FarodiRoma – In nome delle figlie

14 Nov 2017   •   Articoli  •  Blog

L’outing di Asia Argento pare aver aperto il coperchio dello schifo. Prima l’hasthtag #quellavoltache, poi Kevin Spacey, poi Fausto Brizzi con il tweet di Asia Argento che gli dice “querelaci tutte”, poi, ultimo nel tempo ma primo nell’osceno, il caso di don Guidotti, il prete che dice alla ragazza 17enne violentata “ti sballi e dovrei provare pietà?”. Queste parole non “fanno discutere” come ho sentito dire da qualcuno, fanno indignare.

E vorrei partire proprio da lì, dalle dolorosissime parole di replica della mamma della ragazza. Questa signora, che vuole incontrare don Guidotti, dice “la colpa è di chi stupra, non della vittima”. Pare non ci voglia molto per dire l’ovvio eppure, lo abbiamo appena letto, non tutti ci riescono. Quella madre ci dà la ricetta giusta per porre fine a queste schifezze. Quando accade quello che è accaduto mettiamoci il nome di nostra figlia e lo chiameremo subito orrore. Se ci mettiamo il nome della nostra bimba, non ci capiterà più di parlare di violenze sessuali e di palpeggiamenti avvenuti sulla metro, poggiando la tazzina del caffè. Se ci sarà il nome di una persona che amiamo ci indigneremo, e non correremo il rischio di dire che succede “da sempre’”, che “quelli fanno così con le donne”. Perché certe cose sono l’orrore e quelli non sono “strani” ma sono carnefici.

Se all’orrore non mettiamo una faccia che amiamo, non sapremo dare il nome alle cose. La 17enne abusata a Bologna dovrà tornare alla vita normale e dipende da noi. Perché se quelli come don Guidotti potranno continuare a parlare tranquillamente, per lei e per sua madre, per la sua famiglia, non ci sarà più una vita normale.

Quando sei stuprata ti viene voglia di morire piuttosto che di vivere, invece la vita va avanti: ma che si viva davvero, che la vita continui e che continui pure bene, dipende da noi. La figlia della mamma che dice “la colpa è di chi stupra, non della vittima” dovrà ricominciare ad uscire, ad andare a scuola, a vedere le amiche, ad andare al cinema, a festeggiare, a vivere insomma. L’altra notte quella ragazza era a terra distesa a subire, non aveva difese, ma ora che è in piedi devi dirsi, glielo dobbiamo dire noi insieme alla madre, che non è colpevole di nulla. Non ha niente di cui farsi scusare o da cambiare di sé. Dovrà continuare a prendere l’ultimo autobus e a camminare da sola la notte e non dovrà sottomettersi all’infame pensiero che è in pericolo comportandosi così e che se le succede qualcosa è colpa sua perché doveva stare più attenta, essere più prudente. Tutto ciò sarà possibile se la aiuteremo: se non lasceremo sola quella ragazza. Se non avrà accanto noi, quella 17enne, chi avrà accanto per non essere costretta a vivere con orari da coprifuoco e vestita dell’armatura della vergogna?

Tratto da FaroDiRoma

  • Onda

    Una società moderna, dovrebbe far si che una donna possa sentirsi libera di camminare per strada dove e quando gli pare ,al pari di ogni maschio.La violenza contro le donne è impegno che riguarda tutti e tutte, in particolare chi si trova a ricoprire ruoli istituzionali. E significa avviare azioni di contrasto, protezione, prevenzione, sensibilizzazione con politiche attive e coerenti.
    Prima di tutto aiutare le vittime a rompere il silenzio. Per fare questo ciascuno deve fare la sua parte: le istituzioni, la società civile, il mondo della scuola e dell’università le televisioni pubbliche e private, i social media, soprattutto creare le condizioni perché se una vittima di violenza rompe il silenzio, non rischi di diventare un’altra volta vittima in un mondo che troppo spesso dice: se l’è cercata. Poi educare le giovani generazioni, le ragazze perché siano in grado di cogliere i segnali premonitoridi una relazione malata, violenta e se ne allontanino in tempo e denuncino.

  • psiche

    Oddio non è che anche quella madre abbia brillato nella vicenda. Dopotutto, anche se sicuramente è difficile seguire i figli adolescenti, la custodia di un minorenne spetta al genitore. Ma in questo mondo è certamente più comodo rimpallare le responsabilità a degli sconosciuti così magari ci si consola un po’ delle proprie mancanze. Nello sconcerto generale di chi scopre che, guarda un po’, esiste anche il male, e non tutti sono degli individui benintenzionati in questo mondo.

  • AcquaChiara

    Queste immagini fanno sempre rabbrividire e provo un senso di orrore e di schifo per la persona che come una bestia violenta la ragazza. (indipendentemente che sia o meno figlia o parente) La frase che più mi dispiace sentire è questa: ” La violenza e lo stupro ci sono stati da sempre”
    Vuol dire che alcuni uomini sono proprio delle bestie e dovrebbero vivere nello zoo e nelle gabbie di animali selvaggi”

  • Iris

    Lo stupro non è purtroppo l’ennesimo male dei nostri tempi. Senza scomodare gli autori classici, usare violenza sessuale era il massimo segno di disprezzo, di sottomissione, nei confronti dei popoli nemici. Per estensione, lo stupro è l’atto di disprezzo massimo verso una donna, che non uccide il corpo, ma sicuramente l’anima. Per tornare all’episodio,l’ennesimo,al di là di ciò che è stato detto, la cosa che vorrei sottolineare è la solitudine dei nostri ragazzi. Ascolto i loro discorsi sui mezzi pubblici, quando non chattano, e mi rendo conto di quanto vengano lasciati soli a se stessi. Questa iperprotezione dei genitori che pensano di controllarli tramite telefonino, è solo un bluff. Non li ascoltano, non li vedono, non mettono paletti perchè loro sono i primi a non volerli. I figli hanno bisogno di essere contenuti, perchè senza regole non c’è libertà, senza limiti c’è solo il male, morale e fisico. Questa vita mordi e fuggi, questo consumismo senza freni, questa importanza di apparire e avere e non di essere, rende i nostri figli vittime di un meccanismo perverso che li travolgerà. A ciò si aggiunge la mancanza totale di ideali, di un progetto di vita, perchè oggi viviamo immersi nella precarietà. E’ difficile dire ai ragazzi: “Non lasciatevi rubare la speranza!” Quando parlo a mio figlio in questo modo, scuote la testa e non mi risponde nemmeno!

  • M.Céline C.

    Faccio una riflessione. La questione fa emergere con prepotenza l’eccessiva importanza che questa società dà alle parole, ai commenti sui social. Cioè siamo arrivati a giudicare una persona per le parole che pronuncia e mi faccio giudicare, determinare, dalle parole che uno usa per giudicarmi.
    Qui credo che il sacerdote e la ragazza abbiano solo bisogno di guardarsi negli occhi un attimo, da soli, per rimettere ogni cosa a posto con un abbraccio vero, senza bisogno di striscioni, scritte sui muri, fazioni virtuali e non.
    È uno spettacolo triste che si aggiunge alla gravità di uno stupro.
    Io non voglio difendere nessuno perché conosco poco i fatti ma ho l’impressione che questo parroco provi rabbia non giudizio. Rabbia perché crede che la ragazza,che lui sicuramente conosceva per poter usare quei toni, valga di più di un ambiente in cui si rischia e si subisce uno stupro. E lo stupratore vale di più di essere chiamato bestia. Questo credo…..che una società che condanna sempre e comunque non aiuti assolutamente ad arginare la violenza, anzi la favorisce, da qualsiasi lato si osservi la questione.
    Il male c’è, è innegabile ma riusciamo a chiederci come mai una persona ceda più di altre? Quanto male ha ricevuto uno stupratore per essere stupratore? Andiamo nelle carceri…..e ci renderemo conto che anche il peggior criminale è qualcuno che non ha mai ricevuto amore.
    Stessa questione vale per la ragazza. Sa che vale se si ubriaca spesso? Sa che la sua vita vale? Sa che la sua famiglia è un dono?
    Qualcuno glielo ricorda costantemente?

    È da qui che si riparte, non dalle fazioni. È dall’accompagnare la ragazza da don Guidotti per capire perché lui ce l’abbia così a cuore da esplodere in un commento del genere.

    Prego perché i due si parlino.

  • Onda

    Mi dispiace stai continuando tu a giudicare la ragazza come hanno fatto in tanti ,usi le stesse parole che ha detto il parroco giustifichi lui e peggio lo strupatore come uno a cui.manca amore?ritieni che la colpa sia di.lei che si ubriacava?Ha proprio ragione don Mauro nell articolo,la ragazza non ha nulla da farsi scusare!se fosse una tua figlia avresti parlato cosi?Rifletti bene!

  • Onda

    Lo strupo non avviene perche i ragazzi vengono lasciati soli,ma perché in giro c è gente che crede che una donna sia un oggetto e lo si può possedere come si vuole.Non credo che i ragazzi non abbiano ideali,o che siano per la vita mordi e fuggi conosco tanti bravi ragazzi che studiano,intelligenti e pieni di amore per la vita,i ragazzi non sono senza valori!

  • Onda

    Bellissimo commento di donna intelligente e saggia.Sempre un piacere leggeri!

  • Onda

    Che c entra ora la mamma,povera donna!Che ne sai scusa del suo dolore?Mettiti al suo posto, come dice don Mauro!

  • Renato Pierri

    Mauro, hai ragione. Come già ho detto non c’è niente di più schifoso, obbrobrioso, abominevole, quando avviene una violenza carnale, di fare il processo alla vittima anziché unicamente al carnefice. Un pensiero del genere non potrebbe mai passarmi per la testa. Mi sentirei una schifezza d’uomo.

  • M.Céline C.

    Onda sei sicura di aver letto tutto con attenzione? Scusami. …credo di non meritare il tuo commento ma lo rispetto, se è quello che pensi di quello che ho scritto.

  • psiche

    Giudicare l’intimo delle persone è una cosa che io non mi permetto di fare ma solitamente quando un minorenne si trova di notte in situazione di pericolo scatta l’attenzione ai servizi sociali alla famiglia. Che è la prima a rispondere del minore .

  • psiche

    In realtà ho letto un articolo in cui si diceva che il sacerdote successivamente si è scusato e che probabilmente se quella ragazza fosse stata una sua parrocchiana non avrebbe usato le stesse parole. Quindi io ho capito che non si conoscessero. Quello che invece convintamente penso è che tutta questa attenzione per questo sacerdote è solo un modo per distrarre l’attenzione dal nocciolo del problema

  • M.Céline C.

    Penso anch’io che la cosa sia stata molto strumentalizzata.

  • Onda

    Mi scuso, ma per me non si devono dare giustificazioni ad una violenza, dal commento sembra tu dai una giustificazione a tutti,cosi non ci sono colpevoli!Il fatto è che purtroppo noi donne dovremmo essere solidali tra di noi e non lo siamo.Mi sta bene il fatto che si incontri con il parroco,che si chiariscano.Non dobbiamo colpevolizzare nessuno, qui c è uno strupo su una ragazzina

  • Onda

    Ha avuto solo paura dopo che il vescovo l ha ripreso,per cui solo dopo si è scusato,poi certo può darsi che si sia un po strumentalizzata la cosa ma lo strupo rimane!

  • Onda

    Ed aggiungo Renato che cio è avvenuto ed avviene anche da parte delle donne,che non dimostrano nessuna solidarietà verso le vittime,ed è ancora peggio!

  • Onda

    Ho scritto su e sono convinta che tutti devono fare la loro parte nel prevenire il fenomeno scuola,famiglia, le istituzioni

  • Iris

    Purtroppo i ragazzi di cui tu parli sono una minoranza,ed è una fortuna che ci siano! Lo stupro è per me un’altra delle conseguenze della solitudine dei ragazzi. Sperando che cambino certe mentalità qualcuno dovrà pur dire ai ragazzi,in questo caso alle ragazze, di essere prudenti,di non azzardare comportamenti a rischio,che lo sballo fa malissimo,non è senza conseguenze,non è divertimento. Anzi io proporrei una riflessione su cos’ è oggi il divertimento per i giovani,perché li vedo ridere poco,sempre arrabbiati,aggressivi, eppure hanno il triplo di quello che avevamo noi. O forse il motivo è questo?

  • Iris

    Cara Celine,proprio perché i social amplificano e strumentalizzano,bisogna essere prudenti nell’esprimere giudizi o fare commenti. Sinceramente non penso che la ragazza o il sacerdote abbiano voglia di parlarsi o abbracciarsi,facendo dichiarazioni d’amore.

  • :)

  • @disqus_9YyCyrsfmG:disqus

    Anch’io @@mcelinec:disqus penso che il problema non siano i social ma quello che c’è nel cuore dell’uomo. I social sono semplicemente come una lente d’ingrandimento. Se ho una macchia sulla camicia con la luce del sole si vede meglio ma, ovviamente, il problema non è del sole.
    Buona giornata e grazie della tua bellissima lettera che abbiamo pubblicato oggi

  • Onda

    Io non voglio trovare giustificazioni per lo strupatore,chi strupa ha solo l idea che una donna sia un oggetto,che se gira in minigonna è da strupare.La solitudine dei ragazzi è un discorso a parte,nessuno è autorizzato a strupare una ragazza sola,una ragazza deve essere libera di girare dove vuole anche da sola,non ci sono giustificazioni ad uno strupo,è solo una enorme schifezza come la definisce don Mauro.

  • M.Céline C.

    Grazie a te per averla pubblicata!

  • psiche

    Non mi pare nessuno abbia difeso o giustificato uno stupratrore.

  • AcquaChiara

    grazie Onda

  • M.Céline C.

    Indubbiamente il male è nel cuore dell’uomo ma penso che il modo in cui viviamo e ci relazioniamo possa condizionare il “diffondersi “del male stesso e per questo io auspico una maggiore responsabilità anche nell’uso di certi mezzi.

    Poi rifletto anche sulla differenza tra giudizio e condanna. Non hanno la stessa accezione.
    Sui social percepisco spesso la condanna definitiva che squalifica completamente la persona mentre il giudizio può far crescere…..può essere condiviso e accolto e può aiutare a mettersi in discussione.

  • psiche

    Allora facciamo un esempio. Nessuno, se io lascio un portafoglio pieno di banconote e aperto su un tavolo, deve approfittarne e rubarmi i soldi. Però i ladri esistono. ..E io sinceramente cerco di tenermi bene stretto il portafoglio, specialmente in determinate situazioni (autobus, luoghi affollati ecc.). Non lo faccio per un mio “senso morale”, non avrei nessuna colpa nel tenere il mio portafoglio in vista. Nessuno mi additerebbe come un individuo “provocatore di ladri”. Vigilo il mio portafoglio semplicemente perché non voglio ritrovarmi senza soldi. Anche Gesù dice che in genere chi opera il male opera di notte, per non essere visto… Quindi non mi sentirei di consigliare a una ragazza di andare in giro da sola la notte, magari bevendo, ma non perché ritenga questa una cosa sconveniente ma avrei paura che la ragazza incontrasse dei malintenzionati o andasse incontro a dei pericoli (da ubriachi ci si può anche non accorgersi del tram che sta passando, senza pensare esclusivamente agli stupratori). Mi pare una cosa tutto sommato piuttosto semplice. D’altronde i minorenni non possono acquistare alcolici. È una legge, non è una mia opinione. Gli adulti sono tenuti a vigilare sulla sicurezza dei minorenni. E i minorenni, che stanno per compiere 18 anni, dovrebbero pensare che forse non riusciranno nemmeno a identificare e far trovare alla polizia un approfittatore di cui non sanno nemmeno il nome, anche se naturalmente mi auguro che la polizia riesca a fare un buon lavoro.

  • Onda

    Ed invece indirettamente l avete fatto un po tutti,anche giustificando il prete,dicendo che lo strupatore ha bisogno di amore,che la mamma doveva stare attenta alla figlia.Rileggendo i commenti delle donne del blog,mi cadono le braccia(Come dice spesso Renato e l ho scritto apertamente a ciascuna di voi)Non ho letto nessuna solidarietà,solo giustificazioni per il prete,la ragazza ha colpa di essere uscita da sola,di aver bevuto…..voi tutte l avete scritto..da donne.

  • psiche

    Mi spiace tu abbia interpretato così. Uscire da sole non è una colpa: è un’imprudenza. Penso che nessuno consiglierebbe alla propria figlia di passare la notte fuori con degli sconosciuti. Via, non penso sia difficile capirlo. I ragazzi tante volte non sono consapevoli dei pericoli cui vanno incontro : gli adulti dovrebbero essere lì per questo. Eh sì, mi dispiace molto che questa ragazza sia andata incontro a questa triste esperienza, anche e soprattutto per colpa di chi non ha saputo proteggerla. Che nessun uomo infine sia giustificato ad abusare di una donna mi sembra una cosa talmente ovvia che non dovrebbe nemmeno esserci bisogno di dirlo. Non penso ci sia da aggiungere altro.

  • Onda

    Aggiungo e nessuno giustificherebbe uno strupatore,se fosse la propria figlia.Con te c è feeling,ti sento uomo!Chissa….Grazie!

  • Renato Pierri

    Una lettera non mia apparsa oggi sul blog “Italians – Corrirere della Sera:

    Seppelliamoli con una risata!
    risponde Beppe Severgnini

    Caro Beppe, cari Italians, a seguire proverò a sintetizzare i processi mentali di molti – troppi? – maschi. E di non poche femmine, orgogliosamente schierate al loro fianco. “Perché i giornali ci assillano con ‘sto femminicidio? Chiamiamolo con il suo nome, omicidio, e chiudiamo coi titoloni a effetto, per creare un caso che non c’è. È ora di finirla con queste discriminazioni al contrario”. “E le molestie? Piantiamola di esagerare, per favore. Che se uno ve la chiede, intanto voi signore vi dovreste sentire lusingate, perché è sempre meglio molestata che schifata, e poi cosa rompete? Potete sempre negargliela, e amici come prima”. “Uno vi può stroncare la carriera, dite? E perché mai? Perché c’è chi dice sì? Ecchessará mai! È sempre andata così… Non vi lamentate, che state sedute sopra un tesoro, e vi basta saperlo gestire bene per farne di strada… Ed è tutta in discesa!”. “Come? Tu non ti vuoi abbassare? Presuntuosetta… Non ammetti di essere surclassata da una che ha meno di un decimo dei tuoi neuroni, ma non usa quelli per fare carriera? Be’, carina, se sei nata con la scopa nel [email protected]@o non è mica colpa degli altri… Hai la bellezza? Usala!”. “Non ce l’hai? Fatti tuoi. Il mondo va così, la fortuna è cieca, ma gli uomini no. Prova con la chirurgia estetica, semmai. Ahahah”. “Non è giusto che qualsiasi cretino si creda in diritto di importunarti solo perché sei bella? Ti dà fastidio la becera attenzione di docenti, capufficio e maschi di potere in generale? Quanto la fai lunga… Prendili come complimenti!”. “Però, se non vuoi essere violentata, non uscire la sera da sola, se non vuoi essere tastata non prendere i mezzi pubblici quando sono pieni, e se vuoi essere rispettata vesti in modo modesto, senza truccarti troppo”. “Non vuoi essere considerata una puttanella? Fai la brava. Non rivendicare il diritto alla tua sessualità. Che poi, se sei così aggressiva, il maschio si inibisce. Poi finisce che i bambini li fanno solo gli arabi, e allora sì che stiamo freschi!”. Meglio seppellirli con una risata…
    Valentina Carli, [email protected]