FarodiRoma – Donnarumma che lascia il Milan e l’Italia. Se a 18 anni non si hanno ideali

17 Giu 2017   •     •   18

Di tutte le parole che ho sentito a proposito del mancato rinnovo di Gigio Donnarumma ce n’è una che nessuno ha pronunciato, ed è quella della responsabilità verso il proprio paese.
L’ex-portiere del Milan con tutta probabilità andrà al Real Madrid per tantissimi soldi in più e per la possibilità di vincere fin da subito la Champions League. Tra chi ha difeso la scelta del neo diciottenne – perché questa è l’età del giocatore – c’è stato Billy Costacurta, uno degli “immortali” di sacchiana memoria. Come faceva quando era giocatore è andato direttamente al punto senza impastoiarsi nelle critiche a Mino Raiola: perché tutti sappiamo che il procuratore di Donnarumma è il procuratore di Donnarumma perché Donnarumma vuole che sia il suo procuratore. E quindi la decisione di non rinnovare è di Donnarumma non di Raiola.
Costacurta ha detto che l’ex numero uno milanista ha fatto bene perché si è comportato come un qualsiasi diciottenne che potendo scegliere di studiare ad Harvard, cioè nella migliore università del mondo, ci va perché non si accontenta di studiare in un’università che non è fra le prime dieci del mondo. Come il Milan che “attualmente non è tra le prime dieci squadre del mondo” (ipse dixit). Ma qui l’analogia di Costacurta fa acqua perché Donnarumma non è uno studente agli inizi dell’università ma un professionista agli inizi di una carriera brillantissima che seppur giovanissimo ha già fatto cose degne di nota e che è parte di un progetto nel quale persone rispettabilissime stanno investendo moltissime risorse e promettono di farlo per i prossimi anni.
Donnarumma non è un diciottenne che sta per fare la maturità ma un Amaldi che insieme ai ragazzi di via Panisperna ha fatto vincere il nobel all’Italia. Si dirà che Enrico Fermi, che capitanava quel gruppo, poi migrò negli Stati Uniti dove lì ebbe un ruolo decisivo nello sviluppo della fisica. Ma non possiamo dimenticare che la moglie di Fermi era ebrea e che nel 1938 anche in Italia era cominciata la campagna antisemita ed erano state introdotte le leggi raziali. In ogni caso il mio esempio vale quello che vale, e può anche sembrare eccessivo per l’ambito calcistico, ma a me non sembra esagerato. L’Italia può ripartire come paese non se impediamo ai migranti di venire ma se gli italiani decidono di rimanere e di rimboccarsi le maniche per la propria patria. Io non sto chiedendo a un calciatore di rovinarsi la carriera: mi sto indignando per un ragazzo di diciott’anni che viene in ogni caso già coperto d’oro, che ha dinnanzi a sé almeno vent’anni di carriera ai massimi livelli e che non decide di provare a credere per un paio d’anni in un programma di ripartenza di un club prestigioso. Se non prova lui a credere in un progetto che tenga gli italiani in Italia quale giovane, che davvero deve decidere se studiare in Italia o all’estero, lo farà mai? Donnarumma avrebbe potuto attendere due o tre anni per provare ad essere non solo come Buffon, Del Piero, Maldini o Totti – cioè delle bandiere: ma per provare a comprendere che è davvero grande chi prova ad impegnarsi per un bene comune che non è solo il bene “di tutti” ma il bene di ciascuno. Donnarumma compreso.

Tratto da FaroDiRoma

  • I soldi sono il primo motivo,poteva rinunciare,non era obbligato,certo migliorera nella sua professione è chiaro,ma i soldi inutile negarlo fanno gola,ha fatto bene,sara più ricco e fara esperienza in una bella squadra.Non dire don Mauro che è stato obbligato, lui ha detto si e firmato contratto.Gli faccio tanti auguri

  • Dodò

    Come è ben evidente non sono milanista ma mi permetto di fare una considerazione più calcistica. Condivido il suo punto di vista e la valutazione della situazione che fa, anche se mi sembra che il suo sia un discorso generale sui giovani italiani e sull’Italia che va ricostruita.
    Gigio è il portiere più forte della Serie A, e penso uno dei primi 3 nel mondo. Al Buffon di adesso gli fa una pernacchia e secondo me ha tutte le carte in regola per superare il capitano della nazionale e della Juve.
    Mi sembra un po’ presto dire che non sarà una bandiera: Del Piero prima di andare alla Juventus giocava al Padova, lo stesso Buffon nel Parma, Baggio non è una bandiera di nessuna squadra ma il codino è, per chiunque di noi italiani, il Divin Codino.
    C’è anche da dire che Buffon è andato via da un Parma campione della coppa Uefa (l’attuale Europa League) e, con tutto il rispetto per i rossoneri, il Milan è da anni che non raggiunge l’Europa.
    Donnarumma è un fenomeno che è professionista da poco. È ancora un lattante ma a mio avviso può decidere lui stesso (sono perfettamente d’accordo con il discorso di Raiola) di quale maglia diventare la bandiera: del Real, della Juve, dell’Inter, del Torino, della Roma. O, se non ha questo desiderio, di diventare la bandiera della nazionale italiana, come Baggio. A me basterebbe.
    Da juventina mi auguro che sostituisca Gigi già dalla prossima stagione. E mi auguro di non vedere mai più insulti contro di lui (dello stesso genere di quelli contro Gonzalo Higuain l’anno scorso) che sono semplicemente vergognosi.

  • sandokan

    Ma perché dobbiamo insegnare a Donnarumma come deve vivere e dove? Perché dobbiamo fissare una regola che non esiste per un ragazzo di 18 anni che sarà pure libero di vivere come gli pare e dove gli pare?
    Il Milan non è la confraternita di san Vincenzo e non ha allevato un figlio irriconoscente, traviato dal vile denaro e corrotto da procuratori avari.
    Donnarumma non è cresciuto al Milan, è cresciuto a Castellammare di Stabia. Da lì il Milan lo ha comprato, a 14 anni, su segnalazione di Raiola, per 250.000 euro. Quindi ha lasciato casa sua per Milano. Perché non potrebbe lasciare Milano (che non è casa sua) per Madrid?
    Oggi Donnarumma guadagna, con il suo contratto che non ha voluto rinnovare, 160.000 euro all’anno.
    Se va via ora lo farà per non meno di 30 milioni di euro e quindi direi che le persone rispettabilissime che hanno investito su di lui comunque ci guadagneranno.

    Perchè vuole andare a Madrid? Per soldi? Per la gloria? Non lo so, fatti suoi, perché ha ritenuto suo interesse farlo. Chi sono io per indignarmi davanti alle scelte libere di altri?

    Non sempre chi rimane è un eroe e chi parte è un vigliacco.
    A me dà più fastidio il “romanticismo” esibito (non sempre dai calciatori, a volte dal loro contorno) delle cosiddette “bandiere” che non cambiano squadra. E che sono nel pieno diritto di non cambiare. Anche loro hanno i loro motivi per rimanere e non è sempre e solo “coraggio” o “attaccamento alla maglia”. Io ricordo una persona che era direttore di un ufficio in una piccola città che si è sempre rifiutato di trasferirsi a Roma – guadagnando di più, facendo un salto di carriera – perché diceva “io qui sono qualcuno, a Roma sarei uno dei tanti”.

    A Madrid lo hanno chiamato adesso – tra tre anni non si sa se ricapiterà – e lui va a Madrid, dove non è nessuno mentre a Milano era una star. Mi sembra una scelta coraggiosa, anche perché a Milano non lo avrebbero pagato poco. E io sono contento per lui.

  • Dodò

    @Sandokan: respira però

  • sandokan

    L’Italia può ripartire come paese non se impediamo ai migranti di venire ma se gli italiani decidono di rimanere e di rimboccarsi le maniche per la propria patria.
    ————————————–
    Questo è lo stesso discorso che fanno ai meridionali che emigrano. Ma perché non rimanete a casa vostra a far rinascere il sud, gli si dice. Io direi che ognuno valuta la sua situazione con libertà e io non mi sento di dire a nessun meridionale che “deve” rimanere. Che le persone girino per il mondo fa bene al mondo, così come ha fatto bene al mondo che san Pietro non sia rimasto a Gerusalemme. E non mi dire che è diverso, perché tu non sai qual è la missione di Donnarumma nel mondo.

  • sandokan

    @Sandokan: respira però
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    Hai ragione. Don Mauro mi toglie il fiato.

    Don Mauro, il tuo scritto mi brucia dentro, si impossessa di me e mi fa ardere il petto. Farei di tutto per seguirti e aspetto ogni tuo messaggio come Romeo aspettava Giulietta. Con te cambieremo il mondo, non mi lasciare.

  • sandokan

    P.S. Ti amo, tesoro.

  • sandokan

    Era rivolto a don Mauro, Dodò. A te, ti stimo.

  • @ Sandokan

    Come si vede, il calcio è un grande possibilità di riflessioni che “vadano oltre”. Io sono molto preoccupato del nostro paese e sono convinto che ci vogliano italiani come Amaldi e tanti altri del dopo guerra per guardare al nostro bene comune e non solo al bene del qui ed ora. Ho fatto un discorso del genere anche a proposito della Juve che perde a Cardiff e quindi spero che oggi non abbia parlato in me solo il milanista.
    Dopo di che, fare questo discorso su una scelta pubblica di un personaggio pubblico non significa montare in cattedra o chissà che: equivale più o meno a dire se si è d’accordo o meno con un politico che va in parlamento con un partito e durante la legislatura cambia.
    Ovviamente poi non sono mai stato sfiorato dal pensiero che Donnarumma sia un ragazzo senza ideali: quello è il titolo dato dal quotidiano per cui scrivo. Infine non ho mai proposto di “introdurre regole o regolamenti”. Desidero però fare un appello agli ideali e – in senso positivo, senza essere frainteso – al bene del nostro paese. Che passa anche dalle squadre di calcio

  • Paola

    Io non capisco un cappero di calcio ma sono d’accordo con sandokan per discendenza.

  • Issakkar

    Leonardi deve pontificare su tutto.
    Sul calcio non aveva ancora infierito, e se ne è accorto. Purtroppo.

    Staff del blog – L’utente non utilizza una mail verificata e la sua identità non è chiara

  • @ Sandokan

    1) “… Ti amo, tesoro…”
    Ricambio

    2) “… Donnarumma guadagna, con il suo contratto che non ha voluto rinnovare, 160.000 euro all’anno…”
    Io ho letto che ha rifiutato 5 milioni di euro all’anno

    3) “… Io direi che ognuno valuta la sua situazione con libertà … ”
    Concordo 110%

    4) “…. è lo stesso discorso che fanno ai meridionali che emigrano. Ma perché non rimanete a casa vostra a far rinascere il sud, gli si dice…”
    Da anni questo discorso non è più solo rivolto al sud ma a tutti gli italiani. Prima erano gli operai, poi i cervelli, poi quelli così così che però andavano in America. L’altro giorno ho sentito di un ragazzo di Roma, famiglia benestante, che è andato a studiare odontoiatria a Madrid: cioè odontoiatria a Madrid non informatica alla Silicon Valley.
    Quando sono stato a Palmi un signore calabrese mi ha spezzato il cuore con il racconto del figlio che ha rifiutato per un anno di andare in Inghilterra dove gli facevano ponti d’oro per fare l’infermiere. E invece in Italia, a causa delle raccomandazioni e dei veti incrociati, non trovava nulla. Alla fine è andato in Inghilterra.
    Direi che Donnarumma non ha fatto la stessa cosa del figlio del mio amico calabrese.

  • @ Paola

    Per discendenza?

  • sandokan

    Io ho letto che ha rifiutato 5 milioni di euro all’anno
    ————————-
    Con il contratto che ha guadagna 160.000 euro l’anno. Gli hanno offerto 5 milioni l’anno e lui ha rifiutato dicendo, tramite il suo procuratore, che non è (essenzialmente) una questione di soldi. Non è che se il Milan gli offrisse più del Real lui starebbe al Milan, questo era il senso. Non è detto che al Real guadagnerà i soldi che ha rifiutato al Milan

  • sandokan

    @ Paola
    Per discendenza?
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    Paola l’ho adottata. L’ho trovata qui dentro, smarrita tra i benchmark e guarda che cosa è diventata. Roba da andare in giro a testa alta a dire: è figlia mia :-)

  • @ Issakkar

    Sai che mi ha appena telefonato ilsussidiario per chiedermi un pezzo su Donnarumma? Però, dopo quello che mi hai scritto, gli ho detto che proprio non me la sento più.

  • Francamente a me dispiace per i due giovani italiani morti nell incendio del grattacielo di Londra,erano andati per lavorare da pochi mesi ,come architetti.Poi che un giocatore vada all estero,non è che non ci dormo la notte,vada dove vuole,morto un papa se ne fa un altro.In effetti questo articolo non mi piace per niente.

  • Diciotto anni, l’enfasi, l’entusiasmo, la voglia di spaziare, le esperienze nuove, una terra diversa, l’adrenalina. Diciotto anni. Che si viva la sua fiaba come gli pare. Avrà tempo per diventare saggio, ammesso che questa decisione non sia saggia.