Articoli / Blog | 06 Ottobre 2020

Blog – Nella sua ultima enciclica, Papa Francesco condanna le crociate?

Uno dei tanti commenti all’articolo in cui ho cercato di divulgare l’affermazione contro la “guerra giusta” che Papa Francesco ha espresso nella sua ultima enciclica, è stato: “Don Mauro scusi ma allora i Papi delle crociate sono andati tutti all’ inferno? E Santa Caterina da Siena?”.
Nel mio pezzo avevo presente questa possibile obiezione e per questo ho fatto riferimento alla battaglia di Lepanto ma forse non sono stato abbastanza chiaro.
Il principio per cui Gesù nel vangelo dice di “porgere l’altra guancia” ((Mt 5,38-42) va coniugato con il principio della legittima difesa: se la propria vita o quella dei propri cari viene minacciata, ciascuno di noi ha diritto a difendersi purché questa difesa rimanga nei limiti dell’offesa che si riceve o che si sta per ricevere. Bisogna, insomma, che ci sia una “proporzione” tra i due atteggiamenti. Mettendo da parte la questione storica, di principio, sulle crociate, è chiaro che a quei tempi gli effetti delle azioni belligeranti che venivano messe in atto, rimanevano in quelle circostanza di spazio e di tempo: a colpo di spada, si rispondeva con colpo di spada; una nave era contro un’altra nave; un esercito combatteva contro un esercito su quel mare e in quel campo di battaglia. E poi tutto finiva.
La guerra moderna però non è così per mille ragioni. Nessuno, per esempio, può pensare che un’arma chimica o batteriologica o atomica abbia effetti commisurati e circoscritti; e ormai non c’è più differenza tra eserciti e comuni cittadini. A ciò poi si aggiungono le logiche della globalizzazione per cui nessun conflitto ormai può essere confinato o circoscritto a pochi chilometri quadrati. Ha ragione il Papa quindi quando dice che, ai nostri tempi, nessuna guerra, ormai, può più essere definita “giusta” (Fratelli tutti, n. 258). Queste mie considerazioni non esauriscono il problema, che è molto complesso, ma spero possano essere utili a sciogliere almeno uno dei tanti nodi della questione