
Giovedì 27 Aprile – Una visuale alta
In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: «Colui che viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza; chi però ne accetta la testimonianza, certifica che Dio è veritiero. Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dà lo Spirito senza misura. Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio incombe su di lui». Giovanni 3,31-36
Quando accadde la tragedia del Vajont, le persone che stavano a valle, quelle che guardavano dalla valle, parlarono di disgrazia, calamità naturale, imprevedibile tragedia. Chi guardò dall’alto, come le aquile, vide la verità, scoprì la corruzione, la superficialità, gli errori, il fatto che era stata una tragedia tutta prevista e tutta prevedibile, una tragedia quasi perseguita con testardaggine omicida. Chi stava in alto denunciò la verità, ma non venne creduto ma alla fine la verità si impose e tutti oggi sanno la verità. Questa vicenda umana testimonia la verità delle Parole di Cristo. Che ha la stessa visuale di Dio, ha una visuale alta: fondata su un amore che si comunica dal Padre al Figlio e che genera lo Spirito che a sua volta ci viene inviato come Consolatore e datore di vita.

