Blog / Una donna nel Vangelo | 17 Maggio 2016

Mercoledì 18 Maggio – Un solo corpo

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demòni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri». Ma Gesù disse: «Non glielo proibite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me. Chi non è contro di noi è per noi». Marco 9,38-40. 

Hanno bisogno del gruppo.
Tutti insieme.
Tutti in fila.
Tutti dalla stessa parte.
Tutti uguali.

Hanno bisogno di stare dove stanno tutti.
Dalla parte di quelli di Dio.
Dalla parte dei giusti, che fanno le cose giuste.
E Dio diventa proprietà privata.
Per averlo devi entrare. Nel gruppo.
Per averlo devi chiedere. A loro.

Se no ti impediscono di fare anche il bene.
Perché il bene è di Dio.
E Dio è loro.
E Dio sono loro.

Che tristezza.
Che amarezza.
Insegnami la vita.
Che è da aprire e donare e perdere.
Insegnami la fede.
Che è da seguire, da servire, da trovare ogni giorno.

Insegnami.
Che sei tu, tutto.
Che sei tu, casa.
Che sei tu, giusto.
Che sei tu, da seguire.
Che sei tu, l’amore .
Che sei tu, tutto.

E chi ama, è tuo.
E chi salva, è tuo.
E chi cura, è tuo.
E chi custodisce, è tuo.

Ci sei solo tu.
E noi, dentro.

Non è un gruppo.
È un corpo.
Un solo corpo.
Un solo cuore.
Una sola vita.

Amare è farvi parte.
Amare è seguirti.

Questo commento del vangelo del giorno è fatto dalla prospettiva di una delle donne senza nome che seguivano Gesù (cfr Lc 8, 1-3). Il suo nome è Zippi (Zippora).

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