Articoli / Blog | 25 Agosto 2019

Blog – Il capo dei gesuiti conferma: c’è chi lavora perché il prossimo Papa faccia il contrario di Francesco

Pochi giorni fa, al Meeting di Rimini, Padre Arturo Sosa, il capo dei gesuiti, un venezuelano con i baffi che ama girare in camicia e golfino, ha detto: “C’è un complotto per far dimettere Papa Francesco a causa delle sue idee sui poveri”.
Nel suo discorso Sosa ha parlato senza eufemismi del primo Papa gesuita, soffermandosi, più che sulle sue parole, sui suoi gesti e sulle sue azioni, sottolineando soprattutto l’eco che fanno nel suo cuore le parole e i gesti di Gesù che riguardano i poveri. Ma tutto ciò dà molto fastidio a certi cattolici.
“Ci sono settori fuori e dentro il Vaticano che premono per far dimettere Papa Francesco, con lo scopo ultimo di fare in modo che il prossimo Pontefice agisca in senso contrario alle linee guida espresse dall’attuale pontificato”.
È quanto il nostro blog ha anticipato da tempo attraverso i due articoli di Juan Vicente Boo in proposito. Sono i miliardari americani che hanno l’obiettivo di promuovere “pontefici espressione del mercato” e gente decisa a dire a Francesco quello che dovrebbe fare e a castigarlo rumorosamente, attraverso i portali digitali conservatori che finanziano o non finanziano i vari enti di beneficenza del Vaticano e soprattutto hanno deciso di monitarare i cardinali – che dividono in progressisti o conservatori – così da influenzare il prossimo conclave.
È stata, con altre parole, la tesi di fondo che Padre Sosa ha illustrato senza mezzi termini. “Credo che la strategia finale di questi settori – ha poi precisato il capo dei gesuiti all’Adnkronos – non è tanto quella di costringere Papa Francesco a lasciare, quanto di incidere sull’elezione del prossimo pontefice, creando le condizioni affinché il prossimo Papa non continui ad approfondire il cammino che Francesco ha invece indicato e intrapreso”.
Esattamente quanto aveva spiegato il nostro blog tre mesi fa.