
Martedì 28 novembre – Segni di salvezza
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Un profeta non parla di Gesù, non evoca segni più o meno mirabolanti, soprattutto non dice: “Sono io!” Un profeta sa di doversi fare deserto per essere solo voce, per indicare il Figlio dell’uomo, per offrire solo segni di salvezza piccoli come l’immersione nel Giordano. Annunciando così che solo uno, Gesù Cristo, può dare il battesimo in Spirito Santo e fuoco.
