IlGiornale.it – Sempre meno nozze in chiesa. Le unioni gay verso l’aggancio

12 Ago 2017   •   Blog  •  Scritti segnalati dal blog

Un articolo pubblicato il 10 agosto su Il Giornale per alimentare il dibattito in vista della puntata di La vita in diretta del 14 agosto dove interverrò a proposito del calo dei matrimoni religiosi collegato all’aumento delle unioni civili. Grazie per le vostre riflessioni che mi sono preziosissime in vista di lunedì

Nei primi sei mesi dell’anno solo 245 matrimoni religiosi: erano 295 nel 2016. Gli sposi omosex arrivano a 214

Se Milano sotto tanti punti di vista è ritenuta la città che anticipa le tendenze del Paese, forse l’anno zero dello scambio d’anelli davanti a un sacerdote non è davvero così lontano. I matrimoni religiosi registrati presso l’Anagrafe del Comune di Milano da gennaio allo scorso 30 giugno risultano solo 245, una quarantina al mese. Sono anche meno del 2016, quando nei primi sei mesi i sì pronuncianti in chiesa risultavano 295 e si arrivò a fine anno a quota 863. Sono in lieve calo anche i matrimoni civili (1006 contro i 1.077 da gennaio al 30 giugno del 2016) ma ormai non si può più parlare solo di sorpasso: il rito in Comune batte quello religioso quattro a uno.

«Gli sposi novelli io li chiamo i coraggiosi, perchè ci vuole coraggio per sposarsi e farlo per tutta la vita» aveva ammesso persino Papa Francesco lo scorso 28 dicembre all’udienza generale in Vaticano. E la resistenza a impegnarsi davanti a Dio nella città della Madonnina è un fenomeno da approfondire. Tocca confrontarlo con un altro contatore che iniziava a girare l’anno scorso, proprio in questi giorni. Il 5 agosto alle ore 13 Beppe Sala ha celebrato le prime nozze gay nella storia di Milano definendole «un momento storico». Arrivò primo tra i sindaci delle grandi città. Dall’estate a fine anno sono state poi 225 le unioni civili celebrate a Palazzo Reale, davanti al Duomo, 46 tra coppie di donne e 179 unioni tra uomini. Quest’anno, da gennaio al 30 giugno, il bilancio è già a quota 214 – uno scarto minimo rispetto alle cerimonie davanti all’altare -, con 47 «sì» tra femmine e 167 tra maschi. Analizzando la fotografia dei 1.251 matrimoni milanesi – religiosi e civili – celebrati da inizio anno, 790 volte entrambi gli sposi erano italiani, in 329 casi si è trattato di coppie miste e in 132 casi di matrimoni tra stranieri. Un trend più o meno consolidato negli ultimi tre anni.

E sono più che raddoppiate in due anni le separazioni e divorzi low cost in Comune. Dal dicembre del 2014 è possibile dirsi addio in modo consensuale davanti a un ufficiale di stato civile (senza essere assistiti da un avvocato, a patto che la coppia non abbia figli minori o con handicap gravi) pagando solo i 16 euro delle spese di segreteria. Nei primi sei mesi del 2015, vuoi la novità ancora da «carburare», il Comune registrò solo 196 atti (75 separazioni e 121 divorzi). L’anno scorso a giugno erano già 434 (112 separazioni e 322 divorzi) e a fine anno arrivarono quasi a quota ottocento. Dallo scorso gennaio al 30 giugno l’Anagrafe ha già «archiviato» 458 casi (157 separazioni e 301 divorzi). Sono 111 invece le coppie che hanno scelto la strada (più onerosa) della separazione con negoziazione assistita e 122 quella del divorzio assistito, anche in questo caso non bisogna andare in tribunale ma la presenza dell’avvocato fa salire i costi.

Un altro tribunale ha molto da fare, quello ecclesiastico. In due anni tra 2015 e 2016 la Sacra Rota di Milano ha annullato, in prima o in seconda istanza, 380 matrimoni (le richieste arrivavano anche da altre diocesi lombarde). Nella maggior parte dei casi il legame viene dissolto incapacità psichica, esclusione della prole, esclusione della fedeltà, in un caso accolto nel 2015 anche per impotenza.

 

  • Ciro

    Buongiorno. Se ho ben compreso sono 214 i matrimoni gay celebrati a Milano nei primi 6 mesi dell’anno in corso. Invece sono 245 quelli religiosi nello stesso periodo e 1006 quelli eterosessuali civili. Dunque il rapporto è tra i 214 matrimoni omosessuali e circa 1250 eterosessuali tra religiosi e civili dunque circa 1 a 6. Non credo però che si tratti di una proporzione realistica poiché mentre quelli eterosessuali sono grossomodo il numero che stoicamente si ripropone ogni anno pur con delle oscillazioni significative, l’exploit dei matrimoni gay è il dato del primo anno di vigenza della relativa legge che si attendeva da tempo. Bisogna vedere se il trend dei matrimoni gay sarà in linea con il dato di questo primo anno oppure si ridurrà come credo.

  • @disqus_7oVfluk57z:disqus

    Condivido la considerazione statistica: non mi sembra invece corretto parlare di “matrimoni gay” visto che sono unioni civili. Ho spiegato la mia convinzione di fondo, in questo ambito, qui:

    https://mauroleonardi.it/2016/05/13/huffington-post-unioni-civili-il-problema-e-un-altro-sposarsi-oggi-e-uno-sport-estremo/

  • UnCireneo

    La diminuzione dei matrimoni religiosi denota il progressivo allontanamento dalla fede da parte di tante persone.
    Lo si vede anche dalla crescente tristezza delle persone, ricolme di rabbia e senza speranza.
    Se avessero conosciuto il Signore saprebbero che è Lui che si fa garante del ‘per sempre’ poiché nulla di umano può ragionevolmente offrirlo. Ma proprio per questo è credibile e richiede una costante relazione con il Signore.

    Le unioni civili, eterosessuali e ancor di più eterosessuali, con la compravendita di ovuli, placente e bambini sono espressione della perversione del cuore e della ragione che si sono allontanate da Dio.

  • Betulla

    Concordo con quanto hai esposto.

  • Paola

    Su Il Foglie di ieri c’è un nell’articolo di Luca Del Pozzo, “Quando è nato il vaffa day. È il 1968. L’anno in cui la rivolta contro Dio divenne un fenomeno di massa e travolse la famiglia, la Chiesa, la scuola è il sesso. Oggi tocchiamo con mano i risultati”.
    Il mio principe stamattina lo ha segnalato a don Mauro.

  • Betulla

    Si, è vero che le persone appaiono tristi, e anche arrabbiate, proprio perché senza speranza. e chi si allontana da Dio e si fa dio è e resterà un uomo solo e isolato nel suo mondo chiuso e autoreferenziale.

  • Paola

    In sintesi il 68 è l’anno della contestazione, della cesura storica. Una sorta di secondo rinascimento che fissa la fuoriuscita della società dal medioevo asfissiante e repressivo della famiglia, della scuola e dei costumi tradizionali per entrare finalmente nell’era della libertà e dell’autonomia. Lì comincia anche il processo di progressiva emancipazione dell’uomo da Dio.

  • Paola

    Le radici cristiane della società sono state progressivamente soppiantate da un laicismo virulento che ha relativizzato ogni ambito facendo dell’uomo, di ogni singolo uomo, la misura di tutte le cose.

  • Paola

    Questa una possibile risposta al calo dei matrimoni religiosi.

  • Ciro

    Caro Don Mauro la precisazione di matrimonio gay è indispensabile in tale contesto altrimenti, usando in vece, il termine unione civile, non si possono premettere le differenze numeriche relativamente ai diversi tipi di matrimoni, e mal si comprenderebbero le conclusioni che pur condividi.

  • UnCireneo

    Paola,
    Buon pomeriggio.
    Mi sembra che facciamo, insieme ad altre persone, la medesima diagnosi.

    Tu ne fai anche una ricostruzione storica. Mi permetto di segnalarti un punto ed aggiungere un elemento, che se non ben capito, rischia di suscitare polemica mentre non dovrebbe.

    I punto.
    Nella tua ricostruzione storica trascuri un evento molto importante che ha acceso le polveri alla contestazione del 1968 con ciò che ne è seguito e che ci ha portato ad oggi: il Concilio Vaticano II.
    Sono pochi i testi che trattano il 1968 ed il CVII. Chi lo fa segnala che la contestazione è nata nelle Università religiose, in particolare alla Cattolica di Milano, animata dallo spirito del Concilio al quale seguì un abbandono di massa di tanti seminaristi.

  • Ciro

    Infatti uso la differente antitesi tra matrimoni omosessuali ( ovviamente tutti civili) e matrimoni eterosessuali ( religiosi e civili) …..

  • UnCireneo

    Il secondo elemento, collegato al primo, è che è cambiato, in peggio, il ruolo della donna.

    La donna è sempre stata il perno della famiglia, l’anima, la forza, l’essenza più nobile e profonda. L’aver voluto stravolgere ciò che era la donna per farla un alter-ego dell’uomo, ovvero abbruttita come l’uomo da potere, sete di denaro, ricerca del sesso per il sesso, in una costante contrapposizione con l’uomo, ha fatto male a tutti, donna, uomo e famiglia.

    La crisi della famiglia è la crisi di identità della donna, dell’uomo che ha sempre tratto la sua apparente forza dalla donna, e dei figli che si sono nutriti dell’amore, della presenza, della solidità emotiva e affettiva della mamma. Che lungi dall’essere un concetto antropologico è la vita è l’anima del mondo, il riflesso più puro della lamisericordia di Do nel mondo.

    Non voglio suggerire un ritorno al passato tout-court: vorrei però che la donna e la società si rendessero conto che questo tipo di libertà è falsa e alienante della vera dignità della donna. So di tante donne scontente di questa qualità di vita, di questo precariato economico e spirituale, di queste licenze sessuali avvilenti.

    Valorizzare la famiglia e specialmente la famiglia cristiana è riflettere senza pregiudizi né ideologie sul ruolo della donna. Una riflessione che deve avere per protagonista certamente la donna ma anche l’uomo: basta con questa sterile contrapposizione che porta solo alla morte della famiglia, come mostrano i dati.

  • UnCireneo

    È così: allontanarsi da Dio è perdere la gioia di un Padre che ci ama e ci aspetta ogni giorno sull’uscio di casa.

    Mi sento di dire che tutti noi, laici credenti e sacerdoti, siamo in parte responsabili per riflettere in maniera insufficiente la bellezza e la gioia di questo incontro.

    Prima di ogni regola e di ogni Legge c’è l’amore di un incontro, la bellezza irrinunciabile di un Volto.

  • Onda

    Ragionamento tipico maschilista il tuo,che c entra il ruolo della donna?

  • Onda

    La crisi di identità della donna è la causa del calo dei matrimoni?che dici?

  • Ciro

    Grazie per il link…interessante

  • Onda

    Io credo che il matrimonio in chiesa sia qualcosa di piu radicale rispetto a quello civile,dovrebbe durare quanta l intera vita della coppia,è un alleanza,benedetta da Dio,è sacramento.Si ha anche paura di mettersi in gioco,chiama in causa Dio,è una scommessa su un amore per tutta la vita.Invece quello civile riguarda leggi umane a cui attenersi fa meno paura.Ma comunque sta andando in voga la convivenza,ormai i figli di una coppia convivente possono essere riconosciuti dal Padre,c è il nuovo patto sulla convivenza sui diritti del compagno/a,non ci sono soldi per pagare casa,mobili,cerimonia,bomboniere e si sta assieme cosi,in un preludio di matrimonio

  • Paola

    Hai ragione! L’articolo ne parla. I seminaristi che hanno abbandonato l’abito per andare nelle fabbriche.

  • Paola

    Anche questa riflessione sulla sessualità è presente nell’articolo citato.

  • Paola

    La famiglia è una roba tostissima da mandare avanti. Con tutta la fede, i denari e l’intelligenza a disposizione. Un lavoro immenso. Solo che per fare un dottorato hai maestri e ricercatori che ti seguono e manuali da studiare. Per sposarti nulla di tutto questo.
    Questi giorni io mi sto leggendo un bel libro di Gottman, Intelligenza emotiva per la coppia. Si potrebbe dedicare ore ed ore a “studiare” come custodire e servire nella famiglia.

  • UnCireneo

    Paola, ho letto l’articolo di Del Pozzo: accurato, interessante, condivisibile. Un ottimo punto di partenza per una riflessione storica ma che abbia effetti anche sul presente.
    Non condivido la ricostruzione sul CVII. È vero che ci sono stati due Concili, uno dei Padri ed uno sui mass – media, che tante applicazioni sono state fantasiose – l’autore non si domanda e dunque non prova a rispondere sul perché sia accaduto, sul perché i Papi ed i Prefetti abbiano permesso questi scempi; se lo avesse fatto, la risposta sarebbe stata che è cambiata anche l’autorità del Papa ed il modo di esercitare il ministero petrino – ma si sono verificati errori ed ambiguità anche in alcuni documenti del CVII come lucidamente ha riconosciuto l’arcivescovo Athanasius Schneider in un recente documento pubblicato anche su questo blog.

  • UnCireneo

    Onda, non hai ben letto quello che ho scritto o non l’hai pienamente inteso.
    Di maschilista non c’è nulla ma solo il ricoscomento dell’importanza fondamentale della donna.

  • Onda

    Se questo era il senso mi scuso,ho frainteso,allora va bene cosi.Buon weekend!

  • Ciro

    Ciao Paola. Ciò che dici è sacrosanto. Nessun lavoro è proponibile senza adeguata preparazione. Mi permetto di evidenziare che, tuttavia, i miei 4 nonni e i miei genitori non hanno avuto nemmeno le opportunità formative che oggi si danno, come ad es la lettura di ottimi testi tra cui quello da te segnalato. Eppure sono stati tutti ottimi coniugi e straordinari genitori. Dove hanno imparato? Alla scuola del buon esempio che forse è mancato darsi alla nostra generazione. Non so se è una valutazione congruente ma credo che anche questo tassello possa inserirsi nel discorso.

  • Ciro

    Infatti la risposta che più frequente che ascoltiamo parlando mia moglie ed io con giovani conviventi ( figli di amici, amici dei nostri figli, ecc) è che non credono al matrimonio per i pessimi effetti di quello dei loro genitori. Le questioni economiche, abitative ecc pur sono citate ma come concause.

  • Ciro

    Condivido lo sviluppo dialettico degli interventi….molto interessante e da approfondire quello relativo alla influenza del CVII sulla società occidentale. Ho riletto 2 volte il commento circa la figura femminile e dopo averlo filtrato della traccia maschilista che pare avere, convengo che sia invece ben ponderato e vero e assoluta femminista

  • Purtroppo le foto della pagina sono per me mezzo cieco quasi illeggibili…

  • Paola

    Se lo Spirito Santo esiste però non permetterà che le colpe dei genitori ricadano sui figli. Non trovi?

  • Ciro

    Assolutamente si

  • Paola

    Che ti posso dire Ciro? Io cucino e studio. Due attività che amo fare. A parte baciarmi col principe. Così l’altro giorno ho fatto con le patate di Capalbio gli gnocchi, con Olivia; e studio libri sulla coppia. Insomma faccio famiglia con i pani e i pesci che ho (l’amore alla cucina e allo studio). I tuoi nonni avranno avuto la grazia di andare avanti con altri o i e pesci.

  • UnCireneo

    Grazie Ciro. Non credo vi sia nulla di maschilista nel riconoscere la centralità del ruolo della donna nel mondo, la sua forza, determinazione, intelligenza, affettuosita’ ma anche nel denunciare l’abbandono volontario di tutto ciò in favore di una contrapposizione ideologica con l’uomo.

    Il tentatore, che è furbo, ha affrontato subito l’osso duro nell’Eden, cioè la donna, che ha opposto una iniziale resistenza.
    Caduta la donna, in un attimo è caduto l’uomo che non ha opposto la benché minima resistenza.

    Le famiglie funzionano se vi è collaborazione tra uomo e donna e riconoscimento delle peculiarità di ognuno, mettendo i punti di forza a vantaggio dell’altro e facendoci sanare nelle proprie debolezze.
    Se la famiglia diventa lo specchio dell’amore Trinitario, essa vive e dà la vita. Altrimenti muore.

  • Ciro

    Il segreto non sta ne’ nello studio ne’ nelle patate, ma nei baci che dai al principe: gli stessi che i miei nonni si davano spesso davanti a noi nipoti

  • Ciro

    Sempre più d’accordo

  • Paola

    Veramente i miei figli ci sentono anche discutere fino alle 3 di notte …

  • Onda

    L amore fa il miracolo di tenere unita una coppia,non penso ci voglia altro.Bella risposta Ciro.Buongiorno sono le 00,6.

  • Onda

    Anche io

  • Ciro

    Buon giorno e buona domenica

  • Betulla

    Analisi che condivido in pieno. Equilibrata e corretta storicamente . Grazie Un Cireneo.

  • Betulla

    E se ti può consolare, aggiungo che i genitori non finiscono mai di esserlo e di essere fonte e punto di forza per i propri figli. la strada è appassionante, intrigante, a volte tortuosa, ed è cosi per tutta la vita e oltre.

  • Betulla

    E’ vero Ciro, ma è vero pure che al tempo dei nostri nonni c’era intorno una comunità sociale che condivideva e lottava per vivere i principi sani della vita….poi a poco a poco le filosofie esistenzialiste e in seguito relativiste e oggi decostruzioniste hanno demolito lentamente attraendo con quel fascino radical-chic uno spaccato dell’intellighentia che ha retto la regia di questo palcoscenico contemporaneo.

  • Betulla

    E’ vero.

  • Betulla

    Stupendo!!

  • Betulla

    E’ proprio cosi, ahimè!

  • Betulla

    Bisogna volerlo, e per volerlo, ci devi credere, e per credere in qualcosa che vuoi portare avanti ci vogliono le testimonianze.

  • Betulla

    E’ questo che dovremmo portare avanti ciascuno di noi, giorno per giorno e diffondere intorno . E non è una passeggiata!

  • Confermo che l’argomento della puntata di domani de La vita in diretta sarà, in pratica, questo articolo de Il Giornale. Ne parleremo assieme ai conduttori a Marta Flavi, Rossella Izzo e qualche altro ospite.

  • Ciro

    Ottima sintesi grazie

  • Betulla

    Smack! ;-)

  • Ciro

    Smack per 2

  • UnCireneo

    È vero, è tutt’altro che una passeggiata. Talmente impegnativo che senza la Grazia, richiesta e donata, non si va molto lontano.