Mercoledì 15 novembre – Toccare

14 Nov 2017   •   Blog  •  Oggi nel Vangelo

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

Gesù prima di redimere il male lo attraversa per redimerlo. Incontra ogni male e per questo il male – per non essere redento, cioè annullato – non lo vuole toccare: rimane a distanza. Perché la differenza tra Dio che ama e il demonio che danna è proprio questa: Gesù, col Padre, viene incontro; il demonio lascia la solitudine e tiene a distanza. Farsi redimere è fare come quel lebbroso che esce dalla propria solitudine e chiede di essere guarito, non solo lui, non chiede solo per sé, ma anche per i compagni.

  • Iris

    La gratitudine arriva da chi non ti aspetteresti. In questo caso di nuovo un uomo di Samaria, i separati per eccellenza. Il buon samaritano è il personaggio della più bella parabola sulla carità, la donna di Samaria è stata la protagonista di una mirabile conversazione con Gesù,ed ora un lebbroso guarito, torna indietro e si prostra davanti a Gesù per ringraziarlo e rendere tramite Lui, lode a Dio. Veramente gli ultimi saranno i primi.

  • M.Céline C.

    La bellezza è proprio nella richiesta per i propri compagni. È lì che la tua solitudine viene trasformata da Lui.

  • AcquaChiara

    La gratitudine è il segno di chi sa apprezzare i doni che riceve