Articoli / Blog | 16 Aprile 2026

Blog – Papa Leone e la fede operativa: il coraggio di entrare nella storia

Nell’ormai storica dichiarazione di martedì 7 aprile a Castelgandolfo, Papa Leone insegna tante cose. Da sottolineare in questo momento c’è soprattutto il fatto che radicarsi nel Vangelo comporti per il cristiano non rimanere solo sul piano della condanna morale ma implichi anche “sporcarsi” le mani con giudizi concreti che portino a decisioni operative e pratiche.

Egli certamente inizia il suo intervento facendo riflettere sulle tante vittime innocenti e appella alla preghiera, ma non si ferma lì. Afferma che il conflitto voluto da Trump e da Israele è sbagliato e deve lasciare spazio al dialogo – “negotiations” specifica – e, non contento, invita a contattare i membri del Congresso per chiedere la fine della guerra. Quanto queste parole siano andate a segno è misurabile col metro delle reazioni verificatesi nelle ore e nei giorni successivi. Con Papa Francesco i cattolici americani, attualmente in larga parte conservatori, si erano allontanati dalla Santa Sede: diminuiva il denaro mandato a Roma e si assisteva a un flusso costante di “conversioni” dal mondo cattolico a quello protestante. Con Prevost questo movimento si era prima arrestato e poi invertito. Il Papa americano ha grande presa sul suo popolo e sui cattolici del cui voto Trump, in crisi di consenso, ha terribilmente bisogno. Non dimentichiamo che due anni fa il 55% di loro aveva scelto lui come Presidente e non Kamala Harris

Per questo, se prendiamo sul serio le parole del Papa, non possiamo limitarci a pregare per lui, a commentarle positivamente o ad apprezzarne il coraggio. Quando la fede incide concretamente nella storia – anche in quella piccola e quotidiana che non finisce sui giornali – qualcosa si rimette in moto, le distanze si accorciano e le persone tornano a sentirsi coinvolte. Occorre allora scegliere da che parte stare anche nei gesti concreti: informarsi con onestà, non lasciarsi trascinare da narrazioni ideologiche, sostenere chi lavora per la pace e, quando possibile, far sentire la propria voce nelle sedi civili e politiche nei modi che ciascuno giudicherà opportuni. Il Vangelo, così, non corre il rischio di essere un riferimento astratto e diventa criterio di azione: meno slogan, più responsabilità; meno indignazione sterile, più decisioni concrete. In questo modo la fede ha toccato i primi cristiani e bisogna continuare su quella strada. Facendo ecco al ruggito di Leone

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