
Blog – Il no alla maternità surrogata di un ateo, anarchico ed edonista
Michel Onfray è un filosofo dichiaratamente ateo, anarchico, edonista, e a favore della destrutturazione della famiglia come tradizionalemente intesa. Ma, in un’intervista a Vita.it si dichiara contro la maternità surrogata. Se fosse possibile non farne mai una questione di denaro sarebbe a favore, ma visto che non si vive in un mondo ideale, è contro. Riporto qui i due passaggi dell’intervista che, a mio modo di vedere, presentano un modo di pensare diverso da quello solitamente dibattuto dalle fazioni pro e contro.
“Se vivessimo in questo mondo ideale, degli amici, senza mai farne questione di denaro, potrebbero portare in sé il bambino altrui in una logica contrattuale, ma obbligatoriamente affettiva. Se le cose stessero così, allora non avrei problemi a sottoscrivere questo tipo di maternità [gestation pour autrui, ndr]. Per una coppia, che sia eterosessuale o omosessuale, una donna legata dal vincolo di amicizia porterebbe alla nascita un bambino e ne diverrebbe la madrina, legandosi alla sua educazione e alla sua formazione. Sarebbe, in questo senso, una maniera di definire un’altra famiglia, di fare altrimenti una famiglia. Ma per fare questo, le parti in gioco in questa avventura dovrebbero conoscersi prima, durante e dopo”.
Pur essendo a favore del matrimonio omosessuale e dell’adozione da parte degli omosessuali è contro la maternità surrogata (“gestation pour autrui”). Sarebbe a favore se ci fosse un reale legame affettivo “fra tutte le persone coinvolte, bambino compreso ovviamente. La madrina civile – sarebbe la protagonista della maternità surrogata – si impegnerebbe a mantenere un ruolo nella costruzione dell’identità affettiva e spirituale, materiale e concreta del bambino. La parentalità sarebbe quindi aperta, ridefinita, allargata come ha detto lei poco fa. La decostruzione della famiglia tradizionale con un a coppia eterosessuale di genitori si volgerebbe quindi a tutto vantaggio di una famiglia dove il sentimento farebbe la legge…. La decostruzione della famiglia tradizionale con una coppia eterosessuale di genitori, si volgerebbe quindi a tutto vantaggio di una famiglia dove il sentimento farebbe la legge”.
Ma “la realtà è molto, molto diversa e i progetti di legge sulla maternità surrogata ignorano l’affettività, il sentimento, la costruzione della personalità e della soggettività del bambino a partire dall’ambiente che lo vuole e lo costituisce. (…) Siccome le macchine hanno preso il monopolio della forza lavoro, ai poveri non resta che diventare essi stessi macchine, affittando o vendendo il proprio corpo, parti di quel corpo o i suoi prodotti derivati. La prostituzione diventa così « locazione di orifizi », la donazione di sangue o di sperma « vendita di sangue o di sperma »”.
Onfray mette anche in luce come la questione della maternità surrogata condensi tutti i grandi nodi del nostro tempo: la disparità economica, che diventa disparità biomedica, biopolitica, le nuove – e antiche schiavitù. Una medicina che non cura le malattie di pochi ma si concentra dove i pochi dispongono di possibilità economiche praticamente infinite.
“Partiamo dal fatto che questa tecnica medica è estremamente complessa. Di conseguenza è estremamente costosa. La medicina liberale, che permette ai ricchi di comprare tutto ciò che vogliono a prezzi esorbitanti, trae notevoli benefici e guadagni da questo mercato. Sul pianeta, avremo così cliniche per miliardari dove si realizzerà tutto ciò che è tecnicamente fattibile, anche se umanamente mostruoso. Dicono che è un processo inevitabile : chi potrà impedirlo ? E come ? La medicina che non è dichiaratamente liberale non avrà i mezzi per esistere su questo mercato. Non ci sarà più una medicina a due velocità, ma una medicina per coloro che hanno i mezzi per concedersela e farmacie per i moribondi per tutti gli altri – è questa la strada su cui si è messa la Francia. Poiché non abbiamo più i mezzi per curare i cittadini, poiché non possiamo più curare patologie cardiache, tumori, traumi, fratture attraverso la medicina di base, allora puntiamo tutto su una medicina di alto profilo non più per curare, ma per rispondere ai capricci soggettivi e alle patologie individuali”.
Qui il link a Vita per leggere l’intera intervista.

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