a volte è contraddittorio. In alcuni passi beatifica coloro che non hanno visto e non hanno toccato ma hanno creduto: qui esalta coloro che hanno potuto vedere e ascoltare. Ciò che scioglie il nodo dell’apparente contraddizione è il cuore. Un cuore di carne opposto ad un cuore di pietra: questa disposizione d’animo conta, non tanto le azioni che compiamo né tanto meno i risultati che otteniamo.

