Blog / Lettere | 25 Aprile 2016

Le Lettere di Gigi – Un musulmano può fare la comunione?

Buongiorno Don Mauro, le vorrei fare la seguente domanda: un musulmano, non essendo stato battezzato come noi cristiani, come può partecipare alla santa Eucarestia e al sacramento della Riconciliazione? Come si puo’ salvare? Nell’attesa di una risposta, cordiali saluti.
P.S. aggiungo poi: come mai il catechismo dice di confessarsi e comunicarsi almeno
una volta all’ anno?
Cordiali saluti
Gigi

Carissimo Gigi,
per confessarsi e fare la comunione è necessario essere cristiani, cioè aver ricevuto il battesimo: pertanto un musulmano non può accedere a quei sacramenti. Questo però non significa che non possa salvarsi. Non bisogna confondere il fatto che ricevendo validamente e per bene i sacramenti certamente si riceve la grazia, con il fatto che non ricevendoli certamente la grazia non si riceve. Le due posizioni non sono simmetriche. Poiché Gesù è morto e risorto per tutti e vuole che tutti gli uomini si salvino (cfr. 1 Tm 2,4) è possibile che la sua grazia giunga anche a chi non è visibilmente nella chiesa.
Anzi un importante documento del Concilio Vaticano II – la Lumen Gentium – dice che “quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa ma che tuttavia cercano sinceramente Dio e coll’aiuto della grazia [che in questo caso giungerebbe senza i sacramenti, ndr] si sforzano di compiere con le opere la volontà di lui, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna. Né la divina Provvidenza nega gli aiuti necessari alla salvezza a coloro che non sono ancora arrivati alla chiara cognizione e riconoscimento di Dio, ma si sforzano, non senza la grazia divina, di condurre una vita retta. Poiché tutto ciò che di buono e di vero si trova in loro è ritenuto dalla Chiesa come una preparazione ad accogliere il Vangelo” (n. 16). Aggiungo che nella sua enciclica Redemptoris Missio (n. 10) Giovanni Paolo II ha scritto: “L’universalità della salvezza non significa che essa è accordata solo a coloro che, in modo esplicito, credono in Cristo e sono entrati nella chiesa”.
Infine “confessarsi almeno una volta all’anno e comunicarsi almeno a Pasqua” è uno dei cinque precetti della Chiesa.

Gigi ha già scritto altre tre volte al blog (la foto che illustra questo post non ritrae Gigi, che è un nome di fantasia: l’ho scelta semplicemente perché mi sembra esprima bene l’atteggiamento di apertura di Papa Francesco).