
Mercoledì 20 Settembre – E’ solo una questione di amore
In quel tempo, il Signore disse: «A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”. È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”. Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli». Lc 7,31-35
Se un bambino non gioca, ci si preoccupa, perché vuol dire che qualcosa non va: sta male oppure si sente isolato dagli altri. Se un bambino non è capace di condividere ed esprimere emozioni, ci si allarma, perché ciò è sintomo di un trauma o di un problema psicologico, di una chiusura dentro la quale, con delicatezza, bisogna cercare di entrare. Con la medesima preoccupazione materna mista a triste ironia, Gesù guarda all’umanità che non crede. Non crede e non riesce a seguire né l’austerità di Giovanni Battista, né la gioia del Figlio dell’uomo: perché è bene sapere che in fatto di fede, non è questione di aderire ad una linea, tradizionalista o meno che sia: ma è solo una questione di amore che tutto accoglie, tutto spera, tutto.

