Blog / Lettere / Roberta Siciliano | 15 aprile 2017

Le Lettere di Roberta Siciliano – Il vaccino non è un’opinione

Al giorno d’oggi c’è sempre di più una crescente sfiducia verso il mondo medico.

Ci si affida ad internet, a gruppi sostenuti da persone che parlano di argomenti di cui credono di essere luminari ma non hanno mai aperto un libro scientifico in vita loro, in poche parole ci si affida alla tuttologia dei webeti, come giustamente qualcuno li ha definiti.

Questa sfiducia e questa ostilità verso un campo che richiede anni di studi e preparazione per poterlo comprendere, paradossalmente, è riservata soltanto al mondo medico, infatti, nessuno senza una conoscenza adeguata si permetterebbe mai di contraddire un ingegnere su come si costruisce un edificio.

Questa situazione trascurata per molto tempo dalle istituzioni, associata all’inesistente preparazione scientifica durante gli anni scolastici, ha portato a questo problema di salute generale che riguarda i vaccini e le malattie che si credevano superate nel nostro Paese.

In particolare, ha iniziato a diffondersi la falsa e malsana idea che la vaccinazione non sia una pratica protettiva per l’individuo seguita dall’isteria di massa riguardante i potenziali effetti collaterali.

Gli effetti collaterali fanno parte di qualunque farmaco definito tale, infatti, anche l’aspirina o la tachipirina, farmaci ampiamente utilizzati e conosciuti, hanno effetti collaterali anche molto gravi ma a ciò non si dà importanza perché la probabilità che essi si verifichino è minima rispetto ai benefici che ne derivano dall’uso.

Questo in ambito medico viene definito rapporto rischio/beneficio, ovvero, si rapporta il rischio che l’assunzione del farmaco potrebbe portare rispetto al suo beneficio e funziona così anche con le vaccinazioni.

Come già specificato nel precedente intervento, con esempi, le reazioni avverse delle vaccinazioni sono in numero e frequenza decisamente inferiore rispetto ai dati delle complicanze e conseguenze date dalla non vaccinazione.

In seguito al diffondersi dell’idea che la vaccinazione sia un male (grazie tante Internet!) in Italia si sono verificati ben 1333 casi di morbillo (dati aggiornati al 2 aprile 2017) e purtroppo, tra le vittime, ci sono anche bambini che non hanno potuto ricevere la vaccinazione per diverse problematiche (vedesi immunodepressi), che l’hanno ricevuta ma non hanno risposto (sì, c’è anche la possibilità che la vaccinazione non sia efficace e per ridurre la probabilità che si verifichi tale evento si fanno i richiami) e bambini che, essendo di età inferiore a quella consentita per la vaccinazione (che si effettua tra il 12esimo e il 15esimo mese) non hanno potuto vaccinarsi.

La non vaccinazione di molti consente al virus del morbillo di circolare indisturbato e di danneggiare anche gli altri bambini.

Un esempio concreto ci è dato dalla storia di Dewin, un bambino sudafricano di cui ho appreso la storia tramite la pagina Facebook del dottor Burioni.

La riporto: “Dewin, un bimbo sudafricano in perfetta salute, ha contratto il morbillo a 9 mesi proprio perché qualche suo amichetto non vaccinato gliel’ha trasmesso. La malattia non è stata cosa da poco ma è guarito e ha potuto tirare un respiro di sollievo. Dewin, dopo il morbillo, è tornato ad essere un bambino perfettamente sano e ha vissuto la sua vita piena di giochi, risate, amici e tutte quelle cose che devono riempire la vita di un bambino. Purtroppo nel giugno dell’anno scorso la sua vitta è cambiata. Ha cominciato ad avere difficoltà a muoversi, a non essere più quello di prima, a peggiorare ogni giorno. Dopo alcuni mesi di esami e approfondimenti è arrivata, a novembre, la terribile risposta: il virus del morbillo che l’aveva colpito a nove mesi non era stato eliminato, ma era arrivato all’interno delle cellule del cervello dove, lentamente ma inesorabilmente aveva continuato per tutti questi anni a replicarsi e a diffondersi.

Sì: il virus del morbillo, quello che gli antivaccinisti dicono essere innocuo o addirittura benefico, in qualche caso arriva all’interno del sistema nervoso centrale si trasforma in qualcosa di terribile e finisce a danneggiare gravemente il sistema nervoso centrale fino a quando, dopo molti anni, diventa evidente una terribile e spesso mortale malattia – detta panencefalite subacuta sclerosante (PESS) – per la quale sostanzialmente siamo davvero a corto di cure”.

Il gioco vale la candela? Vale la pena rischiare di far morire i bambini così?

Ognuno risponda secondo la sua coscienza.

Roberta Siciliano

Fonti:

https://www.facebook.com/robertoburioniMD/posts/2260154960876341:0

http://www.epicentro.iss.it/problemi/morbillo/infografica2017.asp

http://www.istat.it/it/archivio/109861

 

Roberta Siciliano è nata a Milano il 05/06/1991 e vive a Soverato (provincia di CZ) ed è studentessa di Medicina e Chirurgia presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro. Amante della lettura ha creato nel 2010 la pagina Facebook Voce del verbo leggere