Blog / Una donna nel Vangelo | 13 Novembre 2020

Sabato 14 novembre – Pregare è come respirare

Commento al Vangelo (Lc 18,1-8) del 14 novembre 2020, sabato della XXXII settimana del Tempo Ordinario di Mauro Leonardi. Chiunque può mandare i suoi brevi commenti, audio o scritti, a [email protected]

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi: «C’era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi». E il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Quando tornerai sulla terra, io sarò qui ad aspettarti.
Troverai la fede perché troverai me.
Aiutami ad attenderti.

Pregare sempre.
Perché è come respirare.
Non posso smettere.
O morirò.

Pregare sempre.
Con la bocca, di giorno.
Con i sogni, di notte.
Senza stancarsi mai.

Pregare sempre.
Come una vedova che senza giustizia non può vivere.
Con l’insistenza di chi senza te non può vivere.
Non è insistenza, è necessità.

Pregare sempre.
Pregarti sempre.
Come un giudice da cui dipende la mia vita.
Perché è proprio così.
Da te dipende la mia vita.