Articoli / Blog | 16 Gennaio 2019

METRO – Bisogna “essere” genitore, non “farlo”

Sempre più ci domandiamo in che modo essere autorevoli con i giovani e così entriamo con loro in una continua contrattazione dei confini e delle caratteristiche del nostro ruolo educativo e genitoriale. Ci siamo mai chiesti perché i nostri migranti non hanno quasi mai in testa gli interrogativi che assillano noi occidentali, e in particolare noi italiani? Perché “sono” genitori, non “fanno” i genitori. Un genitore per essere rispettato dal figlio deve “essere un genitore”, essere un adulto. Non deve sapere “come si fa” ma deve semplicemente sapere di essere quello che è: un adulto che prende in mano le redini del gioco e agisce di conseguenza. Perché il rapporto tra un genitore e un figlio sia vero non può essere alla pari. È il genitore, l’adulto, che forte della sua esperienza, deve guidare, indicare la strada, indicare i paletti entro i quali il bambino prima e il ragazzo poi, possono esercitare e poi vivere pienamente la propria libertà. I nonni, la scuola, la baby sitter, possono “fare” delle cose: aiutare nei compiti, portare al parco, ma è chiaro per tutti che in quella funzione essi aiutano i genitori. Che devono voler essere il punto di riferimento primario per ogni esigenza e problema, devono saper resistere; cioè essere testimoni che la vita è qualcosa di bello ed importante, qualcosa in cui vale la pena impegnarsi davvero con gioia, coerenza e responsabilità.

Tratto da Metro