IlSussidiario – TRANS UCCISO A ROMA/ Nella capitale degrado e violenza vincono per colpa nostra

13 Nov 2017   •   Articoli  •  Blog

A Roma, due omicidi con la stessa mano: quella che pugnala al cuore. Il colpevole sarebbe un 35enne romano che prima ha accoltellato una transessuale all’Eur e poi un giovane cittadino straniero nella zona della stazione Tiburtina. I fatti di cronaca nera a Roma paiono moltiplicarsi in modo vertiginoso. A partire da quest’estate, con lo sgombero di migranti che avevano occupato abusivamente un edificio nei pressi della Stazione Termini e che poi si erano insediati a Piazza della Repubblica, sembra che le notizie di risse, pestaggi tra romani e romani, tra romani e stranieri, tra stranieri di diverse etnie nella capitale e nei suoi dintorni siano ormai una cronaca quotidiana che dà l’impressione, purtroppo sempre più reale, di una città allo sbando, dove degrado, sporcizia e violenza vincono. A Roma si assiste, ogni giorno, a un generale imbarbarimento della società civile, a una diffusa indifferenza verso l’incuria diffusa. La sporcizia e l’arroganza sono all’ordine del giorno e vanno da episodi piccoli come quelli di una coda non rispettata alla posta a episodi gravissimi come quelli dei due omicidi appena raccontati.
Dare tutte la colpe alla sindaca Raggi sarebbe semplice ma menzognero perché l’incapacità – per quanto straordinaria – di una sola persona e di un solo gruppo politico non sono in grado di ottenere risultati tanto disastrosi.
Visto che siamo a Roma rifugiamoci nel latino. I fondatori della città dicevano che “laeta domus laeti habitantes”, e cioè una casa lieta, decorosa, rende lieti gli abitanti. Applicato alla città significa che una città lasciata senza regole di vita rende cupi, sospettosi, indifferenti e rancorosi i suoi abitanti.
Dare tutte le colpe alla sindaca significa trovare un capro espiatorio ma non andare alla radice dei problemi. La democrazia è la forma di governo più difficile perché chiama i cittadini ad una corresponsabilità che parte dal diritto-dovere del voto, fino al coinvolgemento in quell’etica civile per cui ciò che accade all’altro, al mio quartiere, alla mia città, è cosa che mi tocca anche se non tocca immediatamente un mio preciso interesse.
Puntare il dito, dare la colpa all’immigrazione, alla politica, alla corruzione, e non sporcarsi le mani per le cartacce che stazionano davanti ai nostri marciapiedi, è accoltellare al cuore Roma in modo non troppo diverso da come ha fatto il 35enne dell’Eur e della Tiburtina. Roma è un banco di prova per l’Italia e lo è in particolare per la questione della legalità. La capitale è la città italiana più complessa non solo perché più numerosa ma anche perché è la metropoli dove sono evidentemente più presenti razze, religioni, convinzioni e classi sociali diverse e lontane. Il connettivo forte che, nel rispetto della legge, non si sta trovando, sta spingendo la città verso una Babele che è sul punto di crollare. La prima emergenza è quella della legalità perché essa, trovando punti di incontro e di mediazione, riduce la complessità e media tra convinzione antitetiche. Finora la cultura dell’italianità superava le lacune della nostra evidente scarsa sensibilità alla legalità. Con la crescita degli stranieri e delle diversità, con l’assottigliarsi quindi del patrimonio comune storico e culturale del nostro paese, solo l’attenzione alla legge può permetterci di sopravvivere.

Tratto da ilsussidiario.net

  • Iris

    Abbiamo perso ogni senso civico. Ci lamentiamo ma poi pensiamo:tanto peggio tanto meglio. Roma è sempre stata la vetrina e la mangiatoia della politica. Essere sindaco di Roma è considerato il trampolino di lancio per palazzo Chigi. Ai politici non interessa il bene della gente,interessa solo consenso e voti.La politica è affarismo e non missione. Coloro che dovrebbero essere i primi a rispettare le regole sono i primi a trasgredirle e la mancata certezza della pena dà a tutti un senso di onnipotenza e menefreghismo. Mafia Capitale è stato un evento gravissimo e dubito sia finita qui.Ostia è in mano a malavitosi. La soluzione? La ignoro. Roma è diventata il simbolo dello sfascio generale dell’Italia.

  • Betulla

    Infatti, Iris dici bene nell’individuare I vari inciuci come mafia capitale, e non assolverli da questa . E i fatti di Ostia , ne sono la prova schiacciante. La piovra, vive e si alimenta, della miseria e del degrado in cui la persona viene ridotta dal mal governo, sostituendosi ad essa con gli unici mezzi , facili ,che ha a disposizione , la corruzione, che con i suoi viscidi tentacoli afferra e fa propri , appunto : “Cosa loro”.

  • AcquaChiara

    Attualmente vi è degrado e violenza in quasi tutte le città.Si è diventati indifferenti e sospettosi; vi è una tale confusione in giro e non si discerne più il senso civico ,dal male. Esiste uno status simbolico fatto di omertà e silenzio. .Vorremmo che il mondo cambiasse in meglio.Ci spaventano le brutte notizie ma preghiamo e siamo in attesa che qualcosa cambierà, quando?Essere cittadini non è solo un diritto è soprattutto un dovere di ciascuno quello di rendersi consapevole che dobbiamo vivere in una città bella e pulita, migliorando il nostro modo di vivere, di rapportarci con gli altri e con l’ambiente con rispetto, onestà e gratitudine.

  • Onda

    Ho sempre pensato che il degrado inizi nei nostri condomini,nel non rispetto dell àmbiente,del verde,in ogni posto che teniamo nel degrado e poi si estende a tutto il resto, ogni cittadino è responsabile!la collettività,la mancanza di legalità e la mafia,un mix distruttivo!