Blog / Oggi nel Vangelo | 19 Marzo 2017

Lunedì 20 Marzo – Un Dio umile

Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo. Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore. Mt 1, 16.18-21.24a

La Chiesa oggi propone come letture del vangelo due alternative: una sulla genealogia di Cristo e l’altra relativa allo smarrimento e ritrovamento di Gesù tra i dottori nel tempio. In entrambi i casi i nodi centrali da sottolineare sono due: innanzi tutto, il Dio cristiano è un Dio che realizza concretamente i suoi progetti di salvezza in un momento preciso della storia per cui eternità e umanità vengono sempre tenute unite dall’amore e dal rispetto per la libertà. Inoltre, il Dio Cristiano è un Dio umile. Egli non si manifesta in una genealogia di prediletti come un eletto, ma come germoglio nato, quasi silenziosamente, da una radice che, per giunta, doveva esser sterile e dove, risalendo nel passato, c’era più di una personalità equivoca. Non si mette al di sopra dell’umanità, ma pur rivelandosi come vero uomo e vero Dio, vive sottomesso ai suoi genitori e condivide con le persone trent’anni di vita semplice e assolutamente quotidiana.