Articoli / Blog | 02 Febbraio 2017

MIO Anno II n. 5/ DON MAURO LEONARDI PARLA CON I LETTORI – La rabbia è segno d’amore

Mauro Leonardi (Como 1959) è stato ordinato sacerdote dal 29 maggio 1988. Vive a Roma presso l’Elis centro di formazione per la gioventù lavoratrice accanto alla parrocchia di san Giovanni Battista in Collatino. È cappellano del Liceo dell’Accoglienza Safi Elis. Da anni pubblica racconti, articoli, saggi e romanzi. Scrive su diverse riviste e quotidiani. Il suo blog è Come Gesù. Il compenso di questo numero va a una ragazza che vive con la nonna e usa i soldi per pagarsi gli studi.
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Caro Don Mauro, son davvero arrabbiata con Dio. Dopo la tragedia del terremoto e della neve che uccide a Rigopiano ci mancava anche l’elicottero che cade sulle montagne vicino a L’Aquila. Oltretutto due piloti avevano lavorato proprio per salvare la gente dell’albero ed erano molto stanchi: ma perché Dio vuole questo? (Rosalba, Capiago – Como)

Papa Francesco ha recentemente detto che “discutere” con Dio non solo è possibile, ma “è preghiera”. Ecco le sue parole: “A Lui piace discutere con noi. Qualcuno mi dice: Ma, Padre, io tante volte quando vado a pregare, mi arrabbio con il Signore…: ma anche questo è preghiera! A Lui piace, quando tu ti arrabbi e gli dici in faccia quello che senti, perché è Padre! Ma questo è anche un Eccomi”. Il fatto è che ci arrabbiamo solo con chi amiamo, con chi ci interessa.
Ci hanno insegnato da bambini ad andare a Messa ben vestiti e con il bagno fatto, a stare zitti, e a dire “amen”. Tutto giusto ma Dio non è solo un Re. È anche un padre, un fratello, un amore che ci abita. E i padri si siedono ai piedi del nostro letto quando piangiamo e si affacciano di notte alla stanza per vedere se siamo tornati. E con un fratello si fa a cazzotti non si misurano le parole. L’amore è perdersi per poi ritrovarsi e ritrovare il senso di quella relazione, e questo perdersi è l’arrabbiarsi. I nostri amori veri ci hanno visto in pigiama. Se accade l’ennesima tragedia e ti arrabbi con Dio è segno di amore per Lui, vuol dire che lo ami. Perché Dio non è un despota seduto su un trono. E noi siamo in ginocchio non per paura ma per appoggiarci a Qualcuno.

 

 

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