
Martedì 2 gennaio – Mauro Leonardi
Commento al vangelo (Gv 1,19-28) di martedì 2 gennaio 2018, ferie di Natale, di Mauro Leonardi
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
Commento “Io non sono il Cristo”. L’autenticità di Giovanni è il miglior antidoto contro il potere religioso. Contro chi vorrebbe essere più realista del re e anteporre il proprio giudizio a quello del papa, a quello dello stesso Spirito Santo. Giovanni, “il più grande tra i nati di donna”, sa di dover cedere il passo. Non è lui ad indicare verità e valori. Egli indica Gesù e a Gesù porta gli altri.
