Articoli / Blog | 03 Aprile 2019

METRO – Il tragico chiodo fisso di Said

Stefano Leo è stato sgozzato mentre passeggiava per le strade di Torino perché la sua espressione felice era insopportabile. Said Mechaquat lo ha sgozzato perché voleva togliergli tutte le promesse che aveva. Nell’allucinante resoconto prodotto ai carabinieri menziona quasi esclusivamente la moglie e il figlio. Aveva perso il lavoro per un diverbio ma pare che non fosse quello il problema. Il chiodo fisso era la famiglia. Sebbene fosse un italiano di origine marocchina non c’entrano l’immigrazione o l’integrazione, c’entra solo la famiglia. “Volevo far male a qualcuno ma non alla mia famiglia”. Per Said, togliere a un uomo tutta la felicità possibile era toglierlo a parenti e a figli. Com’era accaduto a lui quando la ex-moglie aveva iniziato a dire a loro figlio di chiamare padre non Said ma il nuovo compagno. Questo lo ha fatto impazzire. “Sono due anni che non vedo più il bambino e nessuno faceva nulla”. Poteva sopportare che la moglie lo lasciasse, la separazione era stata consensuale. Ma che suo figlio chiamasse papà un altro al posto suo, lo ha spinto ad un delitto assurdo, allucinante. Che mette in luce nel modo peggiore possibile che la vita può essere felice solo se si è generativi. Bisogna dare vita. E bisogna che quando questo avviene ci sia uno sguardo di riconoscimento. Che quel figlio che hai dato alla luce in qualche modo ti chiami papà. Altrimenti impazzisci.

Tratto da Metro