
Lunedì 12 Dicembre – Memoria e presente vigile
In quel tempo, entrato Gesù nel tempio, mentre insegnava gli si avvicinarono i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo e gli dissero: «Con quale autorità fai questo? Chi ti ha dato questa autorità?». Gesù rispose: «Vi farò anch’io una domanda e se voi mi rispondete, vi dirò anche con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?». Ed essi riflettevano tra sé dicendo: «Se diciamo: “dal Cielo”, ci risponderà: “perché dunque non gli avete creduto?”; se diciamo “dagli uomini”, abbiamo timore della folla, perché tutti considerano Giovanni un profeta». Rispondendo perciò a Gesù, dissero: «Non lo sappiamo». Allora anch’egli disse loro: «Neanch’io vi dico con quale autorità faccio queste cose». Matteo 21,23-27.
Ancora una volta Gesù insiste sul valore della memoria che si attualizza nel presente vigile. Se i farisei avessero riconosciuto in Giovanni Battista il profeta che era, non avrebbero potuto ignorare la sua identità. E invece coloro che erano bravissimi a prevedere quale sarebbe stato il tempo atmosferico diventano ciechi di fronte al seme che Giovanni era e che in Gesù diventa frutto maturo.

