
Lunedì 27 Marzo – Credere, prima ancora di vedere
Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire. Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Gv 4,43-54
Ancora una parabola che parla di due modi di vedere e vivere Gesù: una modalità magica e quasi superstiziosa che chiede solo segni, miracoli e svolte prodigiose nella propria esistenza; ed invece il secondo, quello che viene da un funzionario del re: vedere in Gesù la fonte della vita e credere, prima ancora di vedere.

