Articoli / Blog | 10 Agosto 2019

Blog – Matteo Salvini apre la crisi di governo dopo aver detto mille volte che non lo avrebbe fatto

Conosco addetti ai lavori che lodano apertamente le grandi capacità comunicative di Matteo Salvini. Il nostro – ancora per poco – ministro dell’interno, avrebbe la capacità di spiegare in modo semplice, con il linguaggio della gente, cose molto complesse. In questo modo il popolo lo comprende, lo ascolta, lo vota.
La mia tesi è molto più semplice: Matteo Salvini spiega le cose bene perché mente. Prendiamo l’ultimo fatto.
Matteo Salvini ha aperto la crisi di governo. Il premier Conte chiederà la fiducia al Parlamento e, nel caso non ci sia e non ci siano maggioranze alternative, Mattarella potrebbe sciogliere Camera e Senato. Le nuove elezioni potrebbero arrivare il 13, il 20 o il 27 ottobre, oppure il 3 novembre.
Bene, Matteo Salvini aveva detto infinite volte che non avrebbe mai aperto la crisi. Ne riporto qui sotto una con anche il link al video su YouTube. Siamo da Lilli Gruber alla puntata di Otto e Mezzo dell’ 8 maggio 2019. È la famosa puntata dei “mazzi di fiori”: cioè Salvini aveva detto in un comizio alla mattina che la sera era costretto ad andare dalla Gruber e la giornalista aveva replicato, non smentita, che in realtà era stato il vice premier a chiedere di andare da lei perché voleva parlare del “licenziamento” del sottosegretario Siri. La Gruber pertanto inizia la puntata dicendo che si aspettava almeno una mazzo di fiori come scuse e segue siparietto. Dopo di che – riporto il dialogo per chi non volesse guardare il video – al minuto 6.38, rivolta a Matteo Salvini, dice: “Non ci sarà nessuna crisi di governo, né adesso né dopo le elezioni europee, mi pare di capire, giusto?”
“Sì”.
“A prescindere dal risultato?”, incalza Gruber.
“Certo, se la Lega vince le elezioni europee come i sondaggi dicono, è una buona notizia per l’Europa, ma in Italia non cambia niente”.
“Neppure chiederà qualche ministro in più?”.
“No, perché? Se vinciamo in Europa andiamo a Bruxelles a difendere l’agricoltura italiana ma non cambiano le cose qua”.
“Quindi c’è la fiducia nel premier Conte?”.
“Assolutamente sì”.

Sicuramente ciascuno di noi potrà ricordare mille altri episodi analoghi occorsi in questi mesi. La domanda è: perché se io mento perdo credibilità, la gente non mi crede più, non ha più fiducia in me, e invece a Salvini tutto ciò non accade? Risposta: perché non ha alcuna remora nel mentire.
Con questo non intendo dire che Salvini sia un bugiardo come persona, intendo dire che nella sua azione politica non ha alcuno scrupolo a semplificare a tal punto la realtà da farla sembrare qualcosa di pericolosamente simile alla menzogna. Per esempio, sulla domanda della Gruber a proposito del Governo che sarebbe potuto cadere, avrebbe potuto rispondere che non ci sarebbe stata crisi “a certe condizioni”, se non fossero avvenuti certi cambiamenti, e così via: insomma avrebbe potuto usare condizionali e congiuntivi come fanno tutti, allungando i discorsi e le perifrasi, ma se avesse fatto così sarebbe stato un politico come tutti gli altri. Invece lui è diverso ed è fiero della sua diversità.
Se rivedete il siparietto dei minuti prima, quelli del mazzo di fiori, potrete notare che Salvini non ha alcuna esitazione, non accenna minimamente a chiedere scusa, non dà alcun segno di disagio. Io, al posto suo, avrei cercato di chiarire, di contestualizzare, di minimizzare: Gruber dice che ho mentito, ha ragione, cosa posso fare? O le chiedo scusa oppure dico che non è vero, che non ho mentito, e mi inerpico nel cercare di fornire spiegazioni. E queste spiegazioni sarebbero state un discorso complicato, balbettato: è quanto avviene ai normali politici, che non vengono ascoltati perché sono complicati, e sono complicati perché la vita è complicata. Ma questo onere, l’onere della verità, l’onere che fa calare l’audience, a Salvini non viene fatto portare. Salvini invece non porta il peso della verità. Dice a Gruber di volerle bene e di ritenere la sua trasmissione “molto equilibrata”. Insomma, va avanti tranquillo per la sua strada certo che nessuno gli chiederà conto di nulla, come i monarchi assoluti di un tempo che non dovevano rendere conto a nessuno di quanto facevano e dicevano.
Ma se accade così, la colpa non è di Matteo Salvini. È degli italiani che glielo consentono.