Blog / M. Céline C. | 15 Nov 2017

Le Lettere di Cèline C. – Il vero slancio del cuore

Un anno fa ho tenuto una testimonianza a Roma su un’esperienza molto personale che mi ha cambiato la vita: la vita della mia seconda figlia, una vita speciale perché ora mia figlia ci guarda dal Cielo.

Ho concluso la testimonianza con alcune parole di santa Teresina e in qualche modo mi era chiaro che prima o poi avrei sentito la necessità di ripartire proprio da quelle parole.

Santa Teresa del Gesù Bambino e del Volto Santo, che tutti conoscono come santa Teresina, la santa della “piccola via” diceva: “la preghiera è come una regina la quale ad ogni istante ha libero adito presso il re e può ottenere tutto quello che chiede”, e ancora: “la preghiera è uno slancio del cuore, è un semplice sguardo gettato verso il Cielo, è un grido di gratitudine e di amore nella prova come nella gioia, insomma è qualcosa di grande e di soprannaturale, che mi dilata l’anima e mi unisce a Gesù”.

La preghiera, quelle parole che ti insegnano fin da piccoli, che ti dicono di rivolgere al Cielo, che a qualcuno sono spiegate già dal primo anno di Catechismo o non sono spiegate mai ma che sono intuite in solitudine, che quando vivi periodi determinanti o drammatici della tua vita o ti si inceppa nel cuore o da lì ti sgorga come un fiume, che impari proprio in quei momenti, che ti fa urlare, ti fa piangere, ti fa addormentare sul cuscino stanco.

Sì, quell’esperienza che non la capisci proprio finché non ci sei dentro, che ti fa anche sorridere quando viene recitata distrattamente da qualche nonna mentre fa i mestieri di casa, quel rituale che ti dà il ritmo dei giorni complicati.

Vi racconto cos’è la preghiera per me, come la preghiera mi ha salvato la vita!

Tornammo da un’ecografia morfologica con una notizia molto complessa da gestire sulla figlia che aspettavamo. E fu chiaro sin dall’inizio che non era il solito periodo difficile che ciclicamente capita, quello dove sembra che vada tutto male, era qualcosa che ci avrebbe cambiato la vita per sempre.

Tornai a casa con una DOMANDA al posto del cuore e distesa sul letto ad ascoltare i piccoli sussulti della piccola, mi venne in mente di cercare su internet una preghiera per le mamme in attesa. La prima che mi balzò agli occhi fu la “novena delle rose” per chiedere grazie per intercessione di santa Teresa di Lisieux.

Era la mia prima novena. Lessi che santa Teresina aveva desiderato e chiesto in preghiera di poter fare del bene sulla terra una volta in Cielo e lessi che padre Putigan, nel 1925, cominciò questa particolare novena per chiedere una grazia importante. Desiderava ricevere una rosa in dono quale garanzia di aver ottenuto la grazia e di essere stato ascoltato. Al terzo giorno ricevette la rosa e subito dopo la grazia richiesta accoratamente e solo dopo anni, dopo averla ripetuta sempre efficacemente, decise di diffonderla.

Potete immaginare una persona molto razionale che era al limite della speranza di fronte a una “favola” del genere.

Non conoscevo la santa se non perché nella mia città c’è una Basilica molto importante con le sue reliquie.

Mi fidai. Non avevo niente da perdere e avevo bisogno di cantare una ninna nanna alla mia piccola e la mia preghiera cominciò proprio come una ninna nanna.

La rosa fisicamente non arrivò, ma al terzo giorno della novena sognai una zia molto cara,mai sognata prima, persa da qualche anno, figlia della nonna Teresa mai conosciuta: si chiamava Rosa.

Coincidenza? Nel dubbio meglio riprovare. Ho ripetuto la novena la seconda volta dopo mesi, soprattutto perché mi aveva donato una serenità incredibile e al terzo giorno, andando in Chiesa nel pomeriggio, una vera e propria scia di petali di rosa rossa sul marciapiede prima della Chiesa, petali che la mia prima figlia cominciò a raccogliere mentre io osservavo commossa quella scena. Era una carezza tutta per me, che in quel periodo stavo investendo la mia vita in quell’affidamento. E quei petali li ho conservati perché hanno segnato l’inizio di un cammino nuovo.

Avevo capito che oltre alla disperazione c’era un’altra via, una “piccola via”, la via della speranza, “la via dei petali di rosa sull’asfalto rovinato”.

E la preghiera diventò proprio la strada certa, quella fatta di ciottoli bianchi baciati dal sole, quella luminosa in mezzo a un bosco buio, minaccioso, che in qualche modo ci era chiesto di attraversare.

Questo fu all’inizio per me la preghiera.

Col tempo la preghiera per intercessione dei santi diventò occasione per conoscere questi uomini normali, che di eroico avevano soprattutto il modo straordinario di affrontare la sofferenza, le domande più profonde della vita.

E diventò una compagnia la strada con loro (e ne ho conosciuti tanti con la preghiera di intercessione) e da compagnia, bisogno, e pian piano si è resa concreta una carezza verso di me e mia figlia da parte di un Cielo che sembrava rispondere con una grazia dopo l’altra ma soprattutto con la grazia del cambiamento del cuore.

Il cuore che fino a quel momento della mia vita aveva risposto a un moto molto istintivo e sempre impaurito ha cominciato a cambiare il battito, era più certo, non aveva più paura.

Avevo chiesto la serenità ed era arrivata a fiumi, tanto che ho cominciato a coinvolgere tanti nelle mie preghiere e le preghiere si sono moltiplicate.

E penserete: “alla fine di questa storia la bimba sicuramente si sarà salvata!”

La bimba si è salvata in un Altro posto, in un modo che ci è stato dato di comprendere solo con l’amore. Ha sofferto molto, ha donato tutto insegnandoci un amore che era talmente grande da non sentire di meritarlo.

Tutte le persone che avevano pregato per la sua guarigione a un certo punto hanno cominciato a pregare per chiedere piccoli e grandi favori di intercessione e ho partecipato a tante storie d’amore che in qualche modo sono state tenute insieme dalla preghiera.

Di fronte a chi pensa che le preghiere per i defunti creino ingiustizie tra un defunto e l’altro era giusto che raccontassi questa storia per spiegare, non con logica di ragionamento, che non è questa la vera questione. La preghiera è gratuita e smuove le montagne. Un cuore sincero è in grado di commuovere Dio. E’ questa la vera questione, l’importanza della preghiera per Dio.

Ho percepito preghiere volare al Cielo come lanterne e scendere dal Cielo come grazie. Un moto ininterrotto perché non c’è preghiera che si perda nell’immensità del cuore di Dio.

E’ una visione romanzata della fede? Non saprei dire….forse sì, sono una creativa, una persona piena di immaginazione da quando ero piccola, ma so che la preghiera mi ha cambiato il cuore e mi ha salvato la vita in un momento in cui tutta la logica razionale non riusciva a dare risposte a quella DOMANDA, la domanda di senso.

E non saprei raccontarlo con passaggi logici perché qui c’è stato un ribaltamento. L’anima che si è dilatata fino a commuoversi nel quotidiano per la reale presenza di quel Figlio che era stato crocifisso proprio davanti ai miei occhi, nuovamente.

Questo mi ha insegnato la preghiera, e so spiegarlo solo come grazia, mi ha insegnato a vivere la vita affidata a un Altro, a sentirmi beata in uno dei dolori più tremendi, la perdita di un figlio.

Di beatitudine parlo perché essere uniti a Cristo è beatitudine e la preghiera è uno strumento speciale, diretto, prezioso, che mette l’anima in comunicazione diretta con quanto c’è di Invisibile nella nostra vita.

La preghiera ci permette di vedere. E non parlo della preghiera distratta, parlo del parlare con Cristo di tutto, parlo del sentirlo Vivo e raccontargli tutta la fatica, le gioie, affidargli le confidenze, condividendo anche le piccole cose, anche quelle superflue della vita, proprio tutto.

La preghiera è questo tutto di noi che Lui ci chiede. Questo vivere con Lui come un bambino.

Mi sono fatta bambina. Questo è. Farsi bambini, dipendere, respirare nei pensieri della madre, nell’amore della madre. Maria ci ha avvolte e da allora non ha più smesso.

La preghiera mi ha dato la coscienza di tutto il bene che non vediamo e di tutto il Mistero che ci costituisce in ogni istante.

La preghiera ora per me è incontro, è azione, abbracci, carezze, lavoro, famiglia, è briciola dopo briciola che cade dal tavolo, è tutto quello che raccogliamo e che Gli lasciamo trasformare, è la mia vita, tutta intera.

La preghiera per me ora è stare nella Sua preghiera, come un bambino, per tutto il giorno.

Le azioni della nostra vita sono il nostro respiro nel grembo di una Madre che prega.

E che senso hanno le domande sui vantaggi delle preghiere per i defunti se quello che si sperimenta già in vita pregando, anche per loro, è beatitudine già per noi?

Io ho imparato a fidarmi dopo che la vita mi ha messa con le spalle al muro e la fiducia mi è sembrata la via più ragionevole, la via che oggi alla domanda: “sono felice?” Mi fa rispondere: “Si! Lo sono!” E addirittura ringrazio il Cielo che mi ha tolto tanto, ma per darmi ancora di più!

E chissà…. certe volte penso che queste cose le capiamo solo quando siamo con le spalle al muro!

Mistero anche questo, da vivere!

M. Céline C.

Nata in un piccolo paese, si trasferisce in diverse città d’Italia per studio e per lavoro. Da sempre amante dell’arte e della poesia. Moglie, madre, lavora in tutt’altro ambito ma prepotentemente la passione per la scrittura ogni tanto si riappropria di uno spazio importante. M.Céline C. ha un’autentica passione per le relazioni umane. Fondamentalmente disobbediente, diretta, schietta. I suoi brani mostrano sempre quella “sicura insicurezza” che da sempre sperimenta nella vita.