Articoli / Blog | 27 Maggio 2019

Blog – Diretta Facebook di 16 ore: Salvini ha violato il silenzio elettorale?

Ieri Matteo Salvini ha fatto – per l’intera giornata – una diretta Facebook in cui invitava la gente a dichiarare con il proprio nome e cognome di aver votato Lega. Nel momento in cui scrivo (circa le 22) siamo a 57.528 dichiarazioni di voto. Non so come funzioni in questo caso l’algoritmo di Facebook, l’impressione è che arrivi molto più che una dichiarazione al secondo, ma solo domani si potranno fare i conti.
Ora io un paio di domande me le faccio; la più diretta tra queste è chiedere a coloro che si sentono onestamente e sinceramente di destra se questa roba può essere considerata democratica o, invece, magari pur non andando contro una legge, sia in sostanza un raggiro della nostra legalità: raggiro per di più organizzato dal Ministro dell’Interno, ovvero dalla persona che della legalità del Paese dovrebbe essere uno dei principali garanti.
So bene che l’affermazione “il voto è segreto” non significa che non si possa comunicare agli altri che cosa si è votato, ma ci sono cose che, pur essendo legali, non sono rispettose e rendono più facile o più difficile essere liberi. Il punto è che ci troviamo nelle ore del silenzio elettorale, quel periodo che va dalla vigilia delle elezioni al giorno delle elezioni compreso, e che l’Autorità Garante delle Comunicazioni, l’Agcom, ha dichiarato valere anche per i social.
I post degli altri politici campeggiano lì, nelle rispettive pagine, come sono state lasciate l’altro giorno, invece nella pagina di Salvini è tutto un susseguirsi di persone che dichiarano di aver votato e che quindi, implicitamente, invitano gli altri a fare lo stesso. È come se dicessero: vieni con noi perché siamo tanti, siamo forti e stiamo vincendo. Nel tempo di scrivere queste righe, per esempio, siamo arrivati a 58.295, cioè altre 767 hanno applaudito Salvini.
In ogni caso, per rispetto di tutti, io attenderò domattina a pubblicare questo post. Mi muove lo stesso principio per cui, quando durante una lezione pubblica invito chi vuole a farmi delle domande, chiedo di scriverle su un biglietto e poi, alla fine della mia esposizione, comincio a rispondere senza sapere chi li ha scritti. È una condizione minima di rispetto per consentire a tutti di rivolgermi domande magari anche personali, e di farlo sentendosi liberi.
Qualcuno domani mi può spiegare se Salvini ha violato il silenzio elettorale e se questa cosa è particolarmente grave visto che proprio lui, il Ministro dell’Interno, dovrebbe essere uno dei principali difensori della libertà del Paese? Se non è illegale, qualcuno può spiegarmi se, come appare a me, è quantomeno gravemente irrispettoso?
Tutti sappiamo che domani la Lega sarà il partito vincente, ma che il diritto non abbia ragione sulla forza non è forse uno dei principi della democrazia?
Sono l’unico a sentire che c’è qualcosa d’importante che viene violato da quel post?
Fine delle mie riflessioni. I commenti, cioè le dichiarazioni di chi ha votato Salvini, sono arrivati a 58.800: in pochi secondi altre cinquecento persone sono salite sul carro del vincitore.
Io mi fermo e scendo.