
Lunedì 3 Aprile – L’abbraccio amorevole di un Padre
Di nuovo Gesù parlò loro: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». Gli dissero allora i farisei: «Tu dai testimonianza di te stesso; la tua testimonianza non è vera». Gesù rispose: «Anche se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove vengo e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado. Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. E anche se giudico, il mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il Padre che mi ha mandato. Nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera: orbene, sono io che do testimonianza di me stesso, ma anche il Padre, che mi ha mandato, mi dà testimonianza». Gli dissero allora: «Dov’è tuo padre?». Rispose Gesù: «Voi non conoscete né me né il Padre; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio». Queste parole Gesù le pronunziò nel luogo del tesoro mentre insegnava nel tempio. E nessuno lo arrestò, perché non era ancora giunta la sua ora. Gv 8,12-20
Inutile scagliare la dottrina come pietra addosso al prossimo. L’unico risultato è l’odio reciproco, il giudizio reciproco, l’inevitabile divisione, la disperazione di vittime e carnefici. L’unico modo di convertire è far tornare la persona alla sua prima dignità, accogliendola e pronunciando il “non peccare più” in una cornice dove prima, a fondamento di una nuova vita retta, c’è la mancanza di condanna, l’accoglienza di una figlia nell’abbraccio amorevole di un Padre: un Padre che sa che siamo peccatori. Non ci vuole perfetti. Ci vuole figli che accorrono a Lui.

