Blog / Una donna nel Vangelo | 25 Dicembre 2020

Sabato 26 dicembre – Sempre il mio

Commento al Vangelo (Mt 10, 17-22) del 26 dicembre 2020, Santo Stefano, di Mauro Leonardi. Chiunque può mandare i suoi brevi commenti, audio o scritti, a [email protected]

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi».

Ma non dovevamo amarci gli uni gli altri?
E ora dobbiamo guardarci dagli uomini?
Che dici Gesù?
Perché parli di morte tra i fratelli?
Perché dici che saremo odiati da tutti?
Perché quando dico che siete scandalo e pazzie non voglio dire che amare è difficile, ma che è impossibile.
L’unico modo di amare non è dare il vostro cuore ma il mio cuore, la mia vita.
Amerai quando sarai in me, amerai in me, parlerai in me.
Per amare, il tuo cuore deve essere il mio.
Davanti ai tribunali e alle sinagoghe, ucciso dai fratelli, diviso dal padre, sono sempre io, non tu.
In ogni tempo, la mia faccia, il mio corpo, la mia lingua, e di ciascuno di voi, è sempre la mia.