Articoli / Blog | 31 Luglio 2026

Blog – La voglia di essere primi anche quando c’è di mezzo la morte

C’è qualcosa di profondamente malato in un giornalismo che considera la morte una gara di velocità. La vicenda di Franco Baresi lo dimostra in modo esemplare. Mentre il grande capitano del Milan stava affrontando la fase finale della sua malattia, qualcuno ha deciso di anticipare la notizia della sua morte tanto da costringere il Milan a intervenire con un comunicato ufficiale per smentire quella falsa informazione e chiedere rispetto per la privacy dell’uomo e della sua famiglia. Solo oggi è arrivata la vera, dolorosa notizia della sua scomparsa.

Quello che colpisce non è l’errore: gli errori possono capitare. A inquietare è il meccanismo che lo ha prodotto: la smania di essere i primi. Prima degli altri giornali, prima delle agenzie, prima delle verifiche. Prima della verità. In un tempo in cui la velocità vale più dell’affidabilità, la verifica delle fonti rischia di diventare un lusso. Eppure il primo dovere del giornalismo non è arrivare per primi, ma dare notizie vere. Una notizia pubblicata cinque minuti dopo, ma vera, vale infinitamente più di una pubblicata cinque minuti prima e falsa. Quando poi l’oggetto della notizia è la morte di una persona, il dovere di prudenza dovrebbe essere ancora maggiore. Dietro quel nome non c’è soltanto un personaggio pubblico: c’è una famiglia che soffre, ci sono amici, figli, nipoti, persone che hanno diritto a vivere quel momento senza vedersi travolte da indiscrezioni, anticipazioni e fughe in avanti. Lo sciacallaggio non consiste solo nello sfruttare economicamente una tragedia. Esiste anche uno sciacallaggio dell’informazione: quello di chi usa il dolore altrui come occasione per conquistare un clic in più, una condivisione in più, il piccolo primato di poter dire: “L’avevo scritto io per primo”.

Il giornalismo vero non insegue la cronaca come un cacciatore cerca trofei ma custodire la fiducia dei lettori. E la fiducia nasce da una parola semplice, oggi quasi rivoluzionaria: responsabilità. Franco Baresi merita di essere ricordato per ciò che è stato: un campione di lealtà, di sobrietà, di fedeltà ai suoi colori. Sarebbe bello che anche chi racconta le notizie imparasse qualche lezione dalla sua vita.

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