Blog / Una donna nel Vangelo | 31 Marzo 2017

Sabato 1 Aprile – Tu conosci il mio nome

In quel tempo, all’udire le parole di Gesù, alcuni fra la gente dicevano: «Costui è davvero il profeta!». Altri dicevano: «Costui è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea? Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide, verrà il Cristo”?». E tra la gente nacque un dissenso riguardo a lui. Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno mise le mani su di lui. Le guardie tornarono quindi dai capi dei sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». Allora Nicodèmo, che era andato precedentemente da Gesù, ed era uno di loro, disse: «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?». Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta!». E ciascuno tornò a casa sua. Gv 7, 40-53

Gesù mio, meno male che tu hai fatto con me quello che Nicodemo ha detto che si doveva fare con te.
Grazie che hai voluto sapere solo il mio nome, e non da dove venivo.
Non quello che si diceva di me, non quello che si scriveva di me.
E poi Gesù, amore mio, tu hai cominciato a dirlo il mio nome.
Non quello che si dice di me.
Tu ami me.
Anche se non vengo dal luogo giusto.
Tu mi ami perché ami me.
Anche se non so tutto.
Anche se non ho letto tutto.
Il mio nome tu lo conosci.
E lo dici.
E mi cerchi.
E mi chiami.
E io so chi sono.

Questo commento del vangelo del giorno è fatto dalla prospettiva di una delle donne senza nome che seguivano Gesù (cfr Lc 8, 1-3). Il suo nome è Zippi (Zippora).

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