Articoli / Blog | 04 Aprile 2018

METRO – Che cosa c’è di social nei social

Leoncino, il figlio di Fedez e Ferragni che a 15 giorni di vita è già pesantemente aggiogato al carrozzone mediatico di famiglia, pone domande urgentissime. Chi tutela la sua privacy, chi difende i suoi diritti se, a sua insaputa, babbo e mamma decidono di farne un influencer con milioni di followers? Quando sarà grande e avrà i primi conflitti con i genitori, chi toglierà a Leone Lucia Ferragni il sospetto di essere stato generato al fine di arricchire il brand, la griffe e l’offerta della casata? A parte il conto in banca, stare sui social cosa aggiunge alla qualità della vita del bimbo? Oltre a leggi severe e restrittive che mancano, proprio nessuno si accorge che vengono infrante le leggi del rispetto e dell’amore? E quale sofisticata dipendenza contamina giovani che si trovano dinanzi ad una vita di lusso e “zero lavoro”? Per i milioni di followers è la droga dell’invidia per il nulla e, per il piccolo neo-influencer, è rimanere senza il privato, con l’impossibilità di condividere sui social, ma solo con gli amici, quelle piccole azioni quotidiane che vogliamo regalare a qualcuno non per narcisismo o egoismo ma per condividere davvero. Che sarebbe poi il motivo vero per cui sono nati i social. E, a sentire Zuckerberg, sarà il motivo per cui sopravviveranno, se avranno il coraggio di tornare con rigore e coerenze e alle loro origini, a vivere di ciò per cui sono nati.

Tratto da Metro