
Martedì 4 Luglio – Far entrare Gesù nella propria vita
In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva. Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia. Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?». Mt 8, 23-27
Gesù viene e chiede ai discepoli di seguirlo su un terreno a loro familiare: la barca, la pesca, l’acqua. Così anche a noi viene chiesto di seguire Gesù nella quotidianità e nella normalità: ma questa normalità non deve diventare routine perché far entrare Gesù nella propria vita normale, significa sempre assistere ad uno sconvolgimento, ad un maremoto: alla caduta dei punti di riferimento autoreferenziali, alle certezze create dalla professionalità, dai “valori inviolabili”: il nostro unico fulcro diventerà allora una Persona. Una Persona cui rivolgerci e gridare anche quando pare non ci sia e dorma. E allora anche le peggiori tempeste tacciono: perché lo abbiamo riconosciuto davvero come nostro Signore.

